Éowyn, Herminia ... e Ivo
Tre grandi cicloni hanno preso forma in una piccolissima finestra temporale, prima il violentissimo ciclone Éowyn che con i suoi venti da record ha impattato contro l'Irlanda, poi Herminia che ha alimentato il vento di Garbino che ha investito la nostra provincia ed ora si prepara il ciclone Ivo che dovrebbe essere un po' meno fastidioso per il nostro territorio. Ma cosa sono i cicloni?
Tre grandi cicloni hanno preso forma in una piccolissima finestra temporale, prima il violentissimo ciclone Éowyn che con i suoi venti da record ha impattato contro l'Irlanda, poi Herminia che ha alimentato il vento di Garbino che ha investito la nostra provincia ed ora si prepara il ciclone Ivo che dovrebbe essere un po' meno fastidioso per il nostro territorio.
Ma cosa sono i cicloni?
Un ciclone è una vasta area di bassa pressione atmosferica caratterizzata da venti che ruotano attorno al suo centro. Hanno una forma a spirale a causa della forza di Coriolis, un effetto derivante dalla rotazione terrestre. Questo fenomeno fa sì che i venti, invece di fluire direttamente verso il centro della bassa pressione, vengano deviati e si organizzino in un movimento rotatorio.
Pertanto proviamo a fare un po' di chiarezza:
Come ruotano i cicloni nei due emisferi?
- Emisfero Boreale (Nord): i cicloni ruotano in senso antiorario (verso sinistra)
- Emisfero Australe (Sud): i cicloni ruotano in senso orario (verso destra)
Perché hanno questa forma?
Bassa pressione centrale -> Un ciclone si forma attorno a un'area di bassa pressione, dove l'aria calda e umida sale verso l'alto.
Forza di Coriolis -> Poiché la Terra ruota, i venti vengono deviati: nell’emisfero nord verso destra e in quello sud verso sinistra. Questo crea un movimento a spirale che si autoalimenta, facendo ruotare il ciclone attorno al suo centro.
Convergenza e rotazione -> L'aria che affluisce verso il centro del ciclone viene progressivamente curvata, generando le classiche bande nuvolose spiraliformi visibili nelle immagini satellitari.
Perché avevano nomi femminili?
I cicloni hanno spesso nomi femminili perché, storicamente, le prime convenzioni di denominazione usavano nomi di donne. Tuttavia, oggi i nomi sono sia maschili che femminili e vengono assegnati seguendo liste predefinite.
L'uso di nomi femminili per i cicloni risale alla tradizione dei meteorologi militari statunitensi durante la Seconda Guerra Mondiale, che chiamavano le tempeste con nomi di donne (spesso ispirati a mogli o fidanzate). Questo sistema venne ufficializzato nel 1953 dal National Hurricane Center (NHC) degli Stati Uniti.
Tuttavia, a partire dal 1979, per equità, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha introdotto l'alternanza tra nomi maschili e femminili nelle liste ufficiali.
Esistono sei liste nomi che ruotano ogni anno; ogni sei anni, perciò, i nomi delle tempeste tropicali atlantiche si ripetono. I nomi sono disposti in ordine alfabetico, uno per ogni lettera dalla A alla W saltando la Q e la U; vengono alternati nomi maschili a nomi femminili.
Cicloni e cambiamenti climatici
Con il riscaldamento globale, gli oceani diventano più caldi e i cicloni tropicali possono diventare più intensi e frequenti, causando:
❗ Piogge torrenziali e alluvioni
❗ Venti sempre più forti
❗ Distruzione di coste e isole
Tipi di cicloni
I cicloni possono essere di diversi tipi, a seconda della loro origine e delle caratteristiche atmosferiche:
-> Cicloni extratropicali (o depressioni)
Si formano nelle medie e alte latitudini (oltre i 30° di latitudine). Sono tipici delle perturbazioni delle nostre latitudini, spesso associati a fronti freddi e caldi. Possono portare piogge intense, venti forti e tempeste. Esempio: le perturbazioni atlantiche che colpiscono l’Europa.
-> Cicloni tropicali (uragani, tifoni, cicloni tropicali)
Si formano nelle zone tropicali (tra 5° e 30° di latitudine). Nascono su oceani molto caldi (>26°C), alimentandosi dall'evaporazione dell'acqua. Possono trasformarsi in uragani (nell’Atlantico), tifoni (nel Pacifico) o cicloni tropicali (nell’Oceano Indiano). Hanno una struttura ben definita con un occhio centrale. Esempio: l’uragano Katrina (2005).
-> Cicloni subtropicali
Sono un mix tra cicloni extratropicali e tropicali. Non hanno un vero e proprio occhio come gli uragani ma possono generare piogge e venti intensi.
-> Cicloni polari
Si sviluppano vicino ai poli terrestri e hanno vita breve. Possono portare bufere di neve e venti forti nelle regioni artiche e antartiche.
WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Notizie correlate
Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria
Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.
Leggi tutto
Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.
Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.
Leggi tutto
Al via l'esercitazione nazionale "Exe Po 2026": macchine dei soccorsi alla prova sul Grande Fiume (anche a Reggio Emilia)
Ha preso ufficialmente il via oggi, 25 giugno, una delle più importanti e complesse attività di addestramento della Protezione Civile a livello nazionale. Si chiama “Exe Po 2026” e, fino al 27 giugno, vedrà l'Emilia-Romagna fare squadra con Piemonte, Lombardia e Veneto per simulare la risposta a una straordinaria e complessa ondata di piena del fiume Po. L'evento è coordinato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, in stretta collaborazione con l'AiPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le quattro Regioni coinvolte. L'obiettivo principale è testare sul campo modelli d’intervento, flussi di comunicazione e la sinergia tra i vari livelli istituzionali di fronte a un rischio alluvionale, idrogeologico e idraulico su vasta scala.
Leggi tutto
Il tuo nome a un milione di miglia dalla Terra: Vola nello spazio profondo con il Telescopio Roman della NASA!
L'iniziativa gratuita per ottenere il proprio "Boarding Pass" spaziale. Scopri la storia travagliata, le tecnologie rivoluzionarie e come imbarcarti gratuitamente in questa straordinaria missione scientifica.
Leggi tutto