Una CME in viaggio verso la Terra
Torniamo a parlarvi del nostro Sole perché a quanto detto in questi ultimi giorni dobbiamo aggiungere una forte espulsione di massa coronale diretta verso la Terra. Nulla di cui preoccuparsi eccessivamente, ma non è remota l'ipotesi che un'aurora possa ripresentarsi nei cieli reggiani nelle prossime ...
Questa notte il Sole ha rilasciato una grande quantità di energia nello spazio. Dalla regione di macchie solari attive AR 4100, situata in posizione frontale rispetto alla Terra, è partito un brillamento solare di classe M8.2 accompagnato da un'espulsione di massa coronale (CME) diretta verso il nostro pianeta. Ma non è tutto: l’evento è stato anche associato a un’emissione radio di tipo IV, segnale di un’eruzione particolarmente complessa e potente.
Un cocktail di fenomeni solari
Il brillamento, di tipo medio-alto nella scala che va da A a X, è stato particolarmente significativo per la sua direzionalità e per il contesto in cui è avvenuto. Non solo la CME si sta muovendo frontalmente verso la Terra, ma lo fa in concomitanza con l’espansione di un ampio foro coronale, da cui si è già attivato un flusso di vento solare ad alta velocità. Questo “doppio colpo” solare potrebbe avere effetti piuttosto marcati sulla magnetosfera terrestre, specialmente tra 1 e il 2 giugno, quando l’arrivo combinato della CME e del vento solare è più probabile.
L’emissione radio di tipo IV è un altro tassello da non sottovalutare: indica che la CME ha trasportato una grande quantità di elettroni energetici all’interno del plasma espulso, spesso innescando disturbi alle comunicazioni radio e satellitari.
Tempesta geomagnetica in arrivo
Le previsioni degli enti spaziali (come NOAA e ESA) parlano di una possibile tempesta geomagnetica di classe G3 o superiore, sulla scala da G1 (debole) a G5 (estrema). I possibili effetti? Molteplici:
-> Aurore polari visibili a latitudini insolitamente basse, in caso di un orientamento favorevole del campo magnetico interplanetario (con componente Bz negativa). Se le condizioni saranno propizie, l’aurora boreale potrebbe manifestarsi anche sull’Appennino e nella pianura padana, inclusa Reggio Emilia.
-> Disturbi alle comunicazioni radio HF, specie per le tratte a lunga distanza e in alta quota.
-> Imprecisioni nei segnali GPS e GNSS, causate dalle fluttuazioni ionosferiche.
-> Fluttuazioni nelle reti elettriche ad alta tensione, anche se l’Italia ha un rischio contenuto rispetto a paesi nordici o nordamericani.
Aurora in Emilia? Non impossibile
Se si verificherà una tempesta geomagnetica di classe G3 o superiore, l’aurora "potrebbe" spingersi molto più a sud del solito. Nella storia recente, aurore visibili dall’Italia settentrionale si sono verificate in occasione di eventi simili, come la sera tra il 10/11 maggio del 2024 o la sera dell'11 ottobre 2024. Le condizioni ideali per l’osservazione includono cieli sereni, assenza di inquinamento luminoso e uno sguardo rivolto verso l’orizzonte nord, in zone aperte e buie. L'anticiclone africano che attualmente domina sull'Europa mediterranea ci aiuterà in tal caso.
Nella provincia di Reggio Emilia, le colline o l’Alta Pianura potrebbero offrire buoni punti di osservazione, a patto che la geomagnetosfera risponda con sufficiente intensità all’impatto della CME e che l'inquinamento luminoso della Pianura non copra il tutto.
Quindi, l’eruzione solare di questa notte rappresenta uno degli episodi più significativi del Ciclo Solare 25, ancora in fase ascendente. La combinazione di brillamento M8.2, CME diretta, emissione radio di tipo IV e vento solare da foro coronale rende l’attuale allerta geomagnetica degna di attenzione sia per i tecnici che per gli appassionati del cielo.
Sarà davvero possibile vedere l’aurora boreale dalle nostre latitudini? La risposta la darà il cielo. Intanto, i nostri occhi – e le nostre fotocamere – sono già puntati verso nord.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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