Consumo del suolo
Tema scomodo, ma che non possiamo far finta che non esista, anche perché il nostro territorio ne è afflitto in modo importante ed è spesso "maglia nera" delle classifiche dedicate. Il consumo di suolo è uno dei fenomeni più critici per la stabilità ambientale del nostro Paese, e l'Emilia-Romagna, purtroppo, ne rappresenta spesso l'epicentro nazionale. ...
Tema scomodo, ma che non possiamo far finta che non esista, anche perché il nostro territorio ne è afflitto in modo importante ed è spesso "maglia nera" delle classifiche dedicate.
Il consumo di suolo è uno dei fenomeni più critici per la stabilità ambientale del nostro Paese, e l'Emilia-Romagna, purtroppo, ne rappresenta spesso l'epicentro nazionale.
Cos'è il consumo di suolo?
Il consumo di suolo è la trasformazione di superfici naturali, agricole o seminaturali in aree edificate, asfaltate o pavimentate. Non si tratta solo di "costruire case", ma di qualsiasi intervento che renda il terreno impermeabile. Un suolo impermeabilizzato perde le sue funzioni vitali: non assorbe più l'acqua piovana, non filtra gli inquinanti, non stocca il carbonio e non ospita più biodiversità. È, a tutti gli effetti, un suolo "morto".
Perché l'Emilia-Romagna è tra le peggiori?
Secondo i dati ISPRA, l'Emilia-Romagna è costantemente ai vertici delle classifiche nazionali per incremento di suolo consumato. I motivi sono molteplici:
-> Logistica e Infrastrutture: la posizione strategica della regione la rende il "cuore" dei trasporti italiani. Questo ha portato a una proliferazione di enormi poli logistici e magazzini, spesso costruiti su terreni agricoli di pregio.
-> Modello di sviluppo diffuso: storicamente, la regione ha seguito un modello di crescita urbanistica "a macchia d'olio", dove i piccoli centri si sono espansi fino a quasi toccarsi, saturando lo spazio tra le città.
-> L'attrattività economica: essendo una delle aree più produttive d'Europa, la pressione per nuove aree industriali e commerciali rimane altissima, spesso a scapito della rigenerazione urbana (recupero di aree già dismesse).
Le conseguenze?
Essere "maglia nera" ha un costo altissimo. Un territorio cementificato non drena l'acqua: durante gli eventi estremi, come quelli del maggio 2023 e successivi, l'acqua corre veloce in superficie anziché infiltrarsi, aumentando a dismisura il rischio di alluvioni. Inoltre, il cemento accumula calore di giorno e lo rilascia di notte, alimentando le isole di calore urbane che rendono le estati emiliane sempre più invivibili.
Notizie correlate
Il grande inganno dell'Anticiclone delle Azzorre: perché l'estate "di una volta" è solo un ricordo
Se c'è una figura meteorologica che è entrata nel mito collettivo degli italiani, quella è sicuramente l'Anticiclone delle Azzorre. Menzionato per decenni nei vecchi bollettini TV dal colonnello Bernacca come il custode della bella stagione, viene da sempre associato al ricordo delle estati perfette: soleggiate, ventilate e gradevoli. In questi giorni le mappe satellitari e sinottiche ci mostrano proprio la sua espansione verso il cuore dell'Europa e del Mediterraneo. Eppure, i termometri sul nostro territorio stanno già toccando punte di 34°C, con proiezioni pronte a salire nei prossimi giorni fino a 36°/37°C. Ma allora perché si chiama così, cosa è cambiato con la crisi climatica e com'è possibile che faccia così caldo anche senza il temuto "Africano"? Facciamo un po' di chiarezza didattica.
Leggi tutto
Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria
Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.
Leggi tutto
Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.
Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.
Leggi tutto
Il Mediterraneo si è trasformato in un brodo bollente: raggiunti i 29°C prima di Luglio. L'allarme nei dati di Copernicus
Mentre in questi giorni cerchiamo faticosamente di lasciarci alle spalle una delle ondate di calore più asfissianti degli ultimi anni, c'è un altro record invisibile (ma non meno inquietante) che è stato appena frantumato. Non riguarda l'aria che respiriamo, ma l'acqua dei mari che circondano la nostra Penisola. La "Foto del Giorno" rilasciata dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e gli ultimi grafici del programma europeo Copernicus Marine Service mostrano una situazione preoccupante: il Mar Mediterraneo è letteralmente sotto l'effetto di una devastante ondata di calore marina. Prima ancora dell'inizio di luglio, le temperature superficiali dell'acqua hanno già toccato picchi locali di 29°C, valori che normalmente si registrano alla fine di agosto. Analizziamo insieme i dati e capiamo perché questo fenomeno rappresenta una seria minaccia anche per il meteo del nostro territorio.
Leggi tutto