Pioggia ocra dal Sahara: cosa è successo con le piogge di oggi nel reggiano
Non solo schiume bianche sulle strade, ma anche pioggia ocra sulle nostre autovetture. Nel pomeriggio di venerdì 25 luglio, la pioggia è tornata a cadere sulla provincia di Reggio Emilia. Ma questa volta, insieme all’acqua, sulle auto e sulle superfici è rimasta una sottile patina ocra, segno visibile di un fenomeno atmosferico sempre più frequente: la pioggia sabbiosa. Ma non è tempo di lavara la macchina!
Non solo schiume bianche sulle strade, ma anche pioggia ocra sulle nostre autovetture. Nel pomeriggio di venerdì 25 luglio, la pioggia è tornata a cadere sulla provincia di Reggio Emilia. Ma questa volta, insieme all’acqua, sulle auto e sulle superfici è rimasta una sottile patina ocra, segno visibile di un fenomeno atmosferico sempre più frequente: la pioggia sabbiosa.
Nei giorni precedenti, un robusto anticiclone africano aveva dominato la scena meteorologica sul bacino del Mediterraneo, trasportando grandi quantità di polvere sahariana in sospensione nell’aria. Questo materiale, finissimo e ricco di minerali, aveva raggiunto anche l’Italia settentrionale, rendendo i tramonti più intensi e talvolta conferendo all’atmosfera un aspetto lattiginoso o giallastro.
L’elemento di svolta è arrivato venerdì, quando una saccatura atlantica – ovvero una discesa di aria instabile e più fresca in quota – si è fatta strada dalla Francia sud-orientale verso l’Italia. Il contrasto tra le masse d’aria ha innescato precipitazioni sparse che hanno trascinato verso il suolo le polveri sahariane in sospensione. Il risultato è stato quello che viene comunemente chiamato "pioggia di fango" o "pioggia rossa".
Cosa comporta questo fenomeno?
In termi di qualità dell’aria, l’arrivo della polvere sahariana, comporta un peggioramento temporaneo della qualità dell’aria, soprattutto in presenza di alta pressione e scarsa ventilazione. Le particelle fini (PM10 e PM2.5), pur di origine naturale, possono aggravare le condizioni di chi soffre di asma o problemi respiratori, e interferire con la limpidezza del cielo anche in assenza di smog urbano.
Effetto sul suolo?
Non tutto il male, però, viene per nuocere: la polvere del Sahara è ricca di minerali, tra cui ferro, fosforo, potassio e calcio. Quando cade al suolo con la pioggia, può contribuire a fertilizzare i terreni, specie quelli poveri di nutrienti, arricchendo il ciclo naturale di molti ecosistemi. Si stima che il Sahara trasporti ogni anno centinaia di milioni di tonnellate di polvere in giro per il mondo, e parte di questa arriva anche sull’Italia.
Dal punto di vista quotidiano, questo tipo di pioggia lascia depositi ben visibili: patine color ocra su auto, finestre, terrazzi e superfici esposte. Oltre all’aspetto curioso, può causare qualche disagio pratico, soprattutto se la pioggia è scarsa e non riesce a “lavare via” completamente le polveri.
Un fenomeno sempre più frequente
Negli ultimi anni, anche a causa della crisi climatica e della crescente instabilità delle masse d’aria, eventi di trasporto sahariano si stanno intensificando sia in frequenza che in durata. Oltre a rappresentare un elemento di studio per meteorologi e climatologi, questi episodi ci ricordano quanto interconnessi siano i sistemi atmosferici del nostro pianeta: ciò che accade a sud del Sahara può, in pochi giorni, manifestarsi nei cieli dell’Emilia.
Ma non lavate la macchina, altre piogge sono in arrivo e questa volta "meno condite".
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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