Vai al contenuto principale

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

Se c'è una figura meteorologica che è entrata nel mito collettivo degli italiani, quella è sicuramente l'Anticiclone delle Azzorre. Menzionato per decenni nei vecchi bollettini TV dal colonnello Bernacca come il custode della bella stagione, viene da sempre associato al ricordo delle estati perfette: soleggiate, ventilate e gradevoli. In questi giorni le mappe satellitari e sinottiche ci mostrano proprio la sua espansione verso il cuore dell'Europa e del Mediterraneo. Eppure, i termometri sul nostro territorio stanno già toccando punte di 34°C, con proiezioni pronte a salire nei prossimi giorni fino a 36°/37°C. Ma allora perché si chiama così, cosa è cambiato con la crisi climatica e com'è possibile che faccia così caldo anche senza il temuto "Africano"? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo

🌎 Che cos'è e perché si chiama così?

L'Anticiclone delle Azzorre è una zona di alta pressione semi-permanente di origine oceanica. Prende il nome dall'omonimo arcipelago portoghese situato nell'Oceano Atlantico, l'area geografica in cui risiede stabilmente il suo "centro" motore.

  • Il suo ruolo biologico ed europeo: nella circolazione generale dell'atmosfera terrestre, questo anticiclone fa parte delle alte pressioni sub-tropicali. Funziona come un gigantesco scudo: quando si allunga verso l'Europa occidentale, devia le perturbazioni atlantiche cariche di pioggia verso il Nord Europa, garantendo tempo stabile, soleggiato e secco sui paesi mediterranei.

🌡️ Il mito dell'estate fresca e l'effetto della Crisi Climatica

Perché nell'immaginario comune l'Anticiclone delle Azzorre è sinonimo di "fresco"?

In passato (fino alla fine del secolo scorso), quando questa figura si distendeva sul Mediterraneo da ovest verso est, trascinava con sé masse d'aria nate e cresciute sopra le fredde acque dell'Oceano Atlantico. Era aria temperata, mitigata dal mare. Di conseguenza, le estati padane erano calde ma interrotte da costanti brezze oceaniche, con temperature che raramente superavano i 30-32°C.

Oggi il quadro è completamente mutato a causa del riscaldamento globale: l'aspettativa di una rinfrescata duratura associata alle Azzorre è un misconcetto che si scontra con il nuovo clima. Quando l'alta pressione oceanica si sposta verso l'Italia, si stende sopra una terraferma e un Mar Mediterraneo che sono già surriscaldati ed energeticamente carichi rispetto a trent'anni fa. L'aria, anche se di origine atlantica, subisce un forte processo di compressione verso il basso e riscaldamento solare nei bassi strati (la compressione adiabatica tipica delle alte pressioni). Il risultato? Clima stabilissimo, cieli limpidi ma temperature massime che volano comunque verso i 35-37°C.

🤝 L'abbraccio fatale: la "collaborazione" con l'Anticiclone Africano

In meteorologia le masse d'aria non hanno confini rigidi. L'Anticiclone delle Azzorre può "collaborare" e stringere una forte sinergia con il cugino sub-tropicale continentale (l'Anticiclone Africano).

Questo fenomeno accade spesso tramite una dinamica ad "asse ibrido" o "ponte": l'Anticiclone delle Azzorre si sposta verso l'Europa centrale fungendo da perno; la sua stessa rotazione in senso orario richiama e aggancia, sul suo bordo meridionale, la risalita di masse d'aria roventi direttamente dal deserto del Sahara tra Marocco e Algeria. In questo modo le due figure si fondono in una gigantesca cupola di alta pressione termica che blocca l'Europa in una morsa di stabilità e caldo estremo.

💡 Lo sapevi che...? Curiosità sulle Azzorre

  1. Il cugino del Pacifico: sull'Oceano Pacifico esiste un gemello speculare dell'Anticiclone delle Azzorre chiamato Anticiclone delle Hawaii. Svolge lo stesso identico ruolo meteorologico, condizionando pesantemente il clima degli Stati Uniti occidentali e della California.

  2. Il motore dell'inverno: l'Anticiclone delle Azzorre non decide solo le sorti dell'estate. In inverno, la sua interazione con la vicina Depressione d'Islanda definisce l'indice NAO (North Atlantic Oscillation). A seconda della sua forza o debolezza in inverno, l'Europa riceverà tempeste gelide e neve oppure settimane di totale e nebbiosa stabilità anticiclonica.

  3. Il "Giro delle Azzorre": per i velisti oceanici la posizione di questo anticiclone è fondamentale. Le calme di vento generate dal suo centro geometrico sono temutissime, e le rotte storiche delle regate atlantiche sono da sempre studiate al millimetro per girare "attorno" ai suoi confini per sfruttare i venti orientati sui bordi.

Prepariamoci, dunque, a giornate di piena stabilità atmosferica. L'estate prosegue a pieno ritmo, ricordandoci che nel XXI secolo anche l'anticiclone più "gentile" della storia ha imparato a mostrare i muscoli termici.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Notizie correlate

Il punto sul clima: l'Anticiclone delle Azzorre ci riporta in carreggiata, ma non aspettatevi il fresco. E sui "nomi" delle alte pressioni...

Il punto sul clima: l'Anticiclone delle Azzorre ci riporta in carreggiata, ma non aspettatevi il fresco. E sui "nomi" delle alte pressioni...

Dopo i forti temporali e il crollo termico dei giorni scorsi, l'atmosfera sulla nostra provincia sta faticosamente cercando un nuovo equilibrio. L'ultimo aggiornamento della mappa sinottica e dei dati climatici regionali ci offre un quadro perfetto per capire dove siamo e, soprattutto, dove stiamo andando in questo inizio di luglio. Carta canta: analizziamo la situazione guardando i dati reali.

Leggi tutto
Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.

Leggi tutto
Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Leggi tutto
Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus

Mentre in questi giorni cerchiamo faticosamente di lasciarci alle spalle una delle ondate di calore più asfissianti degli ultimi anni, c'è un altro record invisibile (ma non meno inquietante) che è stato appena frantumato. Non riguarda l'aria che respiriamo, ma l'acqua dei mari che circondano la nostra Penisola. La "Foto del Giorno" rilasciata dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e gli ultimi grafici del programma europeo Copernicus Marine Service mostrano una situazione preoccupante: il Mar Mediterraneo è letteralmente sotto l'effetto di una devastante ondata di calore marina. Prima ancora dell'inizio di luglio, le temperature superficiali dell'acqua hanno già toccato picchi locali di 29°C, valori che normalmente si registrano alla fine di agosto. Analizziamo insieme i dati e capiamo perché questo fenomeno rappresenta una seria minaccia anche per il meteo del nostro territorio.

Leggi tutto