Anatomia di una Supercella: cosa succede dentro un gigante del cielo?
Due notti fa, i cieli del veronese sono stati teatro di uno spettacolo della natura tanto affascinante quanto potente. Grazie all'occhio esperto di Michele Sensi (Staff Meteo Reggio), che ha immortalato il cuore pulsante della tempesta, e alla "traduzione" grafica di Matteo Benevelli (Staff Meteo Reggio), oggi vi portiamo letteralmente dentro la macchina termica di un temporale.
La differenza tra un temporale e una "Supercella"
Non tutti i temporali sono uguali. Quello che vedete in queste foto è una Supercella, la "regina" delle tempeste. A differenza di un temporale comune, la supercella possiede un cuore che ruota: il Mesociclone. È proprio questa rotazione che permette alla struttura di auto-alimentarsi per ore, separando le correnti che salgono da quelle che scendono ed evitando che il temporale "soffochi" se stesso.
La "Fabbrica della Grandine"
Osservando l'infografica, noterete la linea dei 4.000 metri. Poco sotto avevamo un confine critico: lo Zero Termico.
L'ascensore: l'aria calda (Inflow) sale così forte da mantenere i chicchi di grandine sospesi oltre i 4.000 metri, dove le temperature sono ampiamente sotto lo zero.
L'accrescimento: il chicco fa su e giù come in una lavatrice: scende, si bagna, viene risucchiato su dall'Updraft e congela di nuovo, aggiungendo uno strato di ghiaccio (come una cipolla).
La caduta: solo quando il peso del ghiaccio vince la forza della corrente ascensionale, la grandine precipita a terra. Più forte è l'Updraft che vedete indicato in arancione, più grossi saranno i chicchi che riuscirà a "tenere a galla" prima della caduta finale.
Il vento: la differenza tra Tromba d'aria e Downburst
Molti utenti spesso confondono i forti venti temporaleschi con i tornado. Guardando le frecce blu del Downdraft, possiamo capire la differenza:
Il Downburst: é quel vento che "picchia" verticalmente verso il suolo e poi schizza via in orizzontale in tutte le direzioni. È aria fredda e densa che cade come un secchio d'acqua rovesciato. Può superare i 100-120 km/h e causare danni simili a un tornado, ma soffia in linea retta.
Il Tornado: nasce solo se la base del Mesociclone (la zona rossa in grafica) riesce a restringersi e toccare terra, creando un vortice aspirante.
I fulmini: lampadine giganti
Nella foto "pulita" noterete dei bagliori che illuminano la nube dall'interno. Sono fulmini intra-nube. La tempesta è così densa di particelle di ghiaccio che sfregano tra loro da creare una carica elettrica immensa. Questi lampi "accendono" la supercella dall'interno, rivelandone la struttura torreggiante anche nel cuore della notte.
Conclusione
Dietro un "semplice" lampo si nasconde un'architettura complessa e meravigliosa. Osservare questi fenomeni con consapevolezza ci aiuta non solo ad apprezzarne la bellezza, ma anche a capire perché le allerte meteo siano fondamentali: quando un gigante del genere si muove verso le nostre zone, l'energia in gioco è paragonabile a quella di una piccola centrale elettrica.
METEOREGGIO.IT
Foto di: Michele Sensi
Grafica e Didattica: Matteo Benevelli Staff Meteo Reggio
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