Giornata Mondiale della Biodiversità: cos'è, perché è in pericolo e come possiamo salvarla
Oggi, 22 maggio, si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità. Una ricorrenza fondamentale per ricordarci che la varietà della vita sulla Terra è la nostra più grande assicurazione sul futuro. Ma la crisi climatica sta accelerando i tempi: ecco cosa rischiamo e come possiamo agire.
C'è un filo invisibile ma indissolubile che lega il meteo, il clima e ogni singola forma di vita sul nostro pianeta: dagli insetti impollinatori che popolano le nostre campagne emiliane ai grandi mammiferi, fino ai microrganismi che rendono fertile il terreno. Oggi, 22 maggio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Biodiversità, un’occasione istituita dalle Nazioni Unite per riflettere su un patrimonio inestimabile che stiamo drammaticamente mettendo a rischio.
Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di biodiversità e perché riguarda da vicino ognuno di noi, specialmente in un'epoca di forti mutamenti climatici?
Che cosa significa la parola "Biodiversità"?
Il termine deriva dal greco bìos (vita) e dal latino diversitas (diversità). In parole semplici, la biodiversità è la varietà di tutte le forme di vita sulla Terra. Non si riferisce solo al numero di specie animali e vegetali esistenti, ma si sviluppa su tre livelli strettamente interconnessi:
-> Diversità genetica: la varietà di DNA all'interno di una singola specie (che permette, ad esempio, ad alcune piante di resistere meglio alle malattie o alla siccità rispetto ad altre).
-> Diversità di specie: la ricchezza di specie diverse presenti in una determinata area (piante, animali, funghi, batteri).
-> Diversità ecosistemica: la varietà di ambienti naturali (boschi, fiumi, zone umide, mari) in cui queste specie vivono e interagiscono.
Perché è così importante e va protetta?
Spesso tendiamo a pensare alla natura come a qualcosa di "esterno" a noi, un bel paesaggio da guardare nel fine settimana. In realtà, la biodiversità è il motore immobile della nostra stessa sopravvivenza. Gli scienziati chiamano i benefici che riceviamo dalla natura "servizi ecosistemici". Senza una biodiversità in salute, perderemmo:
L'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo: le foreste e le piante marine producono l'ossigeno e purificano l'aria; le zone umide e i suoli boschivi filtrano l'acqua rendendola potabile.
Il cibo che mangiamo: oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende dall'impollinazione operata da insetti, uccelli e pipistrelli. Senza api, i nostri mercati sarebbero drammaticamente vuoti.
La nostra salute: una grandissima parte dei farmaci salvavita deriva da molecole scoperte in piante o organismi selvatici. Inoltre, ecosistemi integri fanno da "cuscinetto" contro la diffusione di nuove malattie e zoonosi.
Il legame con la Crisi Climatica: quali rischi corriamo?
Come esperti di meteorologia e climatologia, osserviamo ogni giorno come l'equilibrio del nostro territorio stia cambiando. Il riscaldamento globale è oggi uno dei principali motori dell'estinzione di massa. Ecosistemi complessi impiegano millenni per adattarsi alle variazioni del clima; la crisi attuale, invece, sta avvenendo a una velocità tale da non lasciare scampo a molte specie. Ecco i rischi principali:
Inversione delle stagioni e sfasamenti biologici: gli inverni sempre più miti e le fioriture precoci ingannano la natura. Se le piante fioriscono in anticipo a causa di un febbraio anomalo, rischiano di essere colpite dalle gelate tardive (come accaduto spesso negli ultimi anni) o di non trovare gli insetti impollinatori pronti, compromettendo la riproduzione di entrambi.
Siccità ed eventi estremi: la prolungata scarsità d'acqua prosciuga le zone umide della nostra pianura e i torrenti appenninici, decimando la fauna ittica e gli anfibi. Al contempo, ondate di calore estreme e incendi distruggono interi habitat in pochi giorni.
Migrazioni forzate e specie aliene: molte specie autoctone si spostano verso nord o verso quote più elevate in cerca del fresco. Chi non può spostarsi rischia l'estinzione, lasciando spazio a specie aliene e parassiti che, non avendo predatori naturali, prosperano alterando l'ecosistema locale.
Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
Davanti a una crisi globale si rischia di sentirsi impotenti, ma la tutela della biodiversità inizia anche dalle piccole azioni quotidiane e dalla gestione dei nostri spazi. Ecco come fare la differenza:
Piantare fiori "amici delle api": Se avete un balcone o un giardino, scegliete piante nettarifere autoctone (lavanda, rosmarino, timo, salvia, calendula). Creerete delle vere e proprie "stazioni di rifornimento" per api e farfalle in contesti urbani.
Evitare i pesticidi chimici: Nei piccoli orti o per le piante da balcone, bandite l'uso di insetticidi e diserbanti chimici. Sterminano gli insetti utili e inquinano le falde acquifere.
Consumare locale e di stagione: Sostenere l'agricoltura biologica e a chilometro zero riduce l'impronta carbonica del cibo e premia chi pratica tecniche agricole che rispettano i suoli e la fauna locale.
Ridurre, riusare, riciclare: Meno rifiuti produciamo (specialmente plastica), meno frammenti tossici finiranno nei nostri fiumi e nei mari, salvando la vita di uccelli e animali acquatici.
Rispettare la natura durante le escursioni: Quando camminate nei nostri splendidi sentieri dell'Appennino Reggiano o lungo i fiumi, restate sui tracciati segnalati, non disturbate gli animali, non raccogliete fiori rari e portate sempre a casa i vostri rifiuti.
La biodiversità non è un lusso, ma il tessuto stesso della vita. Proteggerla significa proteggere il nostro futuro, le nostre risorse e la bellezza della nostra terra. Buona Giornata della Biodiversità a tutti i lettori di Meteo Reggio!
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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