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Ab astris ad stabula: Secchi e Zanelli, due eccellenze reggiane tra stelle e terra

Reggio Emilia, nella seconda metà dell'Ottocento, può vantare due figure straordinarie che, in modi diversi, hanno lasciato un segno profondo nella scienza e nella società, spaziando – letteralmente – dalle stelle alle stalle. Stiamo parlando di Padre Angelo Secchi e Antonio Zanelli, nomi che per anni hanno convissuto nell'intitolazione dell'istituto superiore "Secchi-Zanelli" di Reggio Emilia. Una scuola che racchiudeva nel suo nome una doppia eredità: quella della scienza del cielo e quella dell'arte della terra.

Ab astris ad stabula: Secchi e Zanelli, due eccellenze reggiane tra stelle e terra

Reggio Emilia, nella seconda metà dell’Ottocento, può vantare due figure straordinarie che, in modi diversi, hanno lasciato un segno profondo nella scienza e nella società, spaziando – letteralmente – dalle stelle alle stalle. Stiamo parlando di Padre Angelo Secchi e Antonio Zanelli, nomi che per anni hanno convissuto nell’intitolazione dell’istituto superiore “Secchi-Zanelli” di Reggio Emilia. Una scuola che racchiudeva nel suo nome una doppia eredità: quella della scienza del cielo e quella dell’arte della terra.

Recentemente, la decisione di togliere il nome di Secchi dall’istituto ha sollevato non poche polemiche e perplessità. Una scelta che, oltre a cancellare simbolicamente una delle menti più brillanti della storia reggiana, rischia di far perdere un prezioso legame con la cultura scientifica e con la visione universale di uno scienziato di fama mondiale.

Angelo Secchi: l’uomo che ha guardato le stelle

Nato a Reggio Emilia nel 1818, Padre Angelo Secchi è universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori dell'astrofisica moderna. Sacerdote gesuita, scienziato instancabile e docente al Collegio Romano, Secchi ha dato contributi pionieristici in numerosi campi: dalla meteorologia alla geodesia, dalla spettroscopia stellare alla fisica dell’atmosfera.

Fu proprio lui, per primo, a classificare le stelle in base al loro spettro di luce, ponendo le basi per l’attuale classificazione stellare. Il suo lavoro rivoluzionò l’astronomia, spingendo lo studio degli astri oltre la semplice osservazione visiva per abbracciare l’analisi chimico-fisica.

Non solo: Secchi fu anche un grande divulgatore e un attento studioso della Terra. Fu tra i primi a utilizzare i palloni sonda per le osservazioni atmosferiche e diede impulso alla meteorologia moderna, progettando stazioni e strumenti di misura ancora oggi riconosciuti come fondamento del metodo scientifico.

Il suo nome risuona nei crateri lunari, in quelli marziani, nelle biblioteche scientifiche di tutto il mondo. Un reggiano divenuto cittadino dell’Universo.

Antonio Zanelli: custode della terra

Meno noto al grande pubblico, ma altrettanto importante per il territorio reggiano, fu Antonio Zanelli, agronomo e promotore di pratiche agricole innovative. Zanelli dedicò la sua vita allo sviluppo dell’agricoltura locale, ponendo le basi per una gestione più razionale ed efficiente delle campagne reggiane.

Grazie alla sua visione moderna, introdusse nuove tecniche di coltivazione, migliorò la zootecnia e sostenne l’importanza dell’istruzione agraria per i giovani. Fu un pioniere della didattica agricola e contribuì attivamente alla crescita economica e sociale del territorio.

Importante è stato l'impegno nell'introduzione di razze suine. Ottiene dal governo italiano l'importazione del primo gruppo Yorkshire. A Reggio giungono il verro Padus e le scrofe Formosa e Lavinia, “primo segnale di una rivoluzione nella popolazione suina di Reggio Emilia”. Nel giro di qualche anno la Stazione di monta dell’Istituto zootecnico di Reggio  diviene il punto nevralgico di questo sviluppo che interessa gran parte dell'Italia, attraverso un processo di  incroci che porta ad importanti modifiche del profilo della popolazione suina.

Un binomio educativo e simbolico
L’intitolazione congiunta dell’istituto superiore a Secchi e Zanelli era molto più di un semplice nome: rappresentava una visione educativa completa, in grado di abbracciare il sapere scientifico più alto e l’applicazione pratica più concreta. Le stelle e la terra. La ricerca e il lavoro quotidiano. L’astronomia e l’agricoltura. Un connubio prezioso per formare giovani consapevoli e capaci di guardare sia in alto che attorno a sé.

Una scelta discutibile
La decisione di togliere il nome di Secchi dall’intestazione dell’istituto lascia sgomenti. Non solo per il valore scientifico innegabile del personaggio, ma anche per la ricchezza simbolica che veniva trasmessa agli studenti: quella di un reggiano che ha saputo alzare lo sguardo oltre i confini della città, oltre i confini della Terra e della Chiesa.

In un’epoca in cui le scuole dovrebbero custodire e valorizzare la memoria delle proprie eccellenze, cancellare il nome di Secchi appare come una scelta miope, quasi una rinuncia a un’eredità che ancora oggi ispira astronomi, scienziati e studenti di tutto il mondo.

Lungi dall’essere una figura locale, Angelo Secchi è un patrimonio universale. Rimuoverlo è un gesto che rischia di privare le nuove generazioni di un esempio altissimo di curiosità, impegno e visione. Forse, più che eliminare, sarebbe stato il caso di riscoprire. Forse, più che dividere, sarebbe stato il momento di spiegare meglio ai giovani perché guardare le stelle non è mai tempo perso.

Citato da Jules Verne, premiato da Napoleone III, citato nella versione originale del "Codice Da Vinci" di Dan Brown, gli sono stati dedicati crateri sulla Luna, su Marte, un Asteroide, negli Stati Uniti esiste una giornata chiamata "Secchi Day" ... e a Reggio Emilia resta una via laterale a fianco ai Musei Civici.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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