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Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Non solo sabbia: i fumi dei roghi in Algeria riempiono il Mediterraneo

Le immagini catturate dai satelliti Copernicus Sentinel-3 ed Eumetsat mostrano un quadro impressionante. Dalle coste africane si snodano immensi pennacchi grigiastri che si allungano sul mare, andando a mescolarsi alla copertura di sabbia tra il Sud della Sardegna e la Sicilia.

Cos'è il "Super-Niño" e come si intreccia con la crisi climatica globale

Cos'è il "Super-Niño" e come si intreccia con la crisi climatica globale

L'anno in corso sta mettendo a dura prova l'Europa e diverse aree del pianeta, con temperature estreme e valori mai registrati prima. Quando si cercano i responsabili di queste anomalie, l'indice finisce spesso puntato su El Niño. Ma di cosa si tratta esattamente, e perché oggi si parla addirittura di un "Super-Niño"?

Oltre l'Estate: la febbre degli Oceani e la nuova normalità climatica

Oltre l'Estate: la febbre degli Oceani e la nuova normalità climatica

Il vero termometro della crisi climatica non si misura soltanto nei picchi di afa che percepiamo sulla pelle in pieno luglio o agosto, ma nel cuore termico del nostro Pianeta: gli oceani. Quando l'attenzione mediatica si concentra unicamente sulle singole giornate da bollino rosso, rischiamo di perdere di vista il quadro generale. Analizzando i dati recenti forniti dal programma europeo Copernicus ed elaborati per l'Emilia-Romagna da ARPAE, emerge una realtà inequivocabile: l'atmosfera e i mari stanno attraversando una trasformazione strutturale profonda, duratura e sistemica.

ONDATA DI CALORE EXTREMA: C'È UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL? L'ANALISI DEI MODELLI PER FERRAGOSTO

ONDATA DI CALORE EXTREMA: C'È UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL? L'ANALISI DEI MODELLI PER FERRAGOSTO

Dopo una sequenza ininterrotta di giornate segnate da Allerte Arancioni, temperature ben oltre i 37-38°C e un disagio bioclimatico oppressivo, la stanchezza tra i cittadini è tangibile. Questa ennesima morsa di caldo sta mettendo a dura prova la resistenza del territorio ed evidenzia ancora una volta come la nostra regione si trovi nel cuore di uno dei principali "hot-spot" climatici del Pianeta. La particolare conformazione della Pianura Padana — chiusa a tenaglia tra le Alpi e l'Appennino, con ridotto ricambio d'aria e la vicinanza di un mare Adriatico e Mediterraneo sempre più caldi e poco profondi — trasformano queste configurazioni sinottiche in veri e propri "forni a microonde" atmosferici.

L'ondata di calore sale ad allerta "Arancione" da lunedì. Dato storico riguardo le temperature.

L'ondata di calore sale ad allerta "Arancione" da lunedì. Dato storico riguardo le temperature.

Giorno dopo giorno il quadro meteorologico sul nostro territorio si fa sempre più complesso. L'ondata di caldo che stiamo attraversando non ha ancora raggiunto il suo picco e promette di intensificarsi ulteriormente nel corso della settimana. Di fronte a questo scenario, l'Agenzia per la sicurezza territoriale, la Protezione Civile e ARPAE hanno innalzato il livello di criticità, emettendo l'Allerta n. 084/2026 con codice ARANCIONE per "temperature estreme" per la giornata di lunedì 3 agosto. L'allerta arancione riguarda direttamente le zone di Pianura fino alla Via Emilia dell'Emilia Centrale (compreso il Reggiano) e il Ferrarese.

Inizia la 4ª ondata di calore dell'estate 2026: caldo intenso in arrivo, ma attenzione alle false certezze

Inizia la 4ª ondata di calore dell'estate 2026: caldo intenso in arrivo, ma attenzione alle false certezze

Ci avviamo verso la fine di luglio e l'ingresso nei primi giorni di agosto con una configurazione meteorologica ben delineata: l'inizio della quarta ondata di calore di questa stagione estiva. Dopo un mese di luglio dinamico, caratterizzato da forti temporali ma anche da picchi di caldo rilevanti, i modelli di calcolo confermano il ritorno dell'anticiclone africano su scala continentale.

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

Il vento gira e spinge i fumi in Italia: oltre 320mila evacuati tra Francia e Spagna, il disastro visto dal satellite

L'immagine satellitare elaborata nella giornata di oggi mostra in tutta la sua drammaticità la portata del disastro ambientale che sta colpendo l'Europa occidentale. Rispetto ai giorni scorsi, la situazione meteorologica ha subito una variazione sostanziale e preoccupante: la circolazione dei venti in quota ha cambiato direzione, piegando da Ovest verso Est/Sud-Est. Questa rotazione delle correnti sta ora convogliando l'enorme e denso "fiume" di fumo, cenere e diossido di carbonio (CO2) direttamente verso il bacino del Mediterraneo e l'Italia. I cieli dell'Emilia-Romagna e della provincia di Reggio Emilia vedranno dunque un ulteriore e netto incremento dell'opacità, con una foschia lattiginosa ancora più marcata e valori di particolato in aumento negli strati atmosferici.

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

Se c'è una figura meteorologica che è entrata nel mito collettivo degli italiani, quella è sicuramente l'Anticiclone delle Azzorre. Menzionato per decenni nei vecchi bollettini TV dal colonnello Bernacca come il custode della bella stagione, viene da sempre associato al ricordo delle estati perfette: soleggiate, ventilate e gradevoli. In questi giorni le mappe satellitari e sinottiche ci mostrano proprio la sua espansione verso il cuore dell'Europa e del Mediterraneo. Eppure, i termometri sul nostro territorio stanno già toccando punte di 34°C, con proiezioni pronte a salire nei prossimi giorni fino a 36°/37°C. Ma allora perché si chiama così, cosa è cambiato con la crisi climatica e com'è possibile che faccia così caldo anche senza il temuto "Africano"? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Mentre in questi giorni cerchiamo faticosamente di lasciarci alle spalle una delle ondate di calore più asfissianti degli ultimi anni, c'è un altro record invisibile (ma non meno inquietante) che è stato appena frantumato. Non riguarda l'aria che respiriamo, ma l'acqua dei mari che circondano la nostra Penisola. La "Foto del Giorno" rilasciata dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e gli ultimi grafici del programma europeo Copernicus Marine Service mostrano una situazione preoccupante: il Mar Mediterraneo è letteralmente sotto l'effetto di una devastante ondata di calore marina. Prima ancora dell'inizio di luglio, le temperature superficiali dell'acqua hanno già toccato picchi locali di 29°C, valori che normalmente si registrano alla fine di agosto. Analizziamo insieme i dati e capiamo perché questo fenomeno rappresenta una seria minaccia anche per il meteo del nostro territorio.

Svolta nei "Grafici a Spaghetti": c’è la data d'uscita dalla bolla di caldo africano. Ma prima l'ultimo feroce ruggito di Hartmut

Svolta nei "Grafici a Spaghetti": c’è la data d'uscita dalla bolla di caldo africano. Ma prima l'ultimo feroce ruggito di Hartmut

Ci siamo lasciati solo pochi giorni fa spiegandovi l'importanza di non "sparare" date a casaccio quando i modelli probabilistici sono in disaccordo. Vi avevamo promesso che non appena il "ventaglio" dei calcolatori si sarebbe stretto, vi avremmo dato una risposta seria e scientificamente attendibile. Quel momento è arrivato. Le ultime emissioni modellistiche mostrano finalmente una convergenza robusta: la bolla di calore estremo che sta opprimendo Reggio Emilia e provincia ha i giorni contati. Vediamo nei dettagli la dinamica di questa imminente svolta, analizzando il grafico degli spaghi e le manovre bariche a livello europeo.

2026 contro 2003: la sfida dei giganti bollenti. Qual è l’estate peggiore fino ad ora? L'analisi del grafico shock

2026 contro 2003: la sfida dei giganti bollenti. Qual è l’estate peggiore fino ad ora? L'analisi del grafico shock

Se chiedete a chiunque abbia vissuto l'estate del 2003 un ricordo di quei mesi, la risposta sarà unanime: "Un incubo di caldo interminabile". Il 2003 è diventato, nell'immaginario collettivo e negli annali di meteorologia, la pietra di paragone per eccellenza di ogni ondata di calore padana. Tuttavia, il tempo passa, i ricordi sbiadiscono e la nostra percezione psicologica può a volte tradire la realtà dei dati. Oggi, grazie a una preziosa rielaborazione effettuata da noi di Meteo Reggio su dati ufficiali ARPAE, mettiamo a confronto diretto l'andamento termico di quel terribile 2003 con lo scenario che stiamo vivendo in questo altrettanto difficoltoso 2026. Il grafico (che copre il periodo dal 19 marzo al 25 giugno) fotografa la situazione reale in modo cristallino. Analizziamolo insieme, pezzo per pezzo, per capire chi sta "vincendo" questa anomala sfida del caldo.

L’Europa nella morsa del "Blocco a Omega": l'allerta calore a Reggio Emilia e lo scenario drammatico in Francia

L’Europa nella morsa del "Blocco a Omega": l'allerta calore a Reggio Emilia e lo scenario drammatico in Francia

Non si tratta più solo di un inizio d’estate rovente, ma di una configurazione atmosferica estrema e persistente. Il cosiddetto "Blocco a Omega" – una gigantesca area di alta pressione strutturata come la lettera greca Ω – continua a intrappolare la massa d'aria sub-tropicale sull'Europa occidentale. Se sul nostro territorio provinciale stiamo facendo i conti con bollettini costanti e un'afa opprimente, oltralpe la situazione è già considerata a tutti gli effetti una crisi nazionale.