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La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

La Bora "rompe" il caldo africano: cosa è successo nei cieli reggiani tra grandinate, polvere del Sahara e fumo

L'inizio di questa settimana ha portato un drastico cambio di marcia sulla nostra provincia. Dopo giorni di caldo soffocante, l'Anticiclone Africano ha finalmente subìto una prima, violenta "spallata" da parte di correnti più fresche e instabili arrivate dal Mare del Nord. I primi segnali di cedimento li avevamo già avvertiti durante la giornata di domenica 19 luglio, quando il contrasto in quota tra l'aria bollente stagnante al suolo e i primi sbuffi freschi ha fatto fiorire a catena diversi cumulonembi in scorrimento dall'Appennino parmense verso il reggiano e il modenese. Oggi, lunedì 20 luglio, la dinamica è diventata ancora più vivace e imprevista. Analizziamo insieme, punto per punto, la fisica di quanto accaduto sulle nostre teste.

L'enigma del "buco" reggiano e l'effetto crinale: l'analisi del temporale del 18 Luglio

L'enigma del "buco" reggiano e l'effetto crinale: l'analisi del temporale del 18 Luglio

Il pomeriggio odierno ha offerto una vera e propria lezione di microclimatica applicata al territorio dell'Emilia Centrale. Chi ha osservato il cielo dall'ora di pranzo ha assistito alla rapidissima genesi di un maestoso Cumulonembo sulle colline occidentali di Parma. In pochissimo tempo, la cella temporalesca ha disteso una gigantesca incudine ghiacciata per oltre 150 chilometri, correndo da Salsomaggiore Terme fin oltre il Delta del Po, decorando la pancia della nube con vistose e spettacolari formazioni di Mammatus. Mentre il parmense faceva i conti con rovesci violenti e grandinate accanite, la provincia di Reggio Emilia ha vissuto una dinamica completamente diversa, riattivandosi poi solo più a est. Vediamo nei dettagli la fisica di questo evento.

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

Se c'è una figura meteorologica che è entrata nel mito collettivo degli italiani, quella è sicuramente l'Anticiclone delle Azzorre. Menzionato per decenni nei vecchi bollettini TV dal colonnello Bernacca come il custode della bella stagione, viene da sempre associato al ricordo delle estati perfette: soleggiate, ventilate e gradevoli. In questi giorni le mappe satellitari e sinottiche ci mostrano proprio la sua espansione verso il cuore dell'Europa e del Mediterraneo. Eppure, i termometri sul nostro territorio stanno già toccando punte di 34°C, con proiezioni pronte a salire nei prossimi giorni fino a 36°/37°C. Ma allora perché si chiama così, cosa è cambiato con la crisi climatica e com'è possibile che faccia così caldo anche senza il temuto "Africano"? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.

Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Mentre in questi giorni cerchiamo faticosamente di lasciarci alle spalle una delle ondate di calore più asfissianti degli ultimi anni, c'è un altro record invisibile (ma non meno inquietante) che è stato appena frantumato. Non riguarda l'aria che respiriamo, ma l'acqua dei mari che circondano la nostra Penisola. La "Foto del Giorno" rilasciata dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e gli ultimi grafici del programma europeo Copernicus Marine Service mostrano una situazione preoccupante: il Mar Mediterraneo è letteralmente sotto l'effetto di una devastante ondata di calore marina. Prima ancora dell'inizio di luglio, le temperature superficiali dell'acqua hanno già toccato picchi locali di 29°C, valori che normalmente si registrano alla fine di agosto. Analizziamo insieme i dati e capiamo perché questo fenomeno rappresenta una seria minaccia anche per il meteo del nostro territorio.

L’Europa nella morsa del "Blocco a Omega": l'allerta calore a Reggio Emilia e lo scenario drammatico in Francia

L’Europa nella morsa del "Blocco a Omega": l'allerta calore a Reggio Emilia e lo scenario drammatico in Francia

Non si tratta più solo di un inizio d’estate rovente, ma di una configurazione atmosferica estrema e persistente. Il cosiddetto "Blocco a Omega" – una gigantesca area di alta pressione strutturata come la lettera greca Ω – continua a intrappolare la massa d'aria sub-tropicale sull'Europa occidentale. Se sul nostro territorio provinciale stiamo facendo i conti con bollettini costanti e un'afa opprimente, oltralpe la situazione è già considerata a tutti gli effetti una crisi nazionale.

Guida ai "Grafici a Spaghetti": ecco perché non vi diamo una data di scadenza per il grande caldo (e perché gli altri lo fanno)

Guida ai "Grafici a Spaghetti": ecco perché non vi diamo una data di scadenza per il grande caldo (e perché gli altri lo fanno)

In questi giorni di caldo intenso e africano, la domanda che riceviamo più spesso nei commenti e nei messaggi privati è sempre la stessa: "Quando finisce questa bolla rovente?". Se avete notato, sulle pagine di Meteo Reggio non avete ancora letto titoli del tipo: "C'è la data ufficiale della fine del caldo". Al tempo stesso, però, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in applicazioni per smartphone o altri siti meteo che indicano con assoluta certezza i primi giorni di luglio come il momento della svolta. Perché loro sparano una data e noi no? Siamo noi troppo prudenti o c’è qualcosa sotto? La risposta si nasconde dietro a uno degli strumenti più importanti della meteorologia moderna: il grafico a spaghetti (o Ensemble). Oggi vogliamo regalarvi una piccola "guida pratica" per capire come funziona e perché fidarsi ciecamente delle previsioni a 15 giorni è un azzardo scientifico.

Dialogo con il Satellite: cos'è il "Blocco Omega" che ha intrappolato l'Europa (e Reggio) nella morsa del caldo

Dialogo con il Satellite: cos'è il "Blocco Omega" che ha intrappolato l'Europa (e Reggio) nella morsa del caldo

Se in questi giorni state cercando refrigerio davanti a un ventilatore, mentre i termometri sulla Pianura Padana e nel reggiano toccano con disinvoltura i 35°C e 36°C, sappiate che la colpa non è semplicemente di "un'ondata di caldo qualunque". Sopra le nostre teste si è instaurata una delle strutture atmosferiche più robuste, stabili e difficili da scardinare della meteorologia: un Blocco a Omega. Guardando l'ultima spettacolare immagine catturata dal satellite europeo, possiamo capire chiaramente cosa stia accadendo a livello continentale e perché il tempo sembri letteralmente "congelato" (calcisticamente parlando) in questa fase bollente.

Guida all'Umidità Relativa: cos'è, perché si misura in % e come cambia la nostra percezione del caldo

Guida all'Umidità Relativa: cos'è, perché si misura in % e come cambia la nostra percezione del caldo

Tra i dati che mostriamo quotidianamente nelle nostre stazioni meteo, ce n'è uno che spesso genera confusione: l’umidità. Tutti sanno che l'aria umida accentua la sensazione di caldo estivo, ma cosa significa esattamente che l'umidità è al 34%? Ed è vero che quando arriva al 100% deve per forza piovere? Oggi facciamo un po' di chiarezza scientifica (ma con parole semplici) per capire come funziona questa fondamentale variabile atmosferica e come influenza la nostra vita di tutti i giorni.

Spettacolo nei cieli reggiani: l’abbraccio tra Giove e Venere (con il tocco di Mercurio) al tramonto del 9 giugno

Spettacolo nei cieli reggiani: l’abbraccio tra Giove e Venere (con il tocco di Mercurio) al tramonto del 9 giugno

Se in queste ultime sere di cieli sereni avete allungato lo sguardo verso l'orizzonte subito dopo il tramonto, vi sarete sicuramente accorti di due "fari" luminosissimi che dominano il crepuscolo. Non si tratta di aerei né di satelliti artificiali: sono Venere e Giove, i due pianeti più brillanti del nostro Sistema Solare, che sera dopo sera si sono avvicinati sempre di più. Il culmine di questo lento valzer celeste avverrà nella serata di domani, martedì 9 giugno, quando assisteremo a una splendida congiunzione stretta. I due pianeti sembreranno quasi sfiorarsi in un bacio apparente, pronti al "sorpasso" astronomico, accompagnati a breve distanza da un terzo, timido ospite: il piccolo Mercurio.

Europa rovente a fine maggio: l'allarme da satellite e il caso della Pianura Padana, "hot-spot" della crisi climatica

Europa rovente a fine maggio: l'allarme da satellite e il caso della Pianura Padana, "hot-spot" della crisi climatica

Un'ondata di calore precoce e straordinaria ha stretto l'Europa in una morsa quasi estiva già alla fine di maggio. A fotografare la situazione con impietosa precisione è l'immagine satellitare rilasciata dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), catturata il 26 maggio 2026 dal radiometro della missione Copernicus Sentinel-3. La mappa non mostra la temperatura dell'aria, bensì la Land Surface Temperature (LST), ovvero la temperatura reale del suolo. Come evidenziato dall'ESA, durante le ondate di calore la temperatura della superficie (specie su rocce, suoli nudi e cemento) può superare di molti gradi quella dell'aria, accumulando calore e trasformando i territori in enormi radiatori.