L'inversione termica che condizionerà i prossimi giorni di alta pressione: il tutto in una fotografia
In questi giorni l'inversione termica è tornata a farsi notare sulla Pianura Padana, e l'immagine scattata dalle colline di Casalgrande Alto lo mostra in modo molto eloquente. Sullo sfondo, limpido e quasi trasparente, si intravede il profilo delle Alpi, con il Monte Baldo. Ma basta abbassare di poco lo sguardo per vedere un dettaglio meno piacevole: un denso strato grigio che avvolge la pianura. È il risultato di un fenomeno atmosferico comune nei mesi freddi: l'inversione termica ...
In questi giorni l’inversione termica è tornata a farsi notare sulla Pianura Padana, e l’immagine scattata dalle colline di Casalgrande Alto lo mostra in modo molto eloquente. Sullo sfondo, limpido e quasi trasparente, si intravede il profilo delle Alpi, con il Monte Baldo. Ma basta abbassare di poco lo sguardo per vedere un dettaglio meno piacevole: un denso strato grigio che avvolge la pianura. È il risultato di un fenomeno atmosferico comune nei mesi freddi: l’inversione termica.
Cos’è l’inversione termica?
Normalmente, l’aria si raffredda salendo di quota: più si va in alto, più la temperatura diminuisce. Durante un’inversione termica avviene l’esatto contrario: l’aria calda si trova sopra e l’aria fredda rimane intrappolata sotto.
Uno “strato tappo”, quindi, che impedisce all’aria negli strati più bassi di mescolarsi e disperdersi.
Perché succede proprio qui, in Pianura Padana?
Ci sono due ingredienti principali:
-> La forma chiusa della pianura
-> Monti e colline circostanti limitano il rimescolamento dell’aria, che fatica a muoversi e rinnovarsi.
L’alta pressione africana
L’anticiclone porta aria più mite e secca in quota. Questa aria, scavalcando l’Appennino, scivola verso nord-est e si adagia sopra la pianura come una coperta leggera. Galleggia letteralmente come su di un cuscinetto d'aria. Sotto rimane invece aria fredda e umida, più pesante.
Con il passare dei giorni, lo strato inferiore diventa sempre più intrappolato e statico, e tutto ciò che vi si accumula — umidità, polveri, nebbia e smog — resta vicino al suolo.
Cosa ci mostra la foto?
L’immagine è un perfetto esempio della struttura dell’inversione:
-> In alto, il cielo limpido e terso, favorito dall’aria mite in quota.
-> A metà, il “muro” grigio di aria fredda ricca di smog e umidità che si è accumulato giorno dopo giorno.
-> Sotto, la pianura quasi nascosta, immersa in uno strato stagnante che limita visibilità e qualità dell’aria.
È un fenomeno comune in inverno, non pericoloso di per sé, ma che può peggiorare la qualità dell’aria e favorire il ristagno degli inquinanti.
Una situazione destinata a cambiare?
L’inversione termica può persistere a lungo quando domina l’alta pressione. Per “rompersi”, serve che entri vento, pioggia o una perturbazione capace di rimescolare gli strati d’aria. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la temuta "nebbia" che in tal caso coprirà come un tappeto tutta la Pianura fino alla Pedecollinare come una soffice coperta, ma sarà tutt'altro che calda.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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