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Quegli strani Mammathus che non seguono un sistema temporalesco

Quella che vediamo nella foto è un'immagine davvero suggestiva del cielo sopra Reggio Emilia. Le formazioni che si notano sono effettivamente nubi mammatus, ma con una genesi leggermente diversa da quelle che associamo solitamente ai temporali estivi. Ecco perché si formano e cosa sta succedendo a 4.200 metri:

Quegli strani Mammathus che non seguono un sistema temporalesco

La fisica del "rovesciamento"

Mentre la maggior parte delle nuvole si forma per aria che sale e si raffredda, le mammatus si formano per aria che scende.In questo caso, le velature (probabilmente altostratus o cirrostratus) contengono cristalli di ghiaccio o goccioline d'acqua. Quando una parte di questa nube, più densa o fredda, inizia a scendere nell'aria più secca sottostante, l'evaporazione o la sublimazione del ghiaccio raffredda ulteriormente l'aria. L'aria raffreddata diventa più pesante e "affonda" rapidamente, creando queste caratteristiche protuberanze verso il basso, simili a sacche.

Perché sono lì se non c'è un temporale?

Siamo abituati a vedere le mammatus sotto l'incudine di un cumulonembo (dove l'instabilità è estrema), ma possono formarsi sotto ogni tipo di nube se c'è un forte gradiente di umidità e temperatura:

-> Instabilità medio-alta: a 4.200 metri, l'aria di oggi è satura di umidità all'interno della nube, ma molto secca subito sotto. Questo contrasto accelera la discesa delle "sacche" d'aria.

-> Turbolenza orografica: Essendo in una zona collinare/pedemontana, il sollevamento dell'aria contro i rilievi può creare onde d'urto invisibili che increspano la base delle nubi, favorendo questa forma a lobi.

In sostanza, non sono "figlie" di un temporale imminente in loco, ma testimoniano una forte turbolenza e instabilità nei medi livelli dell'atmosfera.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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