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Foto del Giorno

Le foto meteorologiche piu belle di Reggio Emilia

Tomba, comune di Bedonia (Parma) — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 05 settembre 2026

Tomba, comune di Bedonia (Parma)

Paesaggi

In questo incantevole ed evocativo scatto, Luca Giordani ci porta alla scoperta di uno dei tesori più autentici del nostro Appennino: il piccolo borgo di Tomba, frazione del comune di Bedonia, immerso nei colori e nella tranquillità dell'alta Val Ceno.⛰️ Tra vette, fontane e origini antichePosto a 890 metri d'altitudine, il paese si affaccia direttamente sul maestoso massiccio del Monte Maggiorasca, la vetta più alta dell'Appennino ligure.L'origine del nome: nonostante il nome possa trarre in inganno, Tomba deriva dal latino tardo tumba (dal greco tymbos), termine che nelle comunità montane dell'Appennino veniva usato metaforicamente per indicare un piccolo rilievo naturale, un dosso o una sporgenza del terreno.Architettura e tradizione: il cuore del borgo risuona attorno alla chiesetta di San Bartolomeo Apostolo con il suo oratorio. Altra splendida peculiarità è la presenza delle storiche fontane pubbliche della prima metà del '900, testimoni di un tempo in cui servivano la vita quotidiana e il bestiame delle stalle del paese.🌲 La trasformazione del paesaggio e il re del boscoNel corso dei decenni, i vecchi pascoli hanno ceduto gradualmente il passo all'avanzare di rigogliosi boschi di faggi, castagni e querce. Un microclima unico, nato dall'incontro tra l'aria dell'Appennino e le brezze del vicino Mar Ligure, ha trasformato queste colline nell'habitat ideale per il celebre Fungo Porcino, rinomato per le sue qualità organolettiche inconfondibili.Un immenso grazie a Luca Giordani per aver immortalato con così tanta sensibilità la magia, la storia e la natura di questo angolo di montagna!#MeteoReggio #LucaGiordani #TombaDiBedonia #ValCeno #AppenninoParmense #MonteMaggiorasca #BorghiItaliani #FotografiaDiPaesaggio #NaturaInScatto #AppenninoLigure

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Nebulosa Drago — Astronomia dell'Appennino Reggiano — 30 agosto 2026

Nebulosa Drago

Astronomia

In questo spettacolare ed evocativo scatto profondo, Tommaso Massimo Stella ci svela la bellezza drammatica di Sh2-114, una delle nebulose più deboli ed elusive del catalogo Sharpless, popolarmente conosciuta come la "Nebulosa Drago Volante" (Flying Dragon Nebula).🌌 Dove si trova e perché questa forma?Situata a circa 3.000 anni luce da noi nella costellazione del Cigno, lungo il piano della Via Lattea, questa nebulosa a emissione si estende per centinaia di anni luce. La sua straordinaria forma a archi sinuosi e filamenti intrecciati — che ricorda proprio la silhouette di un drago dalle ali spiegate — è il risultato di potenti complessi di onde d'urto:I venti stellari ad alta energia emessi da calde e massicce stelle vicine spingono e comprimono il gas interstellare circostante, modellandolo in sottilissime e intricate volute gassose.🔴 Composizione e colore scarlattoIl colore rosso intenso che domina la fotografia è dato dalla prevalenza dell'Idrogeno ionizzato (H-alpha). Quando gli atomi di idrogeno vengono eccitati dalla fortissima radiazione ultravioletta delle stelle circostanti, riemettono luce sulla tipica lunghezza d'onda del rosso. La tecnica di ripresa ad altissima sensibilità di Stella permette di evidenziare filamenti altrimenti quasi invisibili ai normali telescopi!🌟 Cosa accade al suo interno?Sh2-114 non è soltanto uno spettacolo cromatico, ma un vero e proprio cantiere cosmico: al suo interno, la forte compressione dei gas innescata dalle onde d'urto crea sacche ad alta densità che gettano le basi per la nascita di future stelle.Un immenso grazie a Tommaso Massimo Stella per averci mostrato questo capolavoro nascosto del nostro cielo!#MeteoReggio #TommasoMassimoStella #Sh2114 #FlyingDragonNebula #Astrofotografia #NebulosaAdEmissione #Cigno #DeepSky #Astronomia #Spazio

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Mangusta  — Fauna dell'Appennino Reggiano — 29 agosto 2026

Mangusta

Fauna

Usciamo decisamente dai nostri confini territoriali grazie a questo meraviglioso e simpaticissimo scatto di Stefano Uzzo, che ci regala un primo piano ravvicinato e "faccia a faccia" di una Mangusta (famiglia dei Herpestidae), un piccolo mammifero famoso in tutto il mondo per la sua intraprendenza e il suo carattere indomabile!🌍 Distribuzione e habitatLe oltre 30 specie di mangusta sono diffuse prevalentemente in Africa e nell'Asia centro-meridionale, occupando ambienti estremamente vari: dalle aride savane alle foreste pluviali, fino ai semideserti. Prediligono vivere in tane sotterranee, vecchi termitai o fessure tra le rocce.🐍 Il nemico giurato dei serpenti velenosiLa fama della mangusta è legata alla sua incredibile abilità di cacciare serpenti velenosi, compresi cobra e vipere:Riflessi fulminei: Più che sulla forza bruta, si affida a una velocissima danza di schivate ed estenuanti attacchi fino a sfinire il rettile.Resistenza al veleno: Le manguste hanno sviluppato una parziale immunità neurotosso-resistente (grazie a recettori nicotinici dell'acetilcolina modificati), che permette loro di sopravvivere a dosi di veleno che sarebbero fatali per quasi tutti gli altri mammiferi!🐾 Caratteristiche e vita socialeCorpo allungato, musetto appuntito, orecchie arrotondate e zampe con artigli non retrattili perfetti per scavare: la mangusta è una vera macchina per l'esplorazione. Come ben mostrato nello scatto, molte specie amano ergersi sulle zampe posteriori come piccole sentinelle per perlustrare i dintorni in cerca di predatori o di cibo (insetti, rettili, piccoli roditori e uova). Un comportamento sociale affascinante, dove l'intero gruppo si aiuta a vicenda nella cura dei cuccioli e nella sorveglianza!Un immenso grazie a Stefano Uzzo per averci portato questa ventata di esotismo e allegria!#MeteoReggio #StefanoUzzo #Mangusta #Herpestidae #FaunaEsotica #WildlifePhotography #NaturaInScatto #FotografiaNaturalistica #NaturaDalMondo

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Ziglo giallo  — Fauna dell'Appennino Reggiano — 28 agosto 2026

Ziglo giallo

Fauna

In questo meraviglioso e tempestivo scatto, Ilario Zuccolo ha immortalato un esemplare di Zigolo giallo (Emberiza citrinella) ritratto tra gli aghi delle conifere con il becco ben colmo di prede, pronto a sfamare la sua nidiata.🔬 Nome scientifico e piumaggio solareIl nome scientifico Emberiza citrinella deriva dal latino citrinus, in aperto riferimento alla brillante sfumatura giallo limone che caratterizza la testa e il petto del maschio adulto. Il dorso e le ali presentano invece striature bruno-castagne con il groppone di un tipico colore ruggine, ideale per confondersi tra le fronde quando si alimenta a terra.🦗 Abitudini alimentari: dal seme all'insettoSebbene durante gran parte dell'anno lo Zigolo giallo sia prevalentemente granivoro (nutrendosi di semi di erbe campestri, cereali e bacche), il momento immortalato nella foto rivela un importante cambio di abitudini:Dieta per i piccoli: Durante la stagione riproduttiva, i genitori cacciano intensamente insetti, bruchi e piccole cavallette. Questo apporto proteico è fondamentale per garantire una rapida crescita dei pulli all'interno del nido!🎶 Canto iconico e curiositàLa sinfonia di Beethoven: Il suo canto ritmico e metallico è famosissimo nei paesi anglosassoni, dove viene paragonato alla frase "A little bit of bread and no cheese!". Si racconta persino che Beethoven ne abbia tratto l'ispirazione per l'incipit della celebre Quinta Sinfonia!Habitat: Predilige ambienti aperti e rurali, come brughiere, margini di boschi, pascoli e campagne punteggiate da siepi e cespugli.Un immenso grazie a Ilario Zuccolo per aver catturato con straordinaria nitidezza la bellezza e la dedizione materna di questo splendido passeriforme!#MeteoReggio #IlarioZuccolo #ZigoloGiallo #EmberizaCitrinella #Ornitologia #Birdwatching #FaunaItaliana #WildlifePhotography #NaturaInScatto

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Doppio ammasso NGC 869 e 884 — Astronomia dell'Appennino Reggiano — 27 agosto 2026

Doppio ammasso NGC 869 e 884

Astronomia

Il meraviglioso ed elegantissimo scatto di Lino Benz ci porta a contemplare uno degli oggetti più iconici e spettacolari della sfera celeste: il celebre Doppio Ammasso di Perseo, composto dalle due coppie di ammassi aperti catalogati come NGC 869 e NGC 884.🌌 Dove si trovano e come riconoscerliSituati a circa 7.500 anni luce da noi, nella costellazione del Perseo (verso il confine con Cassiopea), questi due ammassi distano tra loro solo poche centinaia di anni luce. Nelle notti limpide e prive di inquinamento luminoso, sono visibili persino a occhio nudo come una debole macchia ovattata lungo la striscia della Via Lattea, ma è attraverso l'astrofotografia che rivelano tutta la loro ricchezza!💎 Due scrigni di stelle giovani e caldeGiovani e scintillanti: entrambi gli ammassi sono relativamente "giovani" su scala cosmica: hanno un'età stimata tra i 12 e i 14 milioni di anni (contro i 4,5 miliardi del nostro Sole).Giganti blu e supergiganti rosse: nello scatto di Lino Benz risalta magnificamente il contrasto cromatico tra le centinaia di stelle azzurre, calde e massicce che dominano i due nuclei, e alcune splendide supergiganti rosse dai toni arancioni-dorati disseminate nello sfondo, nate dalla stessa nube molecolare ma giunte già alle fasi finali della loro evoluzione.📜 Una meraviglia nota fin dall'antichitàA differenza di molti oggetti del profondo cielo, il Doppio Ammasso era noto fin dall'antichità: fu catalogato già dall'astronomo greco Ipparco nel 130 a.C. come una "nebulosità", per poi svelare la sua vera natura stellare con l'invenzione del cannocchiale.Un immenso grazie a Lino Benz per aver incastonato in questo scatto un vero e proprio spolvero di diamanti cosmici!#MeteoReggio #LinoBenz #DoppioAmmassoPerseo #NGC869 #NGC884 #Astrofotografia #Astronomia #CieloNotturno #DeepSky #Spazio

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Hyla Intermedia — Fauna dell'Appennino Reggiano — 25 agosto 2026

Hyla Intermedia

Fauna

In questo delicatissimo e cromaticamente splendido scatto, Raffaella Coreggioli ha ritratto con straordinaria poesia una Raganella italiana (Hyla intermedia) intenta ad posarsi accanto a una fioritura dai toni lilla. Un’immagine che sembra un dipinto e che celebra uno degli anfibi più simpatici del nostro territorio!🌿 Caratteristiche e curiosità: la rana che "si arrampica"Piccola (misura appena 3-5 cm) e dal manto di un verde brillante e vellutato, la Raganella si riconosce per la sottile linea scura che parte dalla narice, attraversa l'occhio e prosegue lungo i fianchi:Ventose naturali: A differenza delle rane comuni che vivono prevalentemente a terra o in acqua, la Raganella è un anfibio arboricolo. Le estremità delle sue dita sono dotate di speciali dischi adesivi che le permettono di arrampicarsi con facilità su canne, foglie, rami ed erbacee alte!Canto potente: Durante la stagione riproduttiva, i maschi gonfiano un sacco vocale sotto la gola emettendo un gracidio ritmico e incredibilmente sonoro, udibile anche a centinaia di metri di distanza.🏡 Habitat e ruolo di Bioindicatore AmbientaleLa Raganella italiana vive in zone umide, stagni, fossi campestri, canneti e boscaglie igrofile di pianura e collina.La sua presenza è un fondamentale messaggio della natura:Sensibile all'inquinamento: Gli anfibi respirano anche attraverso la pelle, estremamente permeabile. La Raganella è quindi un eccezionale bioindicatore di qualità ambientale: la sua presenza testimonia la purezza dell'acqua, la salute dell'ecosistema e l'assenza di pesticidi o inquinanti chimici nel territorio!Un immenso grazie a Raffaella Coreggioli per aver catturato questa piccola grande meraviglia della nostra biodiversità!#MeteoReggio #RaffaellaCoreggioli #RaganellaItaliana #HylaIntermedia #Anfibi #Bioindicatore #MacroFotografia #NaturaInScatto #FaunaReggiana #Biodiversità

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Martin Pescatore con preda. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 24 agosto 2026

Martin Pescatore con preda.

Fauna

In questo straordinario e spettacolare scatto ad altissima precisione, Assunta Ianni ha immortalato l'apice dell'azione: un Martin Pescatore (Alcedo atthis) colto nell'esatto istante in cui riposiziona una preda appena catturata per inghiottirla. Una gemma della fotografia naturalistica!🎨 Colori iridescenti e trucchi di luceSoprannominato il "freccia azzurra" o "gioiello volante", il Martin Pescatore sfoggia un piumaggio turchese, blu brillante e arancione ruggine. Una curiosità affascinante? Il blu del suo dorso non è dato da pigmenti, ma dalla struttura microscopica delle sue piume che rifrange la luce (effetto Tyndall). Questo gli permette di confondersi con i riflessi dell'acqua quando visto dall'alto, e con la vegetazione se visto dal basso!⚡ Un cacciatore infrarossi e ad alta velocitàIl momento ritratto nella foto è il culmine di una tecnica di caccia infallibile:Il tuffo azzeccato: avvista le sue prede rimanendo immobile su un ramo sporgente, per poi tuffarsi in picchiata a oltre 40 km/h.Come mangia il pesce? osservate bene la posizione del pesciolino: viene sempre orientato con la testa in avanti. In questo modo le pinne e le squame dello sfortunato pesciolino non sfregano né s'incastrano lungo la gola dell'uccello durante la deglutizione!Vista speciale: durante il tuffo chiude una terza palpebra trasparente (membrana nittitante) che protegge l'occhio e gli permette di vedere nitidamente sott'acqua, compensando la rifrazione della luce.♀️ Come riconoscere il sesso?Nello scatto di Assunta Ianni notiamo il becco completamente nero: è il tratto distintivo del maschio (la femmina, invece, presenta la parte inferiore del becco sfumata di arancione, come se indossasse il rossetto!).Un immenso grazie ad Assunta Ianni per questo capolavoro di tempismo e bellezza!#MeteoReggio #AssuntaIanni #MartinPescatore #AlcedoAtthis #Ornitologia #Birdwatching #WildlifePhotography #FaunaItaliana #NaturaInScatto

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Castello di Ferrara. — Paesaggi dell'Appennino Reggiano — 23 agosto 2026

Castello di Ferrara.

Paesaggi

In questo suggestivo ed elegante scatto notturno, Sergio Arbasetti immortala il profilo iconico e maestoso del Castello Estense di San Michele, il simbolo indiscusso di Ferrara e una delle fortezze rinascimentali più affascinanti d'Italia.🔥 Una fortezza nata dalla protestaLa storia del castello comincia il 3 maggio 1385, a seguito di una violenta rivolta popolare scoppiata in città contro le pesanti tasse imposte dal duca Niccolò II d'Este. Spaventato dalla furia del popolo, il marchese affidò all'architetto Bartolino da Novara la costruzione di una fortezza inespugnabile per proteggere la famiglia ducale. Nacque così una possente struttura militare in mattoni rossi, collegata al Palazzo Ducale da un passaggio coperto e dotata di quattro imponenti torri d'angolo, feritoie e ponti levatoi.👑 Da fortezza cupa a palazzo rinascimentaleNato come cupo presidio difensivo, con il passare dei secoli e il consolidarsi della signoria estense, il castello subì una straordinaria metamorfosi:Il tocco del Barco: Nel XVI secolo, sotto l'architetto Girolamo da Carpi, le merlature difensive furono sostituite da eleganti balaustre in pietra bianca e vennero realizzate le altane sulle torri, trasformando la fortezza in una raffinata residenza di corte.Gli interni di pregio: I cupi camminamenti di ronda lasciarono il posto a saloni affrescati da artisti del calibro di Bastianino, destinati alle feste e ai fasti della vita di corte estense.🌊 L'unico fossato ancora allagatoIl Castello Estense conserva un primato rarissimo in Europa: è una delle pochissime fortezze ad avere ancora il suo originale e spettacolare fossato pieno d'acqua, proprio come ben evidenziato nei riflessi dello scatto di Arbasetti!Un immenso grazie a Sergio Arbasetti per questo splendido omaggio alla storia della nostra regione!#MeteoReggio #SergioArbasetti #CastelloEstense #Ferrara #Este #StoriaEmiliana #ArchitetturaRinascimentale #FotografiaNotturna #EmiliaRomagna

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Ermellini — Fauna dell'Appennino Reggiano — 19 agosto 2026

Ermellini

Fauna

Questo tenerissimo e vivace scatto di Emilio Ricci ci regala un'immagine davvero rara e preziosa: una coppia di Ermellini (Mustela erminea) immortalata tra le roccia d'alta quota, intenta in un momento di gioiosa intesa e curiosità.🏔️ Habitat e distribuzioneL'Ermellino è un piccolo e agilissimo carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi. In Italia è un abitante tipico delle regioni alpine, dove vive solitamente sopra i 1.000-1.500 metri di altitudine tra pietraie, pascoli e boscaglie rade. Ama nascondersi nei fessurati delle rocce o nelle murette a secco, luoghi ideali per cacciare e proteggersi.❄️ La magia del mantello "trasformista"La caratteristica più celebre e affascinante dell'ermellino è il suo straordinario mimetismo stagionale:In estate (come si nota nello scatto) sfoggia una livrea bicolore: dorso bruno-rossastro e pancia di un candido bianco-crema.In inverno effettua una muta completa diventando totalmente bianco per mimetizzarsi alla perfezione sulla neve banchisa!Il dettaglio inconfondibile: In qualsiasi stagione dell'anno, la punta della coda resta sempre nera, un vero e proprio "marchio di fabbrica" che lo distingue dalla cugina Donnola.⚡ Un piccolo grande predatoreNonostante l'aspetto grazioso e le dimensioni contenute (pesa appena 150-300 grammi), l'ermellino è un cacciatore instancabile e incredibilmente coraggioso. Si nutre principalmente di arvicole, topi di campagna e lepri pattugliando il territorio con scatti fulminei, salti acrobatici e una curiosità insaziabile.Un immenso grazie ad Emilio Ricci per aver catturato con tanta maestria e dolcezza la vita segreta della nostra fauna d'altitudine!#MeteoReggio #EmilioRicci #Ermellino #MustelaErminea #FaunaAlpina #Mustelidi #NaturaInScatto #WildlifePhotography #Montagna #Biodiversità

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Chiurlo piccolo. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 18 agosto 2026

Chiurlo piccolo.

Fauna

In questo splendido ed espressivo scatto, Stefano Ceci ha immortalato un esemplare di Chiurlo piccolo (Numenius phaeopus), ritratto a becco spalancato proprio mentre diffonde il suo energico e inconfondibile richiamo.🎶 Il nome e la differenza dal cugino maggioreIl nome "Chiurlo" ha un'origine onomatopeica che riproduce il suo tipico fischio ritmato. Rispetto al Chiurlo maggiore, il Chiurlo piccolo si distingue non solo per le dimensioni più contenute, ma soprattutto per un dettaglio del capo ben visibile nello scatto: un'evidente riga chiara sulla sommità del capo (striscia coronale) racchiusa tra due bande scure, che gli dona un'espressione davvero inconfondibile!🔬 Il segreto del becco curvoLa caratteristica anatomica più spettacolare resta il suo lungo becco curvato verso il basso:Sonda di precisione: Serve per penetrare nel terreno umido, nella sabbia bagnata e nella melma profonda per scovare vermi, piccoli crostacei e insetti altrimenti inarrivabili.Curiosità di coppia: La femmina possiede un becco leggermente più lungo e curvo rispetto al maschio; una differenza evolutiva perfetta per permettere alla coppia di cacciare nello stesso territorio senza farsi concorrenza sulle prede!🌍 Un viaggiatore da recordIl Chiurlo piccolo è un migratore eccezionale. Nidifica nella tundra e nelle torbiere del Nord Europa e della Siberia per poi intraprendere lunghissimi viaggi verso le coste dell'Africa e del Mediterraneo. Durante le soste migratorie ama frequentare le zone umide, le foci dei fiumi e i prati bagnati anche delle nostre pianure.Un immenso grazie a Stefano Ceci per aver catturato con così tanta nitidezza la voce e la bellezza di questo instancabile sorvolatore!#MeteoReggio #StefanoCeci #ChiurloPiccolo #NumeniusPhaeopus #Ornitologia #Birdwatching #FaunaItaliana #WildlifePhotography #NaturaInScatto

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Cedronelle. — Fauna dell'Appennino Reggiano — 17 agosto 2026

Cedronelle.

Fauna

In questo straordinario e poetico scatto ad altissima precisione, Claudia Mai è riuscita a cogliere al volo un magico momento di grazia: una coppia di Cedronelle (Gonepteryx rhamni) in una danza aerea. Un'immagine dal sapore quasi pittorico che celebra una delle farfalle più affascinanti delle nostre campagne e dei nostri boschi.🍋 Perché si chiama "Cedronella"?Il nome comune italiano "Cedronella" (così come il termine inglese Brimstone, "zolfo") fa diretto riferimento al brillante colore delle sue ali. La tonalità gialla e solare del maschio ricorda in modo inconfondibile la scorza di un cedro o di un limone maturo. In realtà, la specie presenta uno spiccato dimorfismo sessuale ben visibile quando le farfalle sono posate:Il maschio sfoggia un giallo limone intenso e squillante.La femmina si veste di un elegante tono bianco-verdastro o pallido, perfetto per mimetizzarsi tra le foglie.🍃 Forma a foglia e mimetismo perfettoOltre al colore, la Cedronella possiede un'anatomia unica. Le ali sono modellate con un'unghia appuntita sul bordo e venature marcate che imitano alla perfezione una foglia vera. Quando si posa a ali chiuse, diventa del tutto invisibile ai predatori!❄️ La farfalla più longeva d'EuropaTra tutti i lepidotteri europei, la Cedronella detiene un vero e proprio record: può vivere fino a 12-13 mesi! È una delle pochissime farfalle capaci di superare il rigido inverno allo stadio adulto. Durante i mesi freddi si rifugia nel folto dell'edera o del rovo, entrando in una sorta di letargo (diapausa) e resistendo persino alle gelate grazie a speciali sostanze antigelo presenti nel suo organismo. In primavera è la prima a risvegliarsi, annunciando il ritorno del bel tempo!Un immenso grazie a Claudia Mai per aver catturato questa doppia carezza di luce in movimento!#MeteoReggio #ClaudiaMai #Cedronella #GonepteryxRhamni #Farfalle #Lepidotteri #MacroFotografia #NaturaInVolo #FaunaReggiana #WildlifePhotography

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NGC 1514 Crystal Ball Nebula — Astronomia dell'Appennino Reggiano — 16 agosto 2026

NGC 1514 Crystal Ball Nebula

Astronomia

🔮 La "Sfera di Cristallo" del cosmo: NGC 1514 nello scatto di Lino BenzIl nostro viaggio estivo tra le meraviglie del cielo notturno prosegue con questo entusiasmante e nitidissimo scatto di Lino Benz, che immortalando la nebulosa planetaria NGC 1514 ci regala una vera e propria gemma dell'astronomia.🌌 Cos'è e dove si trova?Situata a circa 1.500 anni luce da noi, nella costellazione del Toro (al confine con il Perseo), NGC 1514 è soprannominata la "Nebulosa Sfera di Cristallo" (Crystal Ball Nebula). Si tratta di una nebulosa planetaria, ovvero il guscio luminoso di gas e polveri espulso da una stella arrivata alle ultime fasi della sua vita.📜 Il fenomeno che cambiò la storia dell'astronomiaScoperta il 13 novembre 1790 dal celebre astronomo William Herschel, NGC 1514 ha un valore storico inestimabile. All'epoca si pensava che tutte le nebulose fossero in realtà insiemi di stelle lontanissime. Osservando NGC 1514, Herschel rimase sbalordito nel notare una stella centralmente limpida e brillantissima avvolta da un'atmosfera luminosa, definendola "un fenomeno davvero singolare" e capendo per la prima volta che nello Spazio esistevano veri e propri fluidi gassosi!💃 Una danza binaria al suo internoIl segreto della sua affascinante forma asimmetrica e "bitorzolata" risiede nel suo cuore: la sorgente al centro non è una stella singola, ma una coppia binaria che orbita l'una attorno all'altra in un valzer lungo ben 9 anni. Questa interazione gravitazionale plasma i venti di gas espulsi, creando bolle, anelli e sottili filamenti che sembrano scolpiti nella materia interstellare.Un immenso grazie a Lino Benz per averci svelato i dettagli di questo magico frammento di archeologia cosmica!#MeteoReggio #LinoBenz #NGC1514 #SferaDiCristallo #NebulosaPlanetaria #Astrofotografia #CieloDiFerragosto #Astronomia #Spazio #Toro #DeepSkyPer chi desidera approfondire la forma e le più recenti ed entusiasmanti scoperte sulle strutture gassose di questo oggetto celeste, Webb svela nuovi dettagli di una nebulosa planetaria offre una chiara panoramica di come l'interazione tra le due stelle centrali plasma l'involucro di gas della nebulosa.

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