Aggiornamento dall'attività solare: Brillamento X1.79 e le possibili conseguenze per la Terra
Questa mattina, domenica 09 novembre 2025, la nostra stella ha manifestato un significativo evento di attività: un brillamento solare di classe X1.79. Questo fenomeno, come indicato nell'immagine allegata dall'HMI Intensitygram, è originato dalla regione di macchie solari AR 4274, un'area che era già stata identificata come instabile nei giorni precedenti ...
Questa mattina, domenica 09 novembre 2025, la nostra stella ha manifestato un significativo evento di attività: un brillamento solare di classe X1.79. Questo fenomeno, come indicato nell'immagine allegata dall'HMI Intensitygram, è originato dalla regione di macchie solari AR 4274, un'area che era già stata identificata come instabile nei giorni precedenti.
Cosa è successo sul Sole?
Un brillamento solare è un'intensa esplosione di radiazioni che si verifica quando l'energia magnetica accumulata nell'atmosfera solare (vicino alle macchie solari) viene rilasciata improvvisamente.
--> Classe X: I brillamenti sono classificati con lettere (A, B, C, M, X), dove la classe X è la più potente. Il valore 1.79 indica l'intensità all'interno di questa classe.
Il fatto che sia avvenuto in una posizione frontale e diretta verso la Terra (come evidenziato dal cerchio rosso sull'immagine SDO/AIA) significa che le radiazioni e le eventuali espulsioni di massa coronale (CME) associate viaggerebbero sulla nostra linea visiva, ma al momento non sono ancora state rilevate.
L'immagine mostra chiaramente che questo evento ha raggiunto il picco di potenza intorno alle 07:30 UTC con un valore di X1.79, come si può vedere dal grafico temporale.
Le Possibili Conseguenze per la Terra?
Gli effetti di un brillamento solare sulla Terra dipendono da due fattori principali: la radiazione elettromagnetica (raggi X e UV, che viaggiano alla velocità della luce) e l'eventuale Espulsione di Massa Coronale (CME), una nuvola di plasma che viaggia più lentamente.
-> Impatto immediato (Radiazione):
L'effetto più immediato di un brillamento di classe X è il blackout radio a onde corte (SWF) sul lato della Terra illuminato dal Sole.
L'intensa radiazione X e UV ionizza lo strato superiore dell'atmosfera terrestre (la ionosfera) più del normale, assorbendo o degradando i segnali radio.
Questo potrebbe causare interruzioni temporanee (di durata da pochi minuti a un'ora) nelle comunicazioni radio ad alta frequenza utilizzate da aerei, marinai e radioamatori.
-> Possibili effetti successivi (CME):
Se questo brillamento sarà seguito da una CME diretta verso la Terra (l'immagine non lo conferma direttamente, ma è un fenomeno frequente in brillamenti potenti), i suoi effetti si manifesterebbero dopo 1-3 giorni, causando una tempesta geomagnetica .
La CME può comprimere il campo magnetico terrestre e perturbare i satelliti, potenzialmente causando malfunzionamenti nei sistemi di navigazione GPS e nelle telecomunicazioni satellitari.
Le tempeste geomagnetiche intense possono indurre correnti parassite (GIC) nelle lunghe linee di trasmissione elettrica, con un rischio (basso, ma reale) di sovraccarico e blackout in regioni ad alta latitudine.
La conseguenza più visibile e meno dannosa è l'intensificazione e l'estensione delle aurore boreali e australi, che potrebbero essere visibili a latitudini insolitamente basse.
È importante notare che l'energia di questo brillamento è inferiore a quella della tempesta geomagnetica intensa (classe G3) che abbiamo menzionato a metà settimana. Se non è associata a una CME particolarmente veloce, gli effetti a terra (a parte il blackout radio) saranno probabilmente moderati.
Il Sole nel Ciclo 25
L'immagine in basso a sinistra mostra l'andamento del Ciclo Solare (25) basato sul numero di macchie solari.
Il verificarsi di un brillamento di classe X1.79 conferma che il Sole sta vivendo una fase di alta vivacità.
L'attività attuale è notevole, sebbene il grafico mostri che il picco del Ciclo Solare sembra essere stato superato nell'agosto 2024, con il numero di macchie solari in progressiva, seppur lenta e con fluttuazioni, diminuzione. Eventi come quello odierno mostrano che anche dopo il picco, l'attività solare può rimanere intensa e generare fenomeni potenti.
La cosa più importante è che gli effetti più catastrofici spesso descritti sono associati a eventi storicamente rari ed estremamente intensi (come l'evento di Carrington del 1859), mentre fenomeni come quello odierno sono gestiti dai sistemi di monitoraggio e protezione delle infrastrutture critiche.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Notizie correlate
Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo
Se c'è una figura meteorologica che è entrata nel mito collettivo degli italiani, quella è sicuramente l'Anticiclone delle Azzorre. Menzionato per decenni nei vecchi bollettini TV dal colonnello Bernacca come il custode della bella stagione, viene da sempre associato al ricordo delle estati perfette: soleggiate, ventilate e gradevoli. In questi giorni le mappe satellitari e sinottiche ci mostrano proprio la sua espansione verso il cuore dell'Europa e del Mediterraneo. Eppure, i termometri sul nostro territorio stanno già toccando punte di 34°C, con proiezioni pronte a salire nei prossimi giorni fino a 36°/37°C. Ma allora perché si chiama così, cosa è cambiato con la crisi climatica e com'è possibile che faccia così caldo anche senza il temuto "Africano"? Facciamo un po' di chiarezza didattica.
Leggi tutto
Il Sole è "nervoso": tempesta geomagnetica G2 in corso. Cosa rischiamo? (c'è speranza per le Aurore?)
Non solo meteo terrestre: in queste ore gli occhi degli esperti sono puntati dritti verso lo spazio. La nostra stella, il Sole, sta mostrando un comportamento decisamente "irrequieto". Una serie di importanti brillamenti e un gruppo di enormi macchie solari stanno letteralmente bombardando il nostro pianeta con un flusso di particelle cariche, tanto da innescare una tempesta geomagnetica di classe G2 (moderata). La cosa curiosa? Le macchie solari responsabili si trovano ormai vicine al "bordo" del disco solare (prossime al tramonto dal nostro punto di vista visivo), eppure la loro potenza è tale da scaricare effetti evidenti anche sulla Terra.
Leggi tutto
Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria
Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.
Leggi tutto
Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.
Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.
Leggi tutto