Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite
L'immagine satellitare elaborata nella giornata di oggi mostra in tutta la sua drammaticità la portata del disastro ambientale che sta colpendo l'Europa occidentale. Rispetto ai giorni scorsi, la situazione meteorologica ha subito una variazione sostanziale e preoccupante: la circolazione dei venti in quota ha cambiato direzione, piegando da Ovest verso Est/Sud-Est. Questa rotazione delle correnti sta ora convogliando l'enorme e denso "fiume" di fumo, cenere e diossido di carbonio (CO2) direttamente verso il bacino del Mediterraneo e l'Italia. I cieli dell'Emilia-Romagna e della provincia di Reggio Emilia vedranno dunque un ulteriore e netto incremento dell'opacità, con una foschia lattiginosa ancora più marcata e valori di particolato in aumento negli strati atmosferici.
La drammatica cronaca dal fronte dell'emergenza
Mentre dal satellite osserviamo la scia dei fumi che valica i Pirenei e approda sulle nostre regioni, sul campo la situazione ha ormai superato ogni precedente storico. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalle autorità e dai network internazionali (tra cui Euronews), il bilancio degli sfollati ha sfondato la quota record di 320.000 persone evacuate tra Francia e Spagna.
🇫🇷 Francia: Bordeaux sotto assedio e mobilitazione dell'esercito
Nel sud-ovest della Francia, nella regione della Gironda e delle Landes, la situazione viene definita dal primo ministro francese Sébastien Lecornu come "di un livello mai visto prima nella storia della Protezione Civile".
Periferie evacuate: nelle ultime 24 ore il fuoco ha iniziato a puntare direttamente verso l'area metropolitana di Bordeaux, costringendo le autorità all'evacuazione preventiva di intere cittadine periferiche (tra cui Saint-Médard-en-Jalles, Martignas e Saint-Jean-d'Illac).
Fuga via mare a Cap Ferret: nella penisola turistica di Cap Ferret, tagliata fuori dalle fiamme, migliaia di turisti e residenti sono stati tratti in salvo via mare grazie a una flotta improvvisata di imbarcazioni private e traghetti.
Soldati sul campo: il presidente Emmanuel Macron ha autorizzato il dispiegamento sul terreno di oltre 1.500 soldati dell'esercito a supporto dei Vigili del Fuoco, mentre la Francia ha dovuto impiegare perfino aerei militari da trasporto riadattati per lo sgancio di tonnellate di ritardante.
🇪🇸 Spagna: Stato di emergenza e roghi alle porte di Madrid
Oltre i Pirenei la situazione non è meno tragica. Il governo spagnolo ha confermato lo stato di emergenza nazionale.
Un "mostro" a ovest della capitale: tre giganteschi fronti di fuoco si sono uniti in un unico macro-incendio a soli 50 km a ovest di Madrid (tra Robledo de Chavela, El Escorial e la provincia di Ávila), divorando oltre 25.000 ettari di bosco (un'area grande più del doppio della città di Parigi).
Città e campeggi sgomberati: tra sfollati e persone a cui è stato imposto il confinamento domestico per via delle nubi tossiche, la cifra in Spagna supera i 63.000 cittadini. Un singolo campeggio nei pressi del celebre monastero di El Escorial ha visto la fuga di oltre 5.000 persone.
Capitale avvolta dal fumo: nella stessa città di Madrid, il cielo è stato completamente oscurato dal pulviscolo, spingendo la popolazione a indossare le mascherine all'aperto.
Gli aiuti europei e le conseguenze sul nostro territorio
Di fronte a un'emergenza di tali proporzioni, l'Unione Europea ha attivato il Meccanismo Europeo di Protezione Civile. Anche l'Italia ha fatto la sua parte inviando velivoli idrovolanti Canadair per supportare le operazioni di spegnimento in terra transalpina.
Nel frattempo, la rotazione dei venti continuerà nelle prossime ore a "trasportare" sui cieli italiani la testimonianza visiva di questo disastro. Monitoreremo costantemente la trasparenza dell'aria e l'evoluzione della nube tramite le nostre stazioni di monitoraggio e la sezione mappe.
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