Grande eruzione solare in viaggio: l'onda d'urto di una grande CME sfreccia verso la Terra
Il Sole torna a far parlare di sè, questa mattina, 11 novembre 2025, è stata segnata da uno dei più potenti eventi solari registrati nel ciclo attuale. I dati e le immagini rilasciate dallo Space Weather Prediction Center (SWPC) confermano l'eccezionalità dell'evento, con effetti già percepiti sulla Terra e un massiccio impatto in arrivo. Un Brillamento da record (X5.16) ...
Questa mattina, 11 novembre 2025, è stata segnata da uno dei più potenti eventi solari registrati nel ciclo attuale. I dati e le immagini rilasciate dallo Space Weather Prediction Center (SWPC) confermano l'eccezionalità dell'evento, con effetti già percepiti sulla Terra e un massiccio impatto in arrivo.
Un Brillamento da record (X5.16)
L'attività è scaturita dalla Regione 4274 di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, un'area di macchie solari estremamente attiva, e ha raggiunto il suo culmine alle 11:00 UTC con un potentissimo Brillamento Solare di classe X5.16.
La classe X indica i flare (o brillamenti) più intensi. Un evento di intensità 5 è eccezionale e si traduce in un livello R5 (Estremo) sulla scala di NOAA per i blackout radio.
Oscuramento Coronale (Coronal Dimming): l'immagine satellitare conferma la potenza dell'eruzione: l'Oscuramento Coronale—una vasta area scura sulla superficie solare visibile nell'immagine—è il segno inconfutabile che una quantità colossale di materiale è stata espulsa con forza dalla corona.
L'intensità del brillamento X5.16 ha immediatamente causato un Blackout Radio di Livello R5 (Estremo) sulla faccia della Terra esposta al Sole in quel momento.
Questi blackout colpiscono le comunicazioni radio ad alta frequenza (HF) utilizzate da aviazione, radioamatori, e servizi marittimi, rendendole inaffidabili o completamente impossibili per diverse ore nelle regioni interessate. L'immagine mostra come l'area di massima influenza si sia estesa ampiamente sul quadrante terrestre colpito.
E presto arriverà lei... la CME Veloce:
In associazione al brillamento, è stata espulsa una delle più veloci Eiezioni di Massa Coronale (CME) osservate nel periodo recente. Le immagini del coronografo (GOES-19 CCOR-1) mostrano una CME ad "alone", ovvero un'espulsione che si propaga a 360° e ha una componente diretta verso la Terra.
L'onda d'urto sta viaggiando a circa 7.1 milioni di km/h. L'impatto con il campo magnetico terrestre è atteso tra le ore tarde della sera di oggi, 11 novembre, e le prime ore del mattino di domani, 12 novembre.
Allerta G4/G5: L'energia e la velocità di questa CME hanno sollevato la possibilità di una Tempesta Geomagnetica di classe G4 (Grave) o, nel peggiore dei casi, G5 (Estrema), una classe riservata agli eventi più rari e potenti.
Aurora Boreale: c'è speranza per Reggio Emilia?
La domanda è legittima: un evento così potente può rendere l'aurora boreale visibile a latitudini insolitamente basse, come quella della provincia di Reggio Emilia (Latitudine Geografica ∼44.7° N)
La risposta è: le probabilità sono molto basse, ma non nulle.
Per vedere l'aurora in Italia, che si trova a una latitudine geomagnetica relativamente bassa, è necessario che si verifichi una tempesta geomagnetica eccezionalmente forte, di classe G5 (Estrema).
-> Con una tempesta G4, l'aurora si spinge in genere fino al Nord degli Stati Uniti o nel Centro Europa, ben oltre l'Italia.
-> Quando la tempesta raggiunge l'intensità G5, sono maggiorli le possibilità di registrare aurore visibili a occhio nudo in zone dell'Italia settentrionale, solitamente come un debole bagliore rossastro molto basso sull'orizzonte settentrionale.
Data l'eccezionale potenza di questa CME e la possibilità che si inneschi una tempesta G5, si può tenere d'occhio l'orizzonte Nord nelle notti del 11 e 12 novembre. Tuttavia, la visibilità sarebbe estremamente difficile e richiederebbe condizioni di cielo notturno perfette, lontano da qualsiasi inquinamento luminoso. È un'occasione rara, ma gli occhi restano puntati sul cielo. La Luna calante in una posizione molto "settentrionale" non sarà d'aiuto, ma incrociamo le dita.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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