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La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

L'inizio di questa settimana ha portato un drastico cambio di marcia sulla nostra provincia. Dopo giorni di caldo soffocante, l'Anticiclone Africano ha finalmente subìto una prima, violenta "spallata" da parte di correnti più fresche e instabili arrivate dal Mare del Nord. I primi segnali di cedimento li avevamo già avvertiti durante la giornata di domenica 19 luglio, quando il contrasto in quota tra l'aria bollente stagnante al suolo e i primi sbuffi freschi ha fatto fiorire a catena diversi cumulonembi in scorrimento dall'Appennino parmense verso il reggiano e il modenese. Oggi, lunedì 20 luglio, la dinamica è diventata ancora più vivace e imprevista. Analizziamo insieme, punto per punto, la fisica di quanto accaduto sulle nostre teste.

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

🌬️ Il blitz della Bora e il temporale "fuori rotta"

Mentre i principali modelli matematici ipotizzavano che il grosso dell'instabilità sarebbe rimasto relegato a nord del Po (nel mantovano), l'atmosfera ha sorpreso tutti.

L'aria fresca e pesante in discesa dal mare del Nord ha trovato un varco spalancato a nord-est: la porta della Bora, ed è scesa veloce dal Friuli e dal Veneto. Irrompendo a grande velocità nel catino padano, questo flusso freddo ha scalzato violentemente l'aria calda e umida presente nel centro della pianura.

Si è così formato un vero e proprio vortice sui bassi strati:

  1. A sud, il temporale risucchiava aria calda e carichissima di umidità dalla pianura centro-meridionale.

  2. A nord, venia iniettata aria nettamente più fredda da nord-est.

Questo potente "tritacarne" termodinamico ha spinto il sistema temporalesco più a sud del previsto, scatenando violente grandinate e nubifragi che hanno colpito duro la Bassa orientale reggiana e la vicina Bassa modenese.

🏜️ Cieli ocra e foschie grigie: la firma della polvere e degli incendi

Guardando il cielo e osservando la magnifica immagine dal satellite, molti lettori avranno notato un'atmosfera strana, quasi surreale: cieli lattiginosi, una luce dai toni ocra/giallastri e foschie grigie poco sopra l'orizzonte.

Non si trattava di semplice smog urbano, ma di una combinazione di due fattori a scala globale:

  • Polvere del Sahara (Tinta Ocra): il forte Anticiclone Africano ha generato correnti meridionali che hanno sollevato enormi quantitativi di pulviscolo e sabbia dalle regioni desertiche del Nord Africa, trasportandoli alle alte quote dell'atmosfera. La luce del sole, attraversando questi granelli di quarzo e minerale in alta quota. Motivo per cui le gocce di pioggia di questi giorni sporcavano le nostre carrozzerie.

  • Foschie e fumo di incendi (Tinta Grigia): nei medi e bassi strati, invece, le velature grigie e opache sono state accentuate dal particellare trasportato dalle correnti in quota e derivante da vasti incendi e roghi stagionali diffusi tra Spagna e Francia meridionale, oltre che dall'elevatissima stasi di umidità condensata sui granelli di polvere stessi.

📊 Quali sono le conseguenze per i prossimi giorni?

Il passaggio di questo sistema e l'irruzione della Bora hanno impresso un primo importante taglio ai tassi di umidità e alle temperature, spezzando momentaneamente il monopolio dell'afa africana.

L'atmosfera si conferma vivace e dinamica: continuate a seguirci sui nostri canali per monitorare passo dopo passo l'evoluzione delle prossime ore e l'assestamento dei termometri sul nostro territorio!

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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