Vai al contenuto principale

Il Sole e il grande foro coronale rivolto verso la Terra

In questi giorni il nostro Sole si presenta con un aspetto piuttosto tranquillo dal punto di vista dei brillamenti e delle macchie solari. Le poche regioni attive ancora visibili stanno infatti scivolando verso il margine del disco, avviandosi al “tramonto” rispetto alla nostra visuale. Tuttavia, i satelliti che lo monitorano ci mostrano un fenomeno diverso, altrettanto interessante: un ampio foro coronale rivolto proprio verso la Terra. Ma di cosa si tratta? I fori coronali sono zone della corona solare – lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole – che appaiono più scure nelle immagini ai raggi ultravioletti. In queste aree il campo magnetico solare è “aperto”, cioè ...

Il Sole e il grande foro coronale rivolto verso la Terra

In questi giorni il nostro Sole si presenta con un aspetto piuttosto tranquillo dal punto di vista dei brillamenti e delle macchie solari. Le poche regioni attive ancora visibili stanno infatti scivolando verso il margine del disco, avviandosi al “tramonto” rispetto alla nostra visuale. Tuttavia, i satelliti che lo monitorano ci mostrano un fenomeno diverso, altrettanto interessante: un ampio foro coronale rivolto proprio verso la Terra.

Ma di cosa si tratta?
I fori coronali sono zone della corona solare – lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole – che appaiono più scure nelle immagini ai raggi ultravioletti. In queste aree il campo magnetico solare è “aperto”, cioè non intrappola il plasma come avviene altrove, e lascia quindi fluire nello spazio il cosiddetto vento solare in maniera più rapida e diretta.

Quando un foro coronale si affaccia verso la Terra, questo vento solare ad alta velocità può raggiungerci dopo pochi giorni di viaggio nello spazio. È un fenomeno naturale e ricorrente, che fa parte della normale attività della nostra stella.

Cosa comporta per noi?
Nella maggior parte dei casi, l’impatto di un flusso di vento solare proveniente da un foro coronale non ha effetti tangibili sulla vita quotidiana. Le conseguenze più comuni sono:
-> aurore polari più intense alle alte latitudini, grazie all’interazione del vento solare con il campo magnetico terrestre;
-> possibili disturbi minimi e temporanei alle comunicazioni radio o ai satelliti, ma solo in caso di flussi particolarmente energici.

È bene sottolinearlo: non parliamo di rischi per le persone o per le infrastrutture, ma di fenomeni affascinanti che mostrano quanto sia dinamico il rapporto tra Sole e Terra.

Un Sole “in pausa”
In assenza di brillamenti intensi e con le macchie solari in calo, questa fase ci offre un quadro relativamente tranquillo del ciclo solare. Nonostante ciò, i fori coronali ci ricordano che l’attività della nostra stella non si ferma mai e continua a regalarci spunti di osservazione e di curiosità scientifica.

Nei prossimi giorni, quindi, potremmo leggere di nuove aurore particolarmente spettacolari in Scandinavia, Canada o Alaska. Da noi, in Emilia, non noteremo nulla di visibile, ma sarà comunque interessante sapere che ciò che accade sulla superficie del Sole può avere riflessi, anche piccoli, sul nostro pianeta.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Galleria

Notizie correlate

Il motore invisibile della biodiversità: perché la Giornata Mondiale delle Api riguarda tutti noi

Il motore invisibile della biodiversità: perché la Giornata Mondiale delle Api riguarda tutti noi

In occasione della Giornata Mondiale delle Api, lo straordinario scatto macro di Michele Sensi ci offre una prospettiva privilegiata su una delle creature più operose, affascinanti e, purtroppo, minacciate del nostro pianeta. Immortalata con precisione chirurgica mentre si posa su un fiore giallo, questa ape ci ricorda che la bellezza della natura si nasconde spesso nei dettagli più piccoli. Troppo spesso guardiamo a questi insetti con una punta di timore, associandoli quasi esclusivamente alla paura del loro pungiglione. Eppure, dietro quel piccolo ronzio si cela il vero e proprio motore invisibile che garantisce la buona salute dell'ambiente e la sopravvivenza stessa dell'essere umano.

Leggi tutto
Il tetto dell'Appennino: segreti geologici e di storia del Monte Cimone

Il tetto dell'Appennino: segreti geologici e di storia del Monte Cimone

Se il Monte Cusna è il "Gigante" che riposa, il Monte Cimone (2165 metri) è l'indiscusso monarca del nostro Appennino. La sua sagoma massiccia e la caratteristica vetta tronca dominano il panorama modenese e sono visibili, nelle giornate limpide, da mezza Pianura Padana fino alle Alpi. Ma qual è la vera natura di questa montagna? Ha una storia simile a quella del Cusna? E cosa c’è di vero dietro i racconti sui suoi profondi mutamenti durante la Seconda Guerra Mondiale? Viaggiamo nel tempo per scoprire i segreti della vetta più alta dell'Appennino settentrionale.

Leggi tutto
Quando il Föhn "pulisce" il cielo: l'analisi del fronte temporalesco di stamattina

Quando il Föhn "pulisce" il cielo: l'analisi del fronte temporalesco di stamattina

La mattinata di oggi sulla provincia di Reggio Emilia ci ha regalato una lezione di meteorologia a cielo aperto. Chi vive sulla fascia pedecollinare e in collina ha assistito a un cambio di scenario repentino: nel giro di pochi minuti, l'umidità della pianura è stata spazzata via da un'irruzione d'aria secca e turbolenta, che ha generato un breve ma scenografico rovescio di pioggia.

Leggi tutto
Dall'Appennino alle Alpi: il Reggiano nella morsa del vento tra Libeccio e Foehn

Dall'Appennino alle Alpi: il Reggiano nella morsa del vento tra Libeccio e Foehn

L'atmosfera sopra la Pianura Padana è in queste ore un campo di battaglia invisibile, dove le correnti d'aria devono fare i conti con la complessa orografia del Nord Italia. Una vasta discesa d'aria fredda sta attraversando il cuore dell'Europa, spingendosi oltre l'arco alpino e attivando due scenari diversi, ma accomunati da un unico grande protagonista: il vento impetuoso.

Leggi tutto