Si passerà ancora una volta dalle Azzorre all'Africano, ma perché?
La transizione estiva da un dominio dell’anticiclone delle Azzorre a uno dell’anticiclone africano è ormai diventata una dinamica sempre più frequente nel bacino del Mediterraneo e sull’Italia, e dietro questo fenomeno ci sono cause fisiche, climatiche e legate al riscaldamento globale.
La transizione estiva da un dominio dell’anticiclone delle Azzorre a uno dell’anticiclone africano è ormai diventata una dinamica sempre più frequente nel bacino del Mediterraneo e sull’Italia, e dietro questo fenomeno ci sono cause fisiche, climatiche e legate al riscaldamento globale.
Perché si passa dall’anticiclone delle Azzorre a quello Africano?
L’anticiclone delle Azzorre, storicamente il protagonista delle estati mediterranee, è una figura stabile, temperata e di origine oceanica, legata alla presenza dell’alta pressione subtropicale atlantica. Porta con sé cieli sereni, ma temperature più contenute, con notti fresche e una buona ventilazione, soprattutto sul lato tirrenico.
Negli ultimi decenni, però, questo anticiclone ha mostrato una tendenza a spostarsi più a ovest o a rimanere defilato sull’Atlantico. Questo arretramento lascia campo libero all’espansione verso nord dell’anticiclone africano, una figura ben diversa: ha radici nel Sahara, è molto più caldo e secco in quota, e può trasportare aria torrida fino all’Europa centrale.
Ma perché l’aria calda dal nord-Africa raggiunge l’Italia più facilmente?
Ci sono due meccanismi principali:
1-> Modifica della circolazione atmosferica globale: a causa del riscaldamento climatico, la corrente a getto (jet stream) tende a rallentare e a ondularsi di più. Questo favorisce la persistenza di “blocchi” anticiclonici che possono restare fermi per giorni o settimane, lasciando spazio alle alte pressioni africane di risalire fino al cuore dell’Europa.
2-> Mar Mediterraneo più caldo: negli ultimi anni il Mediterraneo ha registrato anomalie termiche marine positive molto marcate. Questo agisce da “benzina” per i sistemi atmosferici, aumentando l’energia disponibile e facilitando la permanenza di cupole di calore. In questi giorni vi abbiamo parlato proprio del fatto che il Mediterraneo è già troppo caldo per il periodo, così come l'Adriatico.
La domanda nasce spontanea: Che fine ha fatto l’anticiclone delle Azzorre?
Non è sparito, ma è sempre meno dominante. Negli anni ’80 e ’90 era comune che regolasse l’intera estate italiana, offrendo un clima caldo ma non estremo, con giornate tra i 28°C e i 30°C in pianura e frequenti temporali pomeridiani.
Oggi, invece, si vede spesso solo nella prima parte dell’estate o come figura temporanea tra due fasi africane. Il suo ruolo viene via via ridotto in favore di una nuova normalità più calda e più stabile, dominata dalla subsidenza africana, che inibisce anche la formazione di temporali rinfrescanti. Velocemente scivola dall'Atlantico verso est attraversando il cuore dell'Europa ed estinguendosi tra gli Urali e il mar Nero. Ma prima di allora richiama aria calda dal nord-Africa con un sodalizio di correnti che girano in senso orario proprio verso l'Italia.
Purtroppo nasce spontaneo anche osservare che: la nuova normalità sta diventando avere 35-36°C.
I dati parlano chiaro: anche in città come Reggio Emilia, le massime estive che una volta si aggiravano attorno ai 30°C sono sempre più spesso sostituite da picchi oltre i 35°C, con ondate di calore che durano di più e colpiscono più duramente. Per non parlare di notti tropicali (con minime che non scendono mai sotto i 20°C) e scarsa ventilazione.
L’aumento delle temperature estive medie è coerente con gli effetti attesi del cambiamento climatico: non solo estati più calde, ma anche più lunghe e con un numero maggiore di notti tropicali (oltre i 20°C) o addirittura, nei casi estremi, mai sotto i 30!!!
L’anticiclone africano non è più un ospite estivo occasionale, ma è ormai l’attore principale della scena meteorologica estiva mediterranea. La frequenza e l’intensità di queste irruzioni calde non sono frutto del caso, ma il sintomo di un cambiamento climatico in atto, che sta riscrivendo le regole del nostro clima e delle nostre stagioni.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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