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I meteoriti NWA

Benvenuti al quinto appuntamento di "Meteor Reggio"! Oggi entriamo nel vivo della classificazione meteoritica per rispondere a una delle domande più comuni tra gli appassionati: cosa si cela dietro la sigla NWA? Per farlo, partiamo dall'analisi dello splendido campione che vedete in foto, un esempio magistrale di come lo spazio "scolpisce" la materia ...

I meteoriti NWA

Benvenuti al quinto appuntamento di "Meteor Reggio"! Oggi entriamo nel vivo della classificazione meteoritica per rispondere a una delle domande più comuni tra gli appassionati: cosa si cela dietro la sigla NWA?

Per farlo, partiamo dall'analisi dello splendido campione che vedete in foto, un esempio magistrale di come lo spazio "scolpisce" la materia.

NWA: l'archivio perduto del Sahara

La sigla NWA sta per Northwest Africa (Africa Nord-Occidentale). È una denominazione ufficiale utilizzata dalla Meteoritical Society per tutti quei meteoriti che vengono rinvenuti nel deserto del Sahara (principalmente in Marocco, Algeria, Mauritania e Mali) ma di cui non si conoscono le coordinate esatte di caduta o il luogo preciso del ritrovamento.

Perché i numeri (XXX)?

Poiché il Sahara è una delle zone più prolifiche al mondo per il recupero di meteoriti, ogni nuovo reperto viene inviato ai laboratori, analizzato e registrato con un numero progressivo (es. NWA 869, NWA 11228). Questo sistema permette di catalogare migliaia di campioni che, altrimenti, rimarrebbero anonimi "sassi del deserto".

Anatomia di un Ingresso Ipersfonico: la Crosta di Fusione

Il campione in foto mostra una crosta di fusione eccezionale. Ma come si forma questo "guscio" così liscio e caratteristico?

-> L'Effetto Phon: quando un meteorite entra nell'atmosfera a velocità comprese tra i 11 e i 72 km/s, l'aria davanti ad esso viene compressa violentemente, raggiungendo temperature di migliaia di gradi.

-> Ablazione: la superficie esterna della roccia fonde istantaneamente. Il materiale fuso viene "vaporizzato" o spazzato via dal vento supersonico, modellando il meteorite.

-> Il vetro cosmico: una volta che il meteorite rallenta (nella fase di volo buio), la sottile pellicola di roccia fusa rimasta sulla superficie si raffredda rapidamente, solidificandosi in una crosta vetrosa, solitamente nera o marrone scuro, liscia e vellutata al tatto.

Le fratture: lo stress del viaggio

Osservando bene la fotografia, si notano delle fratture che attraversano la crosta. Queste non sono casuali e possono avere due origini:

-> Shock Termico: il passaggio dal freddo assoluto dello spazio profondo al calore infernale dell'atmosfera, e il successivo brusco raffreddamento al suolo, crea tensioni interne che spaccano la crosta.

-> Impatto: il violento scontro con il terreno può causare crepe strutturali o addirittura la frammentazione del meteorite stesso.

-> Weathering (Degradazione): se il meteorite resta nel deserto per secoli, le escursioni termiche tra il giorno e la notte (che nel Sahara possono superare i 50°C di differenza) agiscono come un cuneo, allargando le fessure preesistenti.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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