Come si classificano i temporali? Una guida per usare i termini giusti senza esagerazioni
Quando assistiamo a un temporale, spesso sui social e nei notiziari leggiamo parole come "tempesta", "supercella", "bomba d'acqua". Ma siamo sicuri che stiamo usando i termini corretti? In meteorologia, esiste una classificazione ben precisa dei temporali, basata su criteri scientifici che aiutano a descrivere i fenomeni in modo corretto, evitando inutili sensazionalismi...
Quando assistiamo a un temporale, spesso sui social e nei notiziari leggiamo parole come "tempesta", "supercella", "bomba d’acqua". Ma siamo sicuri che stiamo usando i termini corretti? In meteorologia, esiste una classificazione ben precisa dei temporali, basata su criteri scientifici che aiutano a descrivere i fenomeni in modo corretto, evitando inutili sensazionalismi.
Conoscere questa classificazione ci permette di comprendere meglio ciò che accade in cielo e di comunicare in maniera più precisa anche durante eventi intensi.
Le categorie di temporale
⛈️ Temporale ordinario
È il più comune e di solito anche il meno pericoloso.
-> Durata: pochi minuti, al massimo mezz'ora.
-> Pioggia: moderata o intensa ma limitata nel tempo.
-> Vento: raffiche contenute, generalmente sotto i 50 km/h.
-> Grandine: assente o molto piccola (inferiore a 1 cm).
-> Fulmini: pochi e distanziati.
Questo è il classico temporale estivo pomeridiano che rinfresca l’aria ma raramente crea problemi.
⛈️ Temporale moderato
Quando il temporale diventa più organizzato e localmente più intenso.
-> Durata: fino a un’ora.
-> Pioggia: intensa, con rischio di allagamenti in zone vulnerabili.
-> Vento: raffiche fino a 80 km/h.
-> Grandine: possibile, chicchi fino a 2 cm di diametro.
-> Fulmini: frequenti, possono colpire il suolo.
Sono eventi che possono causare qualche disagio, soprattutto per le forti raffiche o le strade allagate.
⛈️⛈️ Temporale forte
Fenomeni potenzialmente pericolosi.
-> Durata: può superare l’ora.
-> Pioggia: molto intensa, anche con oltre 30 mm di accumulo in poco tempo.
-> Vento: raffiche superiori agli 80 km/h.
-> Grandine: frequente, con chicchi tra 2 e 5 cm di diametro.
-> Fulmini: numerosi e vicini.
Sono temporali in grado di causare danni localizzati, con forte attività elettrica, grandinate rilevanti e possibili blackout.
⛈️⛈️ Temporale severo o supercellulare ⛈️⛈️
Sono i temporali più violenti e pericolosi, fortunatamente rari.
-> Durata: anche per diverse ore, possono percorrere decine di chilometri.
-> Pioggia: torrenziale, con accumuli localmente estremi.
-> Vento: raffiche oltre i 100-120 km/h, con rischio di trombe d’aria o downburst.
-> Grandine: molto probabile, spesso con chicchi superiori a 5 cm.
-> Fulmini: frequenza altissima, un vero spettacolo continuo.
Le supercelle sono responsabili degli eventi più distruttivi: allagamenti, danni a tetti e colture, black-out, trombe d’aria.
Evitiamo il sensazionalismo
Quando cade molta pioggia in poco tempo, spesso si parla impropriamente di “bomba d’acqua”. Questo termine non esiste nella scienza meteorologica: il termine corretto è “rovescio intenso” o “pioggia torrenziale”.
Non tutti i temporali sono tempeste: questa parola va riservata a fenomeni di particolare violenza o estensione.
Le supercelle sono rarissime: chiamare così ogni temporale forte è un errore.
Sapere come chiamare un evento meteorologico nel modo corretto aiuta tutti a comprenderlo meglio e ad affrontarlo con la giusta attenzione, senza inutili allarmismi.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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