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Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

🔬 Come si forma una "Shelf Cloud"?

Per capire la magia (e la pericolosità) di questo momento, dobbiamo immaginare lo scontro ravvicinato tra due masse d'aria con caratteri completamente opposti:

  1. Il carburante (Aria Calda e Umida): al suolo, la Pianura Padana bolliva dopo settimane di afa africana. Questa aria calda, stagnante e leggerissima, tende per sua natura a salire verso l'alto (Inflow e Updraft).

  2. L'innesco (Aria Fredda e Secca): dalla Francia e dalla Svizzera è arrivato un fronte d'aria decisamente più freddo e denso, che ha valicato le Alpi e si è gettato sulla pianura a grande velocità.

Essendo l'aria fredda più pesante, si è infilata sotto quella calda come se fosse uno spazzaneve. L'aria calda della pianura è stata così costretta a scalare bruscamente il muro d'aria fredda avanzante. Salendo, l'umidità si è condensata istantaneamente, disegnando quel pazzesco "gregale" o "mensola" bianca e liscia che vedete nella foto. Subito dietro la mensola, si nasconde il cuore scuro del temporale, dove l'aria fredda precipita verso il basso trascinando la pioggia (Downdraft).

🌬️ Venti a 70 km/h: la violenta sbuffata a nord della Via Emilia

Il passaggio della Shelf Cloud è il segnale che il fronte temporalesco è sopra la nostra testa. Subito dopo la nube, infatti, si scatena l'Outflow: una fortissima sfuriata di vento freddo in uscita dal temporale che spazza il suolo.

Ieri le raffiche hanno superato i 60-70 km/h, colpendo duramente soprattutto i comuni a nord della Via Emilia come Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra, Correggio e Novellara.

Le conseguenze sulle alberature

Perché gli alberi hanno sofferto così tanto? All'inizio di luglio le piante sono nel massimo del loro vigore vegetativo: le chiome sono fitte, pesanti e piene di foglie. Questo crea un tremendo "effetto vela". Quando raffiche così violente e improvvise colpiscono alberature non perfettamente potate o indebolite, il fusto e le radici non riescono a compensare la spinta, provocando lo sradicamento o lo schianto dei rami principali sulle strade.

❌ Facciamo chiarezza: Downburst o Tromba d'aria?

Spesso, leggendo i giornali o ascoltando i telegiornali non tecnici, si sente dire che "una tromba d'aria ha colpito la Bassa Reggiana". Si tratta di un grave errore nei termini. Quello di ieri non era un tornado (o tromba d'aria), ma un Downburst (o sventagliata temporalesca).

Impariamo a distinguerli perché sono due fenomeni fisicamente opposti:

  • Il Downburst (Quello di ieri): è una corrente d'aria che precipita verticalmente dal temporale e, una volta impattato il suolo, si espande in linea retta in tutte le direzioni. Le raffiche possono essere violentissime, ma il vento soffia dritto. Le piante cadono tutte parallele, orientate nella stessa direzione in cui viaggiava il temporale.

  • La Tromba d'aria (o Tornado): è un vortice d'aria stretto e localizzato che sale verso l'alto, aspirato dal temporale, e possiede un moto rotatorio violento. I danni di una tromba d'aria sono disposti "a cerchio" o alla rinfusa, e il fenomeno lascia una scia distruttiva molto stretta (poche decine o centinaia di metri) ma profonda.

Ieri sulla nostra provincia abbiamo assistito a un gigantesco Downburst, tipico dei temporali estivi padani altamente energetici. Uno spettacolo della natura mozzafiato da osservare (in sicurezza), ma che ci ricorda quanto calore ed energia si stiano accumulando nei nostri territori.

Complimenti ancora a Michele per lo scatto eccezionale e vi invitiamo a continuare a seguirci per imparare a leggere il cielo insieme a noi!

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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