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Incendio all'isola ecologica di Borzano di Albinea: fumo nero visibile da chilometri e dalle nostre webcam

Incendio all'isola ecologica di Borzano di Albinea: fumo nero visibile da chilometri e dalle nostre webcam

ALBINEA (Reggio Emilia) – Un incendio si è sviluppato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 5 ottobre 2026, all'interno dell'isola ecologica di Borzano di Albinea. L'allarme è scattato poco dopo le 17:30, quando una densa e alta colonna di fumo scuro ha iniziato a innalzarsi sopra la zona, diventando rapidamente visibile da gran parte della pedemontana reggiana. L'evento è stato documentato sia dagli scatti dei nostri lettori sul posto — tra cui la foto inviata da Alan Coloretti — sia dal monitoraggio costante della nostra rete di rilevamento: la webcam di Scandiano Nord, puntata verso ovest, ha registrato nitidamente alle 17:34 la scia di fumo nero che si stagliava all'orizzonte.

Allarme a Corte Tegge: nube tossica di acido nitrico visibile anche dalle nostre webcam

Allarme a Corte Tegge: nube tossica di acido nitrico visibile anche dalle nostre webcam

REGGIO EMILIA – Un grave episodio di natura chimica si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 2 ottobre 2026, nella prima periferia ovest della città. Esattamente alle 17:04, una densa e vistosa colonna di fumo dal caratteristico colore arancione e rosso mattone si è innalzata dalla zona industriale di Corte Tegge, in via dell’Industria. L'inconsueto fenomeno è stato nitidamente intercettato anche dalla nostra webcam installata presso il CUP di Reggio Emilia, che orientata verso nord-ovest ha immortalato la rapida formazione della nube e la sua successiva dispersione negli strati bassi dell'atmosfera.

Guardare la Pianura Padana dallo Spazio: perché le nostre montagne la rendono una "trappola" per lo smog

Guardare la Pianura Padana dallo Spazio: perché le nostre montagne la rendono una "trappola" per lo smog

Ci sono immagini che valgono più di mille trattati scientifici. Questa straordinaria fotografia, scattata dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 30 aprile 2025, mostra il Nord Italia da una prospettiva unica e incredibilmente didattica. Dall'alto appare con spietata chiarezza la conformazione geografica del nostro bacino: un'ampia pianura completamente incastonata tra l'arco imponente delle Alpi a nord e la catena degli Appennini a sud. Quella "patina" opaca e lattiginosa che si vede ristagnare al centro non è soltanto un semplice velo di nebbia, ma una miscela densa di umidità, foschia e inquinanti intrappolati a bassa quota.

Schiuma sulle strade dopo il temporale: da dove nasce e perché non va sottovalutata

Schiuma sulle strade dopo il temporale: da dove nasce e perché non va sottovalutata

Dopo un lungo periodo di tempo asciutto e giornate calde, il ritorno della pioggia nel Reggiano porta sempre con sé una ventata di aria fresca e un netto miglioramento della qualità dell'aria. Tuttavia, osservando l'asfalto o i bordi delle strade subito dopo i primi scrosci di un temporale, è facile notare un dettaglio curioso: la comparsa di vistose strisce e chiazze di schiuma bianca che scivolano lungo i margini della carreggiata verso i tombini. Di cosa si tratta? È un fenomeno pericoloso o del tutto naturale? La risposta sta in un mix tra dinamiche fisiche e accumulo di sostanze legate all'attività umana sul nostro territorio.

Meteorologia a cielo aperto: quando la Polvere del Sahara incontra la Nebbia d'agosto

Meteorologia a cielo aperto: quando la Polvere del Sahara incontra la Nebbia d'agosto

Il nostro territorio si sta trasformando in una vera e propria palestra didattica a cielo aperto. Gli eventi meteorologici degli ultimi due giorni rappresentano una lezione dal vivo su come l'atmosfera colleghi fenomeni apparentemente lontani tra loro. Dalle tempeste di sabbia del deserto algerino alle nostre auto coperte di pulviscolo, fino a un'insolita nebbia estiva, i pezzi del puzzle si ricompongono con chiarezza attraverso i dati scientifici e le immagini satellitari.

Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Le immagini catturate dai satelliti Copernicus Sentinel-3 ed Eumetsat mostrano un quadro impressionante. Dalle coste africane si snodano immensi pennacchi grigiastri che si allungano sul mare, andando a mescolarsi alla copertura di sabbia tra il Sud della Sardegna e la Sicilia.

Il cielo lattiginoso e la Polvere del Sahara: scienza di un fenomeno globale

Il cielo lattiginoso e la Polvere del Sahara: scienza di un fenomeno globale

Basta dare uno sguardo alle webcam della provincia di Reggio Emilia — dalla Pianura di Casalgrande fino al Crinale e alla Pietra di Bismantova — per notare un cielo insolitamente denso, opaco e dal colore giallino-spettrale. Non si tratta di semplice foschia né di inquinamento locale: la causa è un imponente flusso di polvere del deserto del Sahara, convogliato verso il Mediterraneo e l'Italia dall'Anticiclone Africano con matrice tunisina.

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

L'immagine satellitare elaborata nella giornata di oggi mostra in tutta la sua drammaticità la portata del disastro ambientale che sta colpendo l'Europa occidentale. Rispetto ai giorni scorsi, la situazione meteorologica ha subito una variazione sostanziale e preoccupante: la circolazione dei venti in quota ha cambiato direzione, piegando da Ovest verso Est/Sud-Est. Questa rotazione delle correnti sta ora convogliando l'enorme e denso "fiume" di fumo, cenere e diossido di carbonio (CO2) direttamente verso il bacino del Mediterraneo e l'Italia. I cieli dell'Emilia-Romagna e della provincia di Reggio Emilia vedranno dunque un ulteriore e netto incremento dell'opacità, con una foschia lattiginosa ancora più marcata e valori di particolato in aumento negli strati atmosferici.

L’Europa brucia e il cielo si fa lattiginoso: maxi-incendi, polvere del Sahara e qualità dell’aria anche nel Reggiano

L’Europa brucia e il cielo si fa lattiginoso: maxi-incendi, polvere del Sahara e qualità dell’aria anche nel Reggiano

Basta alzare lo sguardo al cielo in queste ore per accorgersi che qualcosa non va: l'azzurro limpido ha lasciato il posto a una foschia pallida, mentre il sole al tramonto, questa sera, potrebbe apparire come un disco rosso fuoco solcato da una velatura persistente. Non si tratta di semplici nubi o di umidità estiva. Le ultime straordinarie immagini riprese dai satelliti di monitoraggio ambientale (Copernicus, Sentinel e Meteosat) mostrano una situazione drammatica a scala continentale: l'Europa occidentale è stretta nella morsa di mega-incendi boschivi incontrollabili tra Francia e Spagna, i cui fumi si sono fusi con una massiccia avvezione di polvere dal deserto del Sahara e coi roghi attivi nel Nord Africa (Algeria e Tunisia).

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

L'inizio di questa settimana ha portato un drastico cambio di marcia sulla nostra provincia. Dopo giorni di caldo soffocante, l'Anticiclone Africano ha finalmente subìto una prima, violenta "spallata" da parte di correnti più fresche e instabili arrivate dal Mare del Nord. I primi segnali di cedimento li avevamo già avvertiti durante la giornata di domenica 19 luglio, quando il contrasto in quota tra l'aria bollente stagnante al suolo e i primi sbuffi freschi ha fatto fiorire a catena diversi cumulonembi in scorrimento dall'Appennino parmense verso il reggiano e il modenese. Oggi, lunedì 20 luglio, la dinamica è diventata ancora più vivace e imprevista. Analizziamo insieme, punto per punto, la fisica di quanto accaduto sulle nostre teste.

Maxi incendio nella zona industriale di Mantova: la colonna di fumo vista dalle webcam reggiane. L'analisi dei venti e la direzione dei fumi

Maxi incendio nella zona industriale di Mantova: la colonna di fumo vista dalle webcam reggiane. L'analisi dei venti e la direzione dei fumi

Dalla prima mattinata di oggi, venerdì 12 giugno 2026, una gigantesca colonna di fumo nero si sta stagliando sull'orizzonte della Pianura Padana, visibile a occhio nudo da grandissima distanza. L'origine è un grave incendio divampato intorno alle ore 9:15 nella zona industriale di Mantova (in via Taliercio), dove stanno bruciando tre depositi di materiale plastico, parrebbe all'interno del sito Versalis.