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Perché a Reggio Emilia non piove "quasi" mai quando ci sono allerte? Il ruolo del "Gigante" e i segreti del radar

Quante volte è capitato? I telegiornali e i bollettini meteo lanciano l'allarme per forti temporali in arrivo al Nord, le mappe si tingono di arancione o di rosso, ma poi su Reggio Emilia cade appena qualche goccia o addirittura spunta il sole. In tanti ci chiedono: “Perché la nostra provincia sembra quasi sempre protetta o dimenticata dai temporali?” La risposta non sta nel caso, ma nella geografia del nostro territorio e in una complessa "partita a scacchi" che l'atmosfera gioca ogni volta che una perturbazione attraversa l'Italia dalla Liguria.

Perché a Reggio Emilia non piove "quasi" mai quando ci sono allerte? Il ruolo del "Gigante" e i segreti del radar

🏔️ IL NOSTRO SCUDO NATURALE: IL GIGANTE E LA BARRIERA DELL'APPENNINO

Per capire cosa succede dobbiamo guardare a sud. L'Appennino reggiano non è una collinetta da poco: forma una barriera imponente e compatta che supera costantemente i 1.800/1.900 metri di quota, svettando fino ai 2.121 metri del Monte Cusna, il nostro celebre "Gigante addormentato".

Quando le perturbazioni arrivano da sud-ovest (dal Mar Ligure o dalla Toscana), le masse d'aria calda e sature di umidità viaggiano verso la nostra regione. Ma lungo il cammino trovano la muraglia del Crinale:

  1. Lo sfogo sul versante ligure e toscano: l'aria umida è costretta a salire per scavalcare le montagne. Salendo di quota si raffredda, condensa e scarica enormi quantità di pioggia sul lato tirrenico (in Garfagnana, Lunigiana e Spezzino).

  2. L'effetto "scivolo" sulla Pianura emiliana: una volta superata la cresta del Cusna, l'aria — ormai svuotata di gran parte della sua acqua — scende verso la pianura reggiana. Scendendo, l'aria si comprime, si scalda leggermente e si "asciuga" ancora di più. È il famoso effetto Föhn (o Favonio), che letteralmente scioglie le nuvole e crea una vera e propria zona d'ombra pluviometrica proprio sopra di noi.

Mentre la Liguria viene allagata, e il crinale è avvolto dalla bufera, la nostra Pianura resta all'asciutto (o quasi) e protetta.

⚡ E ALLORA PERCHÉ TORNA A PIOVERE A NORD DEL PO?

Osservando la mappa del radar durante queste perturbazioni, si nota un dettaglio curioso: la macchia delle piogge scompare sopra Reggio e Parma, per poi "risvegliarsi" ed esplodere di nuovo pochi chilometri più a nord, tra Mantova, Verona, Rovigo e Venezia. Situazioni che in questa calda estate hanno anche generato eventi estremi con grandinate devastanti e downburst.

I temporali non stanno "saltando" la nostra provincia con un balzo miracoloso. Sta succedendo qualcos'altro: si stanno rigenerando da zero.

  • L'aspiratore adriatico: quando la perturbazione entra nel Mediterraneo, spesso forma una piccola area di bassa pressione sul Golfo di Venezia. Questa "trottola" richiama aria molto umida direttamente dal Mare Adriatico, spingendola verso l'interno della pianura da est verso ovest (lungo l'asse del Po).

  • Lo scontro di venti: l'aria umida proveniente dall'Adriatico incontra l'aria che scavalca l'Appennino. Questo scontro frontale tra venti diversi nei bassi strati costringe l'aria a risalire di nuovo con violenza, accendendo la miccia per nuovi e forti temporali a nord del fiume Po.

🔍 IN SINTESI: PERCHÉ REGGIO RESTA IN OMBRA?

Reggio Emilia si trova incastrata in una posizione geografica particolare:

  • È troppo a nord per prendere le piogge che si sfogano contro il versante toscano dell'Appennino.

  • È troppo a sud rispetto alla linea di scontro tra i venti che fa esplodere i temporali sulla sponda lombardo-veneta del Po.

Il nostro "Gigante" Cusna e la catena appenninica agiscono come un vero e proprio scudo termico e orografico. Non significa che a Reggio non piova mai, ma spiega perché, durante molte configurazioni da sud-ovest, la nostra città resti a guardare lo spettacolo dei temporali tutto intorno, rimanendo quasi sempre al riparo!

Segui la situazione in tempo reale con i dati delle stazioni e il radar aggiornato su: www.meteoreggio.it/monitoraggio/radar

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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