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Meteorologia a cielo aperto: quando la Polvere del Sahara incontra la Nebbia d'agosto

Meteorologia a cielo aperto: quando la Polvere del Sahara incontra la Nebbia d'agosto

Il nostro territorio si sta trasformando in una vera e propria palestra didattica a cielo aperto. Gli eventi meteorologici degli ultimi due giorni rappresentano una lezione dal vivo su come l'atmosfera colleghi fenomeni apparentemente lontani tra loro. Dalle tempeste di sabbia del deserto algerino alle nostre auto coperte di pulviscolo, fino a un'insolita nebbia estiva, i pezzi del puzzle si ricompongono con chiarezza attraverso i dati scientifici e le immagini satellitari.

Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Le immagini catturate dai satelliti Copernicus Sentinel-3 ed Eumetsat mostrano un quadro impressionante. Dalle coste africane si snodano immensi pennacchi grigiastri che si allungano sul mare, andando a mescolarsi alla copertura di sabbia tra il Sud della Sardegna e la Sicilia.

Il cielo lattiginoso e la Polvere del Sahara: scienza di un fenomeno globale

Il cielo lattiginoso e la Polvere del Sahara: scienza di un fenomeno globale

Basta dare uno sguardo alle webcam della provincia di Reggio Emilia — dalla Pianura di Casalgrande fino al Crinale e alla Pietra di Bismantova — per notare un cielo insolitamente denso, opaco e dal colore giallino-spettrale. Non si tratta di semplice foschia né di inquinamento locale: la causa è un imponente flusso di polvere del deserto del Sahara, convogliato verso il Mediterraneo e l'Italia dall'Anticiclone Africano con matrice tunisina.

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

L'immagine satellitare elaborata nella giornata di oggi mostra in tutta la sua drammaticità la portata del disastro ambientale che sta colpendo l'Europa occidentale. Rispetto ai giorni scorsi, la situazione meteorologica ha subito una variazione sostanziale e preoccupante: la circolazione dei venti in quota ha cambiato direzione, piegando da Ovest verso Est/Sud-Est. Questa rotazione delle correnti sta ora convogliando l'enorme e denso "fiume" di fumo, cenere e diossido di carbonio (CO2) direttamente verso il bacino del Mediterraneo e l'Italia. I cieli dell'Emilia-Romagna e della provincia di Reggio Emilia vedranno dunque un ulteriore e netto incremento dell'opacità, con una foschia lattiginosa ancora più marcata e valori di particolato in aumento negli strati atmosferici.

L’Europa brucia e il cielo si fa lattiginoso: maxi-incendi, polvere del Sahara e qualità dell’aria anche nel Reggiano

L’Europa brucia e il cielo si fa lattiginoso: maxi-incendi, polvere del Sahara e qualità dell’aria anche nel Reggiano

Basta alzare lo sguardo al cielo in queste ore per accorgersi che qualcosa non va: l'azzurro limpido ha lasciato il posto a una foschia pallida, mentre il sole al tramonto, questa sera, potrebbe apparire come un disco rosso fuoco solcato da una velatura persistente. Non si tratta di semplici nubi o di umidità estiva. Le ultime straordinarie immagini riprese dai satelliti di monitoraggio ambientale (Copernicus, Sentinel e Meteosat) mostrano una situazione drammatica a scala continentale: l'Europa occidentale è stretta nella morsa di mega-incendi boschivi incontrollabili tra Francia e Spagna, i cui fumi si sono fusi con una massiccia avvezione di polvere dal deserto del Sahara e coi roghi attivi nel Nord Africa (Algeria e Tunisia).

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

L'inizio di questa settimana ha portato un drastico cambio di marcia sulla nostra provincia. Dopo giorni di caldo soffocante, l'Anticiclone Africano ha finalmente subìto una prima, violenta "spallata" da parte di correnti più fresche e instabili arrivate dal Mare del Nord. I primi segnali di cedimento li avevamo già avvertiti durante la giornata di domenica 19 luglio, quando il contrasto in quota tra l'aria bollente stagnante al suolo e i primi sbuffi freschi ha fatto fiorire a catena diversi cumulonembi in scorrimento dall'Appennino parmense verso il reggiano e il modenese. Oggi, lunedì 20 luglio, la dinamica è diventata ancora più vivace e imprevista. Analizziamo insieme, punto per punto, la fisica di quanto accaduto sulle nostre teste.

Maxi incendio nella zona industriale di Mantova: la colonna di fumo vista dalle webcam reggiane. L'analisi dei venti e la direzione dei fumi

Maxi incendio nella zona industriale di Mantova: la colonna di fumo vista dalle webcam reggiane. L'analisi dei venti e la direzione dei fumi

Dalla prima mattinata di oggi, venerdì 12 giugno 2026, una gigantesca colonna di fumo nero si sta stagliando sull'orizzonte della Pianura Padana, visibile a occhio nudo da grandissima distanza. L'origine è un grave incendio divampato intorno alle ore 9:15 nella zona industriale di Mantova (in via Taliercio), dove stanno bruciando tre depositi di materiale plastico, parrebbe all'interno del sito Versalis.

Non solo caldo: l’Anticiclone trascina la polvere del deserto in Pianura Padana. Cosa sta succedendo?

Non solo caldo: l’Anticiclone trascina la polvere del deserto in Pianura Padana. Cosa sta succedendo?

L'immagine satellitare di questa mattina mostra una vasta nube di pulviscolo sahariano in movimento sull'Europa. Nei prossimi giorni la qualità dell'aria peggiorerà anche nel reggiano, ma il cielo ci regalerà tramonti spettacolari. Ecco la dinamica e i segreti della polvere desertica. L’imponente promontorio di alta pressione che da giorni sta schiacciando l'Europa centro-occidentale, facendo registrare temperature tipiche di luglio, non ha portato con sé soltanto stabilità atmosferica e calura precoce. Le ultime immagini satellitari catturate questa mattina evidenziano un altro ospite non invitato: un imponente carico di polvere proveniente dal deserto del Sahara. Una vasta "nube" di pulviscolo sta sorvolando il continente e, a causa della particolare circolazione atmosferica innescata dall'anticiclone, si sta dirigendo a grandi passi anche verso il nostro territorio.

Qualità dell'aria in Emilia-Romagna: domenica critica tra nebbie e PM10, ma la svolta è vicina

Qualità dell'aria in Emilia-Romagna: domenica critica tra nebbie e PM10, ma la svolta è vicina

Domenica 21 dicembre si conferma una giornata difficile per i polmoni dei cittadini emiliano-romagnoli. Il ristagno atmosferico che dura da giorni sta portando le concentrazioni di polveri sottili ben oltre i limiti di legge, ma l'arrivo di una perturbazione atlantica promette una "pulizia" generale a partire da domani. L'analisi della situazione attuale La mappa delle previsioni ARPAE per oggi, domenica 21 dicembre, parla chiaro: la Pianura Padana è stretta nella morsa dell'inquinamento, magari non feroce, ma che perdura da diversi giorni ...

L'inversione termica che condizionerà i prossimi giorni di alta pressione: il tutto in una fotografia

L'inversione termica che condizionerà i prossimi giorni di alta pressione: il tutto in una fotografia

In questi giorni l'inversione termica è tornata a farsi notare sulla Pianura Padana, e l'immagine scattata dalle colline di Casalgrande Alto lo mostra in modo molto eloquente. Sullo sfondo, limpido e quasi trasparente, si intravede il profilo delle Alpi, con il Monte Baldo. Ma basta abbassare di poco lo sguardo per vedere un dettaglio meno piacevole: un denso strato grigio che avvolge la pianura. È il risultato di un fenomeno atmosferico comune nei mesi freddi: l'inversione termica ...

Perché in Appennino fa più caldo che in Pianura? La semplice meccanica dell’inversione termica

Perché in Appennino fa più caldo che in Pianura? La semplice meccanica dell’inversione termica

Capita spesso, soprattutto in inverno o nei periodi dominati da un’alta pressione africana, di salire verso le colline e l’Appennino reggiano e trovare un’aria più mite, asciutta e pulita rispetto alla Pianura Padana. Una situazione che può sembrare “al contrario”: istintivamente ci aspetteremmo che più si sale, più faccia freddo. E invece, a volte, accade l’esatto opposto. È ciò che chiamiamo inversione termica. Cos’è l’inversione termica? ...