AR 4366 si avvicina al tramonto
Questa bellissima fotografia di Michele cattura il Sole in un momento di apparente quiete, ma la realtà è ben diversa. Grazie al filtro naturale della nebbia reggiana, che ha agito come un oscurante perfetto, possiamo osservare a occhio nudo (ma sempre con la protezione della fotocamera!) la complessa architettura della stella, dominata dalla regione AR 4366. Regione estremamente attiva che non ha prodotto eventi tangibili, ma che è stata per diversi giorni ben orientata verso la Terra.
Questa bellissima fotografia di Michele cattura il Sole in un momento di apparente quiete, ma la realtà è ben diversa. Grazie al filtro naturale della nebbia reggiana, che ha agito come un oscurante perfetto, possiamo osservare a occhio nudo (ma sempre con la protezione della fotocamera!) la complessa architettura della stella, dominata dalla regione AR 4366.
Ecco un'analisi di ciò che vediamo e di cosa è accaduto in questi giorni di intensa attività solare:
Nella foto, la macchia solare AR 4366 è chiaramente visibile in alto a destra, pronta a "tramontare" dietro il bordo del disco solare a causa della rotazione della stella. Nonostante stia uscendo di scena, il suo passaggio è stato tutt'altro che silenzioso.
Questa regione ha scatenato una sequenza impressionante di brillamenti, tra cui spicca l'evento di classe X 8.1 registrato l'1 febbraio. Sebbene sia stata una delle zone più attive dell'attuale ciclo solare, non ha prodotto espulsioni di massa coronale (CME) dirette verso di noi con la stessa forza di quelle di gennaio.
Cosa sono quelle "macchie" scure?
Le macchie solari come la AR 4366 non sono buchi, ma zone dove il campo magnetico è talmente intenso da inibire la risalita del calore dall'interno del Sole.
Appaiono scure solo per contrasto: sono più "fredde" rispetto al resto della superficie (circa 3.500°C contro i 5.500°C della fotosfera circostante).
Quando le linee di questi campi magnetici si intrecciano e si spezzano, rilasciano l'energia che vediamo sotto forma di brillamenti.
Molti speravano che la potenza della AR 4366 portasse nuove aurore boreali sui cieli di Reggio Emilia, simili a quelle spettacolari del 19-21 gennaio. Tuttavia, la fisica solare è complessa:
-> A gennaio, le eruzioni sono state "eruttive", lanciando verso la Terra una massa enorme di plasma.
-> Con la AR 4366, l'energia è rimasta spesso confinata vicino alla superficie solare, regalandoci dati record ma meno "effetti speciali" nei nostri cieli.
Notizie correlate
La “medusa spaziale” di SpaceX: perché un razzo può disegnare nel cielo una nube luminosa
Nei giorni scorsi sui social è comparso un video spettacolare, girato da Angie Away & Rae Away a Jacksonville, in Florida: nel cielo ancora buio dell’alba si apre un’enorme nube luminosa a forma di medusa, con un “ombrello” bianco-azzurro e una scia rosata. A produrla è stato un razzo Falcon 9 di SpaceX, e non c’è nulla di misterioso.
Leggi tutto
Aurora boreale sulle Dolomiti: la tempesta solare ha fatto il salto di livello
Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre la tempesta geomagnetica è passata da un livello minore a una tempesta forte, e la sera il cielo sopra le Alpi si è tinto di rosa e di rosso. Vediamo che cosa è successo, cosa raccontano i dati del NOAA e cosa hanno ripreso le webcam delle cime più alte delle Dolomiti.
Leggi tutto
Tempesta solare in arrivo: il Sole ha lanciato l’attacco, ma le aurore restano un sogno lontano
Nel pomeriggio di giovedì 8 ottobre il Sole ha emesso un brillamento di classe M6.7. Quell’energia ha viaggiato nello spazio per circa due giorni e in queste ore sta raggiungendo la Terra. Vediamo cosa sta succedendo, cosa possiamo aspettarci e se ha senso scrutare il cielo del Nord in cerca di aurore.
Leggi tutto
Tempeste 2026-2027: ecco i nomi ufficiali (e come riconoscere quelli “finti”)
Ogni volta che il meteo si fa serio, spunta un nome: Vaia, Harry e via dicendo. E quasi sempre ne compaiono due o tre diversi per lo stesso evento, con siti e social che ne inventano altri ancora. Mettiamo un po’ d’ordine, perché da poco le fonti ufficiali hanno pubblicato l’elenco dei nomi che potrebbero accompagnarci da settembre 2026 ad agosto 2027.
Leggi tutto