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Pioggia “sporca” del 5 giugno: tra Sahara e Canada, la lunga corsa del particolato

Nella giornata di oggi, 5 giugno 2025, la pioggia è tornata a bagnare i campi e le strade della provincia di Reggio Emilia. Ma non si è trattato solo di una pioggia “rinfrescante”: chi ha parcheggiato l’auto all’aperto se n’è accorto subito. Le carrozzerie si sono coperte di aloni ocra e macchie più scure, quasi nerastre, a testimonianza di un fenomeno atmosferico tanto affascinante quanto complesso: la deposizione umida di particolato trasportato su scala continentale. A rendere così “sporca” la pioggia sono stati due attori principali:

Pioggia “sporca” del 5 giugno: tra Sahara e Canada, la lunga corsa del particolato

Nella giornata di oggi, 5 giugno 2025, la pioggia è tornata a bagnare i campi e le strade della provincia di Reggio Emilia. Ma non si è trattato solo di una pioggia “rinfrescante”: chi ha parcheggiato l’auto all’aperto se n’è accorto subito. Le carrozzerie si sono coperte di aloni ocra e macchie più scure, quasi nerastre, a testimonianza di un fenomeno atmosferico tanto affascinante quanto complesso: la deposizione umida di particolato trasportato su scala continentale.

Un cielo carico di polveri

A rendere così “sporca” la pioggia sono stati due attori principali:

-> la polvere del deserto del Sahara, trasportata verso nord dal promontorio di alta pressione africana;
-> e, in misura più insolita ma sempre più frequente, la cenere degli incendi boschivi del Canada, in particolare quelli intensi attivi nella zona del Manitoba.

Queste particelle microscopiche hanno percorso migliaia di chilometri sospinte dalle grandi correnti atmosferiche, finendo infine inglobate nelle nubi che hanno portato la pioggia sul nostro territorio. Il risultato? Una precipitazione che ha funzionato come una sorta di “lavatrice dell’aria”, ma con effetti visibili e a tratti sgraditi al suolo.

Cosa trasporta la pioggia?

La pioggia non è mai solo acqua. Quando cade al suolo, può inglobare moltissime sostanze presenti nell’atmosfera, naturali o di origine antropica. Questo accade attraverso due meccanismi principali dai paroloni angosassoni:

-> Scavenging in-cloud: le particelle vengono inglobate direttamente all’interno delle gocce di pioggia durante la formazione della nube.
-> Scavenging below-cloud: le gocce, cadendo, raccolgono il particolato presente negli strati d’aria inferiori.

Nel caso odierno, il particolato trasportato include:
- Particelle minerali: sabbia fine e polveri del Sahara, ricche di silice, ferro e altri minerali.
- Cenere organica: residui carboniosi derivanti dalla combustione di biomassa nei vasti incendi canadesi.
- Black carbon: una forma di carbonio elementare, risultato della combustione incompleta, particolarmente efficiente nell’assorbire la luce solare.

Come arriva la cenere dal Canada?

Può sembrare incredibile che una nuvola di fumo originata a migliaia di chilometri di distanza possa arrivare fino all’Italia, ma la dinamica è ormai ben documentata e descritta nella nostra grafica.
La cenere degli incendi, sollevata fino a quote elevate (anche oltre i 10 km) dai moti convettivi generati dal calore estremo degli incendi stessi, entra nelle grandi correnti atmosferiche occidentali che dominano l’emisfero nord: le correnti a getto (jet stream).

Nel caso specifico, la mappa delle correnti del 5 giugno mostra un corridoio diretto tra la regione del Manitoba e l’Europa centrale, facilitato dalla presenza di depressioni atlantiche che, ruotando in senso antiorario, risucchiano le masse d’aria cariche di fumo verso est. Questo fumo, una volta “agganciato” dal flusso, può percorrere oltre 5000 km in pochi giorni, mantenendo parte del suo carico particellare fino alla deposizione al suolo.

Effetti ambientali e sanitari?

La pioggia carica di particolato ha effetti visibili ma anche potenzialmente più profondi:
- Estetici: macchie sulle superfici, visibilità ridotta, colorazioni insolite del cielo.
- Ambientali: arricchimento dei suoli di alcune sostanze minerali (effetto che può anche essere positivo in contesti agricoli), ma anche possibile alterazione del pH di acque e suoli.
- Sanitari: se il particolato resta in sospensione e viene inalato, può contribuire ad aumentare le concentrazioni di PM10 e PM2.5, aggravando disturbi respiratori soprattutto in soggetti fragili.

Nel caso della cenere da incendi boschivi, la composizione può includere anche composti tossici come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), prodotti della combustione incompleta di legno e materiale vegetale. La loro presenza in Italia a causa del fumo canadese non è per ora considerata preoccupante per la salute pubblica, ma è oggetto di crescente attenzione scientifica.

Un fenomeno sempre più frequente?
La contemporanea presenza di sabbia sahariana e fumo canadese sull’Europa potrebbe sembrare eccezionale, ma in realtà questi fenomeni stanno diventando più frequenti nei mesi tra aprile e settembre. Il motivo? Una combinazione di cambiamenti climatici e di alterazione delle dinamiche atmosferiche globali.

Gli incendi boreali sono sempre più intensi e precoci, con stagioni di fuoco che si allungano anno dopo anno. Dall’altra parte, le ondate di calore e le risalite africane portano sempre più spesso la polvere del Sahara fino all’Italia e al cuore dell’Europa. Le piogge “sporche”, come quella del 5 giugno, rischiano quindi di diventare un tratto distintivo del clima moderno.

Le auto sporche di pioggia scura non sono solo un fastidio da autolavaggio: sono il segno tangibile di una connessione planetaria. L’aria che respiriamo e l’acqua che cade dal cielo non conoscono confini, e trasportano con sé le tracce di eventi lontani ma sempre più interconnessi.
Osservare il cielo, anche solo per capire perché oggi la pioggia “macchia”, significa leggere una pagina viva dell’atmosfera, scritta dal deserto e dal fuoco, ma anche da ciò che noi stessi immettiamo nel sistema Terra.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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