Dalla “gentile estate anni '90” alla rimonta del caldo africano
In quest'ultima settimana, l’Europa centro-occidentale — e con essa l’Italia settentrionale — ha vissuto giornate che ricordano da vicino le estati “di una volta”: temperature contenute, temporali pomeridiani e notti fresche. Il merito (o la colpa, a seconda dei punti di vista) va attribuito a Gabriel, un ciclone di origine atlantica che ha stazionato a lungo sul cuore del continente, mantenendo una certa instabilità diffusa e frenando l’avanzata delle ondate di calore africane...
In quest'ultima settimana, l’Europa centro-occidentale — e con essa l’Italia settentrionale — ha vissuto giornate che ricordano da vicino le estati “di una volta”: temperature contenute, temporali pomeridiani e notti fresche. Il merito (o la colpa, a seconda dei punti di vista) va attribuito a Gabriel, un ciclone di origine atlantica che ha stazionato a lungo sul cuore del continente, mantenendo una certa instabilità diffusa e frenando l’avanzata delle ondate di calore africane.
Il “canto del cigno” del ciclone Gabriel
Oggi, sabato 12 luglio, la situazione resta sotto l’influsso residuo di Gabriel, ma ormai il sistema depressionario è in fase di esaurimento. Gli ultimi effetti si manifesteranno domani, domenica 13, con il possibile ingresso di temporali anche intensi dal settore meridionale, alimentati dal contrasto tra l’aria più calda e umida del bacino del Mediterraneo e il respiro più fresco lasciato in eredità dal ciclone.
È il classico epilogo di un periodo instabile, come quelli che si verificavano spesso nelle estati degli anni '90, quando le fiammate africane erano più brevi, meno estreme, e intervallate da break temporaleschi rigeneranti.
In arrivo l’onda calda nordafricana
A partire da lunedì 14 luglio, la situazione cambierà gradualmente. Anche se non si configurerà un vero dominio anticiclonico africano, si osserverà la collaborazione tra l’anticiclone delle Azzorre e quello africano, che spingerà masse d’aria molto calde verso l’Italia. Questo flusso sarà favorito da un Mediterraneo già molto caldo, che agisce da serbatoio termico.
Temperature in forte aumento
Secondo le ultime elaborazioni del modello GFS (mostrate nel grafico a spaghetti), le temperature a 850 hPa (circa 1500 m di quota) saliranno ben oltre la media climatica (1991-2020), con valori medi attorno ai +23/+25°C verso il 18-20 luglio. Al suolo, ciò si tradurrà in temperature massime fino a 35°C, con minime notturne che difficilmente scenderanno sotto i 23°C, soprattutto nei centri urbani.
Si prevede quindi una nuova ondata di calore prolungata e sgradevole (leggermente meno intensa di quella recente), specie per chi vive in città. Tuttavia, il fatto che manchi un vero e proprio “blocco anticiclonico” lascia aperta la porta a cambiamenti, soprattutto a lungo termine.
E le piogge?
Dopo i temporali previsti nella giornata di domenica 13 luglio, la tendenza è verso un periodo piuttosto secco. Il grafico ensemble mostra pochissimi segnali di piogge rilevanti fino al 25 luglio. Tuttavia, la dispersione tra le linee previsionali (in particolare quelle verdi e blu) aumenta notevolmente dopo il 18 luglio, a indicare una scarsa affidabilità nella previsione oltre una settimana.
Conclusioni? un luglio “a più facce”
Luglio 2025 sembra presentare più volti ben distinti:
Un'avvio di mese rovente dopo una conclusione di giugno altrettanto calda e torrida. A questo è seguita una settimana che ha ricordato le estati più temperate di fine Novecento, grazie alla presenza di Gabriel. Ed ora siamo alle porte di una terza parte che si prospetta di nuovo rovente, anche se non sotto il dominio assoluto dell’anticiclone africano.
Ma chi detesta il caldo può sperare, spesso accade d’estate, che una piccola modifica nel pattern barico europeo possa cambiare drasticamente le sorti del tempo. È per questo che, nonostante i segnali di una forte e lunga fase calda, la cautela resta d’obbligo.
Gli aggiornamenti giornalieri saranno fondamentali per comprendere meglio l’evoluzione dell’ondata di calore in arrivo. Fino ad allora, godiamoci ancora qualche respiro d’aria fresca, magari accompagnato da qualche benefico temporale.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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