Viaggio tra i venti e le nuvole: una giornata di Garbino sull’Appennino Reggiano
Questa splendida immagine catturata dalla nostra webcam sulle prime colline reggiane, con vista verso sud sull'Appennino, ci racconta una storia di venti, temperature e umidità che si intrecciano nei diversi strati dell'atmosfera, dando vita a un affascinante spettacolo di nuvole. Da tutto il giorno abbiamo due fasce di nubi ben distinte ...
Questa splendida immagine catturata dalla nostra webcam sulle prime colline reggiane, con vista verso sud sull'Appennino, ci racconta una storia di venti, temperature e umidità che si intrecciano nei diversi strati dell'atmosfera, dando vita a un affascinante spettacolo di nuvole.
Da tutto il giorno abbiamo due fasce di nubi ben distinte
L’aspetto più curioso della fotografia è la presenza di due linee parallele di nubi, quasi come se il cielo fosse disegnato con un righello. Questa configurazione è il risultato dell’interazione tra diversi strati atmosferici con differenti caratteristiche di vento, temperatura e umidità.
Il ruolo del vento di Garbino
Al suolo, soffia deciso il Garbino, noto anche come Favonio: un vento caldo e secco di caduta che scende dai rilievi appenninici verso la pianura. Questo vento si forma quando l’aria, spinta dai venti in quota, scavalca la catena montuosa e precipita lungo il versante opposto, comprimendosi e riscaldandosi rapidamente. È lo stesso meccanismo che sulle Alpi genera il Föhn.
Il Garbino solitamente è responsabile di giornate limpide e dalle temperature elevate che spesso si registrano sulla pianura in primavera.
I venti in quota: una danza su più livelli
A 5.000 metri di altitudine, soffia un vento a circa 80 km/h, mentre oltre i 7.000 metri la velocità supera i 100 km/h da est. Questa sovrapposizione di correnti crea delle zone di turbolenza e di sollevamento forzato che favoriscono la formazione di nubi organizzate in strati paralleli, come quelle visibili nella foto.
Nonostante l’atmosfera sia generalmente secca, attorno ai 5.000 metri si registra un’umidità dell’84%, sufficiente per permettere la condensazione del vapore acqueo e la nascita di questi banchi nuvolosi.
Lo zero termico e le condizioni in alta quota
Lo zero termico è a circa 4.000 metri, cioè è la quota oltre la quale le temperature scendono sotto lo zero. A 7.000 metri, la temperatura è di circa -23°C: valori tipici che indicano aria fredda in alta quota, ma senza condizioni favorevoli alla formazione di temporali o nubi verticali di forte sviluppo.
Perché si formano le nuvole su più livelli?
La presenza di venti paralleli ma con velocità diverse in quota, abbinata a sottili strati umidi e al vento di Garbino che risucchia aria dal basso, favorisce la formazione di nubi stratificate (come altocumuli e stratocumuli) che appaiono come linee parallele. Questo fenomeno è legato al sollevamento orografico e alla dinamica dei venti in quota.
Curiosità:
-> Il Garbino è spesso percepito come un vento caldo e "fastidioso" nelle zone di pianura, ma in montagna può portare giornate limpide e una visibilità straordinaria.
-> Le bande parallele di nubi che si vedono in giornate come questa possono essere un segnale di onde orografiche, un fenomeno che può essere sfruttato dai piloti di aliante per volare per centinaia di chilometri senza motore.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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