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La dipartita dell’Anticiclone Africano tra lampi e tuoni

La giornata di venerdì era nel mirino da tempo, rappresentava la giornata che avrebbe sancito la fine della prima ondata di caldo africano dell’estate 2023. Un’ondata che ha portato i termometri di Reggio Emilia a toccare i 34°C in Città e 35°C in Pianura, ma aggravati da una feroce afa rappresentata dall’evaporazione delle piogge delle settimane precedenti e la scarsa ventilazione. Le dinamiche erano poco chiare e si sapeva soltanto che una corrente di aria fresca di matrice atlantica si sarebbe scontrata con le Alpi (un muro di montagne alto dai 3 ai 4 Km) e da esse sarebbe stata deviata per cercare una via d’ingresso verso la Pianura. Nella prima parte della giornata tutto si è svolto regolarmente con l’ingresso di aria fresca dalla porta della Bora a nord-est che si sarebbe spinta in Pianura fino a ridosso del fiume Secchia. Una seconda corrente avrebbe valicato il Crinale appenninico (più basso delle Alpi) ed avrebbe proseguito verso sud-est. Con una precisione quasi geometrica nel primo pomeriggio si sono formati forti temporali sul nostro Appennino che sono scesi fino in Pianura lungo l’asse esatto del fiume Secchia.

La dipartita dell’Anticiclone Africano tra lampi e tuoni


La giornata di venerdì era nel mirino da tempo, rappresentava la giornata che avrebbe sancito la fine della prima ondata di caldo africano dell’estate 2023. Un’ondata che ha portato i termometri di Reggio Emilia a toccare i 34°C in Città e 35°C in Pianura, ma aggravati da una feroce afa rappresentata dall’evaporazione delle piogge delle settimane precedenti e la scarsa ventilazione.

Le dinamiche erano poco chiare e si sapeva soltanto che una corrente di aria fresca di matrice atlantica si sarebbe scontrata con le Alpi (un muro di montagne alto dai 3 ai 4 Km) e da esse sarebbe stata deviata per cercare una via d’ingresso verso la Pianura. Nella prima parte della giornata tutto si è svolto regolarmente con l’ingresso di aria fresca dalla porta della Bora a nord-est che si sarebbe spinta in Pianura fino a ridosso del fiume Secchia. Una seconda corrente avrebbe valicato il Crinale appenninico (più basso delle Alpi) ed avrebbe proseguito verso sud-est.

Con una precisione quasi geometrica nel primo pomeriggio si sono formati forti temporali sul nostro Appennino che sono scesi fino in Pianura lungo l’asse esatto del fiume Secchia.

Fino a questo momento tutto come da previsione, anche se con molta delusione da parte di chi sperava in un po’ di fresco sulla Pianura. I termometri, infatti, non hanno fatto registrare i cali sperati ed al contrario hanno mantenuto il trend dei giorni precedenti con valori sopra ai 32°C e un’umidità molto più elevata. Caldo e umidità, però, sono il carburante essenziale per far salire l’energia potenziale dell’aria sulle nostre teste.

In serata è arrivato il colpo di scena. Un po’ dell’aria che ha impattato contro le Alpi è riuscita pazientemente a risalirle, scaricarsi dell’umidità in carico sulle Alpi stesse e gettarsi attraverso le valli verso la Pianura Padana. A questo punto l’aria fresca e secca ha scalzato e sollevato violentemente l’aria calda e umida presente lungo il percorso. Il percorso era deciso da una bassa pressione a sud-est che richiamava con forza quest’aria fresca ed ha visto travolgere da prima i paesi lungo il Po, poi Reggio Emilia, Correggio, il comprensorio ceramico ed il nostro Appennino.

Una corsa che ha lasciato al suolo grandi quantità di pioggia, forti raffiche di vento pre-frontale e grandine. Grandine che ha interessato la Pedecollinare tra Albinea e Scandiano, per risalire la valle del Tresinaro verso Viano. Questo ha causato diversi danni ai filari di vite e i frutteti lungo il percorso.
Gli accumuli di pioggia non sono stati esagerati, ma si sono concentrati in un breve lasso di tempo con conseguenti piccoli eventi di allagamento sulle strade e in alcuni cortili.
Ecco gli accumuli maggiori:

12.60 mm a Bosco di Scandiano
11.80 mm a Canali
11.00 mm a Ca’ de Caroli
10.80 mm a San Valentino di Castellarano
9.40 mm a Sesso
9.20 mm a Ligonchio
9.00 mm a Reggio nell’Emilia

 

 

Questo secondo affondo di temporali, purtroppo, è stato un evento che non era previsto in alcun modello previsionale e che ha colto di sorpresa molti addetti ai lavori. Tuttavia il calo termico che ne è seguito ha sancito definitivamente la fine del dominio Africano che ormai resisteva da diversi giorni.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare dalle prossime giornate?
Il fine settimana sarà decisamente molto più tranquillo è stabile. Le temperature massime saranno molto più sopportabili sebbene ancora calde, anche in virtù della compagnia di una gradevole ventilazione che tenterà di mitigare l’umidità presente al suolo per via dell’evaporazione delle piogge. La primissima parte della prossima settimana vedrà un nuovo aumento dei termometri che torneranno a fare la voce grossa per un paio di giorni, ma probabilmente arriveranno dei nuovi temporali a smorzare quest’arroganza in modo brusco. Successivamente a questa nuova parentesi instabile avremo un periodo di spiccata variabilità con tanto Sole, ma anche con tante nuvole di passaggio e qualche evento piovoso sparso (soprattutto a sud della via Emilia) che ci aiuterà a contenere le temperature entro i limiti di quella che è la media climatica del periodo. Una sorta di estate che potrebbe mettere d’accordo sia chi ama il caldo che chi ama il fresco. Giornate calde ma con serate più che gradevoli.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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