Vai al contenuto principale

Lazzaro Spallanzani: il reggiano che svelò i segreti della vita (e conquistò la Luna)

Il 12 febbraio non è una data qualunque per la scienza reggiana e mondiale: è l'anniversario della scomparsa di Lazzaro Spallanzani (1729-1799), l'uomo che trasformò la curiosità in un metodo infallibile. Nato a Scandiano, lo "Scandianese" non fu solo un professore, ma un pioniere che usò il rigore della fisica per interrogare la biologia.

Lazzaro Spallanzani: il reggiano che svelò i segreti della vita (e conquistò la Luna)

Il 12 febbraio non è una data qualunque per la scienza reggiana e mondiale: è l'anniversario della scomparsa di Lazzaro Spallanzani (1729-1799), l'uomo che trasformò la curiosità in un metodo infallibile. Nato a Scandiano, lo "Scandianese" non fu solo un professore, ma un pioniere che usò il rigore della fisica per interrogare la biologia.

Un metodo d'acciaio contro il pregiudizio

Spallanzani è considerato il padre della biologia sperimentale. Fu lui a infliggere il colpo di grazia alla teoria della "generazione spontanea": dimostrò che la vita non nasce dal nulla, ma da altra vita, anticipando di un secolo le scoperte di Pasteur. Senza i suoi esperimenti sulle bolliture e sui contenitori sigillati, oggi non avremmo i concetti di sterilizzazione e pastorizzazione.

Dalla digestione (scoprì che è un processo chimico dovuto ai succhi gastrici) alla circolazione sanguigna, Spallanzani osservò tutto sotto la lente del suo microscopio, non accettando mai una verità che non potesse essere riprodotta in laboratorio.

Lo scienziato con la valigia: tra vulcani e tempeste

Spallanzani non fu un accademico "da scrivania"; per lui, il mondo intero era un laboratorio a cielo aperto. I suoi viaggi naturalistici furono vere e proprie spedizioni scientifiche, affrontate con una resistenza fisica fuori dal comune.

-> Le due Sicilie e l'Etna: nel 1788 intraprese un celebre viaggio nel Sud Italia per studiare i fenomeni vulcanici. Fu tra i primi a scalare l'Etna e lo Stromboli in attività, non per ammirare il panorama, ma per misurare temperature, raccogliere campioni di gas e studiare la fusione delle lave, gettando le basi della vulcanologia moderna.

-> Costantinopoli e i Balcani: in un lungo viaggio verso l'Oriente (1785), annotò minuziosamente osservazioni meteo-climatiche, botaniche e geologiche, attraversando territori allora selvaggi e documentando specie marine sconosciute nel Mar di Marmara.

-> L'Appennino e il "suo" mare: Esplorò a fondo le nostre montagne reggiane e la Liguria (celebre il suo soggiorno a Portovenere), dove studiò le spugne e le torpedini.

In ogni spostamento, Spallanzani portava con sé barometri e termometri: il suo scopo era comprendere le leggi della natura ovunque si manifestassero, che fosse nel soffio di un vulcano o nel microclima di una grotta appenninica.

Un nome tra le stelle e i crateri

L'importanza di uno scienziato si misura anche dai tributi che le generazioni successive gli hanno dedicato. Il nome di Spallanzani ha varcato i confini terrestri:

-> Sulla Luna: esiste un cratere Spallanzani situato nell'emisfero sud del nostro satellite.
-> Su Marte: anche il Pianeta Rosso ospita un cratere Spallanzani, a testimonianza di come le sue basi sulla ricerca della vita siano fondamentali per l'astrobiologia.
-> Nello Spazio: gli è stato dedicato l'asteroide 10350 Spallanzani.

Il tributo della Natura: specie e scoperte

Gli scienziati che hanno proseguito i suoi studi hanno voluto onorarlo battezzando diverse specie con il suo nome. Tra queste troviamo:

-> Sabella spallanzanii: un magnifico verme marino polichete, noto come "pavone di mare", caratterizzato da un apparato filtrante a spirale che ricorda l'eleganza delle sue osservazioni marine.
-> Ameles spallanzania: una mantide nana europea o mantide di Spallanzani, diffusa in Europa e in Nord Africa.

L'eredità oggi

Oggi, oltre all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive di Roma che porta orgogliosamente il suo nome (in prima linea durante le recenti emergenze sanitarie), Spallanzani vive nei Musei Civici di Reggio Emilia. La sua "collezione", rimasta pressoché intatta, è un viaggio nel tempo che mostra come un uomo del '700 fosse già proiettato nel futuro della medicina e della biologia moderna.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Galleria

Notizie correlate

Meteo Reggio "apre gli occhi" su Casalgrande: ecco la 16ª webcam!

Meteo Reggio "apre gli occhi" su Casalgrande: ecco la 16ª webcam!

Il nostro progetto di monitoraggio del territorio non si ferma mai. Anzi, a 20 anni dalla nascita di Meteo Reggio, la voglia di crescere e offrire una finestra tecnologica sulla nostra provincia "arde" più che mai. Oggi pomeriggio abbiamo ufficialmente inaugurato la nostra sedicesima webcam, un nuovo occhio elettronico che si affaccia sul cielo di Casalgrande e sul cuore del comprensorio ceramico.

Leggi tutto
Sentinelle Digitali: il ruolo delle webcam nel monitoraggio del territorio e dell'Antincendio Boschivo

Sentinelle Digitali: il ruolo delle webcam nel monitoraggio del territorio e dell'Antincendio Boschivo

Proprio oggi, 8 aprile, la Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente attivato la "fase di attenzione" per il rischio incendi boschivi nelle province emiliane, inclusa Reggio Emilia. Una decisione figlia di temperature sopra la media e di una vegetazione che, seppur apparentemente umida, presenta sottoboschi pronti a innescarsi. Mentre la macchina della prevenzione si mette in moto, un evento di cronaca avvenuto stamattina tra Cadelbosco e Castelnovo di Sotto ha dimostrato l’efficacia degli investimenti tecnologici messi in campo da Meteo Reggio in collaborazione con il Coordinamento Provinciale di Protezione Civile.

Leggi tutto
Un "Regalo di Pasqua" a quota 1.700m: Meteo Reggio sbarca sul Monte La Nuda!

Un "Regalo di Pasqua" a quota 1.700m: Meteo Reggio sbarca sul Monte La Nuda!

Il 2026 si sta confermando un anno senza sosta per il nostro progetto. Dopo il recente "taglio del nastro" digitale per il nuovissimo sito web e l’attivazione della spettacolare vista a 180° sulla Valle del Tassobbio (Casina), oggi facciamo un balzo verso l’alto, molto in alto. In questa giornata di giovedì 2 aprile, grazie all'aiuto stoico di Marco Ferrarini, abbiamo ufficialmente acceso la nostra telecamera più "meridionale" di sempre. Ci troviamo sul fianco settentrionale del Monte La Nuda, a quota 1.700 metri, pronti a monitorare in tempo reale l’Alta Valle del Secchia e il comprensorio di Cerreto Laghi.

Leggi tutto
20 Marzo: Perché la Primavera ha "fretta"?

20 Marzo: Perché la Primavera ha "fretta"?

Buon equinozio! E che meraviglia da satellite, lo scatto di oggi è spettacolare: mostra perfettamente il "terminatore", ovvero la linea d'ombra che oggi taglia la Terra esattamente in due, collegando il Polo Nord al Polo Sud. Ma perché arriva il 20 e non il 21 marzo l'equinozio? Eccovi qualche informazione per spiegare questo "anticipo" e il fascino astronomico e culturale di questa giornata.

Leggi tutto