Il cielo reggiano torna a tingersi di rosso
Nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 novembre 2025, anche i cieli della provincia di Reggio Emilia si sono tinti di rosso. Intorno alle 4 del mattino, un bagliore diffuso e pulsante è apparso verso nord, visibile persino dalle colline di Casalgrande e Scandiano: un’aurora boreale. Un evento raro, quasi eccezionale a queste latitudini, dovuto a una potente tempesta geomagnetica di classe G4 (indice Kp 8), generata da un brillamento solare di categoria X5.16 — tra i più intensi degli ultimi anni — che nei giorni scorsi ha proiettato verso la Terra una CME (espulsione di massa coronale) ad alta velocità ...
Aurora rossa sulle colline reggiane: la tempesta solare illumina il cielo d’autunno
Nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 novembre 2025, anche i cieli della provincia di Reggio Emilia si sono tinti di rosso. Intorno alle 4 del mattino, un bagliore diffuso e pulsante è apparso verso nord, visibile persino dalle colline di Casalgrande e Scandiano: un’aurora boreale.
Un evento raro, quasi eccezionale a queste latitudini, dovuto a una potente tempesta geomagnetica di classe G4 (indice Kp 8), generata da un brillamento solare di categoria X5.16 — tra i più intensi degli ultimi anni — che nei giorni scorsi ha proiettato verso la Terra una CME (espulsione di massa coronale) ad alta velocità.
Un fenomeno raro, ma spiegabile
Le aurore boreali si formano quando particelle cariche provenienti dal Sole raggiungono la Terra e interagiscono con il campo magnetico terrestre. Queste particelle, guidate dalle linee di forza magnetiche, penetrano nell’atmosfera vicino ai poli e colpiscono gli atomi di ossigeno e azoto, che a loro volta emettono luce.
Alle nostre latitudini (intorno al 45° parallelo) il fenomeno è di solito invisibile: il campo magnetico devia la maggior parte delle particelle verso le regioni polari. Tuttavia, durante una tempesta geomagnetica particolarmente intensa come quella di questa notte, l’oval aurorale può espandersi fino al Mediterraneo, rendendo possibile osservazioni spettacolari anche dal nord Italia.
Il colore rosso: un segnale di grande energia
Il colore predominante osservato — una tonalità rossa intensa — è dovuto all’emissione dell’ossigeno atomico a circa 200-300 km di quota. Si tratta di un fenomeno tipico delle aurore più potenti, dove le particelle solari riescono a raggiungere gli strati più alti dell’atmosfera.
Nelle foto a lunga esposizione, come quella scattata da Casalgrande Alto da Michele Sensi di MeteoReggio.it, si distinguono chiaramente le “colonne” luminose verticali, segno della complessa dinamica delle particelle nel campo magnetico terrestre.
Un ricordo di luce per il nostro Appennino
Fenomeni simili si erano già verificati a maggio 2024 e a settembre 2025, ma la visibilità di questa notte — limpida, intensa e prolungata — resterà tra le più notevoli osservate negli ultimi decenni sull’Emilia.
Un momento in cui la scienza e la bellezza naturale si sono incontrate sopra le nostre colline, regalando un ricordo raro a chi ha avuto la fortuna di alzare lo sguardo verso il cielo.
Un evento atteso dagli appassionati
La comparsa dell’aurora non è stata del tutto una sorpresa: gli osservatori solari di tutto il mondo avevano già segnalato, nella giornata di martedì 11 novembre, una forte attività sulla superficie del Sole. In particolare, un brillamento solare di classe X5.16, tra i più potenti del ciclo solare in corso, ha generato una CME (espulsione di massa coronale) diretta in buona parte verso la Terra.
Le previsioni dei centri di monitoraggio spaziale indicavano un possibile impatto nella notte tra l’11 e il 12 novembre, con probabilità di tempesta geomagnetica severa (livello G4). L’arrivo puntuale della nube di particelle ha infatti disturbato la magnetosfera terrestre, dando vita allo spettacolo luminoso visibile anche dall’Italia settentrionale.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
e
Michele Sensi
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