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Il temporale di questa notte, messo a "nudo"

Lo straordinario scatto notturno di Michele Sensi cattura l'essenza stessa dell'energia atmosferica padana. L'immagine immortala da lontano la struttura imponente e complessa del grande sistema temporalesco che, dopo essersi originato in Veneto, ha preso vigore muovendosi verso sud-ovest e spazzando la Pianura Padana con una spettacolare attività elettrica. A prima vista si nota un fulmine solitario che tocca terra e una diffusa luminescenza interna, ma l'occhio del meteorologo può leggervi una vera e propria radiografia della tempesta.

Il temporale di questa notte, messo a "nudo"

Il motore invisibile: l'Updraft (Corrente ascendente)

La zona centrale, quella più illuminata dall'attività elettrica interna (i fulmini intranube o cloud-to-cloud), nasconde il vero motore del temporale: l'updraft. Si tratta di una potentissima colonna di aria calda e umida che sale violentemente verso l'alto, prelevando l'energia termica accumulata dalla pianura durante il giorno. Più l'aria sale, più l'umidità si condensa, liberando ulteriore calore che gonfia la struttura cumuliforme e alimenta continuamente la tempesta.

Lo scudo termico: l'Incudine e il "Knuckles" (Overshooting top)

Salendo verso la sommità della nube, l'aria calda della corrente ascendente incontra la Tropopausa (il confine tra la troposfera e la stratosfera), una zona in cui l'aria smette di raffreddarsi con la quota. Trovando questo "muro", l'aria è costretta ad espandersi lateralmente in modo orizzontale. Nasce così la classica incudine del temporale (anvil cloud), visibile nello scatto come un immenso tetto di nubi stratificate e filamentose (cirri) che si estende per chilometri sopra la pianura.

Nello scatto si notano anche dei rigonfiamenti tondeggianti sulla parte inferiore dell'incudine, simili a "nocche" o mammelloni, causati dal ghiaccio e dalle correnti che tentano di scendere bruscamente, creando una spettacolare turbolenza visiva.

La scarica a terra: il fulmine "Glow"

Il fulmine visibile alla base del sistema è una scarica nube-suolo (cloud-to-ground). La colorazione calda e arancione che lo circonda non è dovuta al fulmine in sé, ma al fenomeno dello scattering (diffusione ottica): la luce della scarica attraversa lo strato fitto di pioggia e grandine (rain shaft) presente alla base della tempesta, che filtra le componenti blu della luce lasciando passare solo i toni caldi, visibili a grande distanza.

Sistemi a scala sinottica: perché sono così diffusi?

Il temporale fotografato da Michele non è una singola cellula isolata di breve durata, ma fa parte di un sistema multicellulare organizzato. Quando questi complessi temporaleschi scendono dal Veneto verso l'Emilia, si auto-alimentano: l'aria fredda che scende con la pioggia (il downdraft) scalza la nuova aria calda della pianura davanti a sé, generando continuamente nuove cellule temporalesche in una reazione a catena che permette al sistema di viaggiare compatto per centinaia di chilometri prima di esaurirsi.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Michele Sensi

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