L'Uragano Beryl investe i Caraibi
In questi giorni si sta facendo un gran parlare di un "mostro" meteorologico che sta investendo le isole dei Caraibi. Stiamo parlando in uragano di nome "Beryl" che ha raggiunto la spaventosa forza di categoria 5, ovvero, venti che soffiano ad un'intensità di ...
In questi giorni si sta facendo un gran parlare di un "mostro" meteorologico che sta investendo le isole dei Caraibi. Stiamo parlando in uragano di nome "Beryl" che ha raggiunto la spaventosa forza di categoria 5, ovvero, venti che soffiano ad un'intensità di oltre 251 km/h a livello del suolo.
Attualmente l'uragano ha perso forza in termini di velocità del vento, scendendo a categoria 4, ma a distruttività la situazione non è migliorata granché. Questa sera il "gigante" raggiungerà la Jamaica per poi proseguire in direzione Messico. Qui toccherà terra nella penisola dello Yucatan nella giornata di sabato. Toccando terra perderà molta forza e probabilmente potrebbe essere declassato. Ma una volta attraversata troverà altro mare caldo che alimenterà la sua forza fino allo schianto definitivo, lunedì, con le coste del Messico al confine con gli Stati Uniti (zona costiera famosa per la presenza della "Starbase" di Space X da dove decollano le famose Starship).
Ma in parole povere cos'è un Uragano?
Un uragano è un sistema meteorologico di tipo ciclonico che si sviluppa sopra le acque calde degli oceani tropicali e subtropicali, caratterizzato da forti venti, intense piogge e un'area di bassa pressione. Gli uragani sono tra le formazioni meteorologiche più potenti e distruttive sulla Terra, capaci di generare venti che superano i 119 km/h (74 mph). Essi sono noti per causare danni estesi a infrastrutture, inondazioni, mareggiate e spesso risultano in gravi perdite umane.
Com'è fatto?
Occhio: Il cuore dell'uragano è un'area di relativa calma e pressione molto bassa, circondata da intense attività meteorologiche. L'occhio può avere un diametro che varia da pochi chilometri a più di 100 km.
Occhiello: L'area intorno all'occhio, chiamata "parete dell'occhio", è caratterizzata dai venti più forti e dalle piogge più intense.
Bande di pioggia: Le bande di pioggia spiraleggianti si estendono dall'occhio e possono estendersi per centinaia di chilometri, portando piogge torrenziali e venti forti.
Gli uragani si formano sopra gli oceani tropicali dove la temperatura dell'acqua superficiale è di almeno 26,5 °C (80 °F). Questa temperatura è cruciale perché permette l'evaporazione dell'acqua, che fornisce l'energia necessaria per alimentare la tempesta.
-> L'aria calda e umida sopra la superficie dell'oceano evapora e ascende, raffreddandosi e condensandosi in nubi. Questa condensazione libera calore latente, che riscalda ulteriormente l'aria circostante, causando una maggiore ascensione.
-> Se le condizioni sono favorevoli, come l'assenza di vento forte in quota che possa dissipare la tempesta nascente, il sistema può svilupparsi in un ciclone tropicale.
-> La continua evaporazione e condensazione creano un centro di bassa pressione che, combinato con la rotazione terrestre (forza di Coriolis), inizia a ruotare e a organizzarsi in una struttura circolare.
Dove si formano?
Gli uragani nell'Oceano Atlantico si formano prevalentemente in due aree principali: bacino del nord Atlantico e Mare dei Caraibi/Golfo del Messico.
La prima zona è la più attiva per la formazione degli uragani e si estende dalla costa occidentale dell'Africa fino ai Caraibi e al Golfo del Messico. La stagione degli uragani nel Nord Atlantico va tipicamente da giugno a novembre, con il picco di attività tra agosto e ottobre.
La seconda zona è particolarmente vulnerabile alla formazione e all'intensificazione degli uragani, data la presenza di acque calde e la relativa vicinanza alle terre emerse che possono fungere da zone di impatto per le tempeste.
Perché Perdono Forza sulla Terraferma?
Gli uragani perdono forza rapidamente quando toccano terra, e questo fenomeno può essere spiegato da diversi fattori:
- Gli uragani traggono la loro energia dal calore e dall'umidità delle acque oceaniche calde. Quando arrivano sulla terraferma, questo rifornimento viene interrotto, privando il sistema dell'energia necessaria per mantenersi. La superficie terrestre offre maggiore resistenza rispetto all'oceano, causando un aumento dell'attrito. Questo rallenta i venti e disperde l'energia della tempesta. Gli ostacoli naturali come montagne e edifici contribuiscono ulteriormente a dissipare l'energia del sistema.
- L'aria umida dell'uragano, che si raffredda più rapidamente sulla terra rispetto all'oceano, perde parte del suo contenuto di umidità, riducendo così la quantità di calore latente disponibile per alimentare la tempesta.
- vegetazione e le strutture urbane fungono da ostacoli fisici che riducono ulteriormente la velocità dei venti e dissipano l'energia cinetica della tempesta.
Curiosità sugli Uragani:
- Gli uragani ricevono nomi specifici per facilitarne la comunicazione e l'identificazione. I nomi sono selezionati da una lista predisposta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale e possono essere ritirati se l'uragano è particolarmente distruttivo.
- La rotazione della Terra provoca una forza che fa sì che gli uragani ruotino in senso antiorario nell'emisfero nord e in senso orario nell'emisfero sud.
- Nonostante l'intensa attività meteorologica intorno ad esso, l'occhio dell'uragano è un'area di calma relativa, spesso con cielo sereno e basse velocità del vento.
WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
Notizie correlate
Allarme a Corte Tegge: nube tossica di acido nitrico visibile anche dalle nostre webcam
REGGIO EMILIA – Un grave episodio di natura chimica si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 2 ottobre 2026, nella prima periferia ovest della città. Esattamente alle 17:04, una densa e vistosa colonna di fumo dal caratteristico colore arancione e rosso mattone si è innalzata dalla zona industriale di Corte Tegge, in via dell’Industria. L'inconsueto fenomeno è stato nitidamente intercettato anche dalla nostra webcam installata presso il CUP di Reggio Emilia, che orientata verso nord-ovest ha immortalato la rapida formazione della nube e la sua successiva dispersione negli strati bassi dell'atmosfera.
Leggi tutto
Guardare la Pianura Padana dallo Spazio: perché le nostre montagne la rendono una "trappola" per lo smog
Ci sono immagini che valgono più di mille trattati scientifici. Questa straordinaria fotografia, scattata dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 30 aprile 2025, mostra il Nord Italia da una prospettiva unica e incredibilmente didattica. Dall'alto appare con spietata chiarezza la conformazione geografica del nostro bacino: un'ampia pianura completamente incastonata tra l'arco imponente delle Alpi a nord e la catena degli Appennini a sud. Quella "patina" opaca e lattiginosa che si vede ristagnare al centro non è soltanto un semplice velo di nebbia, ma una miscela densa di umidità, foschia e inquinanti intrappolati a bassa quota.
Leggi tutto
Perché a Reggio Emilia non piove "quasi" mai quando ci sono allerte? Il ruolo del "Gigante" e i segreti del radar
Quante volte è capitato? I telegiornali e i bollettini meteo lanciano l'allarme per forti temporali in arrivo al Nord, le mappe si tingono di arancione o di rosso, ma poi su Reggio Emilia cade appena qualche goccia o addirittura spunta il sole. In tanti ci chiedono: “Perché la nostra provincia sembra quasi sempre protetta o dimenticata dai temporali?” La risposta non sta nel caso, ma nella geografia del nostro territorio e in una complessa "partita a scacchi" che l'atmosfera gioca ogni volta che una perturbazione attraversa l'Italia dalla Liguria.
Leggi tutto
Buco dell'ozono: tra falso allarmismo e realtà scientifica
Il 16 settembre si celebra la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la preservazione dello strato di ozono, una ricorrenza fondamentale per ricordare il ruolo cruciale di questo gas nello schermare la Terra dai raggi ultravioletti dannosi. Spesso, però, l'informazione generale tratta l'argomento con sensazionalismo, oscillando tra notizie d'allarme su un'espansione catastrofica e trionfalistici annunci sulla sua imminente "chiusura". La realtà scientifica richiede un'analisi più sobria: il buco dell'ozono non è un vuoto statico nell'atmosfera, ma un fenomeno stagionale e dinamico che varia di anno in anno.
Leggi tutto