La “medusa spaziale” di SpaceX: perché un razzo può disegnare nel cielo una nube luminosa
Nei giorni scorsi sui social è comparso un video spettacolare, girato da Angie Away & Rae Away a Jacksonville, in Florida: nel cielo ancora buio dell’alba si apre un’enorme nube luminosa a forma di medusa, con un “ombrello” bianco-azzurro e una scia rosata. A produrla è stato un razzo Falcon 9 di SpaceX, e non c’è nulla di misterioso.
Che cosa è successo
Il 13 ottobre 2026, alle 6:33 ora locale (le 12:33 in Italia), un Falcon 9 è decollato dalla base di Cape Canaveral, in Florida, portando la capsula Dragon della missione CRS-35, un rifornimento di circa 6.300 libbre (quasi tre tonnellate) di materiali e esperimenti per la Stazione Spaziale Internazionale. Il decollo è avvenuto poco prima del sorgere del Sole, e lo spettacolo è stato osservato in gran parte della Florida e, secondo alcune testate americane, fino alla Virginia.
Come nasce una “space jellyfish”
Il fenomeno è noto come “space jellyfish” (medusa spaziale) e si osserva in occasione dei lanci all’alba o al tramonto. Il meccanismo è semplice, ma serve il momento giusto:
A terra il Sole è già tramontato (o non è ancora sorto), quindi il cielo è scuro.
In alta quota, invece, la luce solare arriva ancora: più si sale, più l’orizzonte si abbassa e il Sole resta visibile.
Il razzo, salendo, rilascia i gas di scarico: vapore acqueo, anidride carbonica e minuscole particelle, che in parte condensano o congelano.
Man mano che il razzo sale, la pressione dell’aria diminuisce e il pennacchio si espande enormemente, fino a formare una nube di dimensioni gigantesche.
La luce del Sole, diffusa da questa nube, la rende visibile da centinaia di chilometri di distanza contro il cielo buio.
La forma e i colori dipendono da quota, vento, posizione dell’osservatore rispetto al Sole e dalla fase del volo. Nel video si vede bene: la parte più bassa e densa della scia assume sfumature arancioni e rosate, come il cielo del crepuscolo, mentre la parte alta si espande in una struttura bianco-azzurra.
Un fenomeno non nuovo
Non è la prima volta: eventi simili sono già stati documentati in Florida, ad esempio durante un lancio Starlink il 4 marzo 2026, e negli anni scorsi nel 2022 e nel 2024. Il fenomeno è osservato dal 1960 circa, ma la frequenza dei lanci di SpaceX lo ha reso molto più comune.
E dall’Italia?
Anche dai nostri cieli si sono visti fenomeni analoghi, anche se non identici. La sera del 1° maggio 2026, intorno alle 22, in diverse regioni del Nord Italia, compresa l’Emilia, è comparso un punto luminoso circondato da un alone azzurrognolo con una lunga scia. Si trattava del secondo stadio di un Falcon 9 della missione Starlink 10-38, partita da Cape Canaveral alle 21:10 ora italiana (le 15:10 locali), che aveva appena rilasciato in orbita 29 satelliti Starlink. L’alone era costituito dai gas espulsi dallo stadio, illuminato dal Sole che alla nostra quota era ancora visibile, mentre a terra era già buio.
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Casi analoghi si erano già visti nel marzo 2025, quando una grande spirale azzurra attraversò il Nord Italia: era dovuta all’espulsione in alta quota del propellente residuo e del vapore dai serbatoi del secondo stadio, in rotazione, in preparazione al rientro in atmosfera.
La differenza con la Florida è soprattutto la distanza: in Florida il razzo è ancora in fase di salita e vicino all’osservatore, mentre da noi si vede il secondo stadio ormai a centinaia di chilometri di quota, e il risultato è meno vistoso.
Come riconoscerli
Se vedete una luce strana nel cielo, queste caratteristiche possono aiutare a capire se si tratta di un lancio:
orario: poco dopo il tramonto o prima dell’alba;
aspetto: una luce che si sposta, con alone o spirale azzurrognola;
eventuale “trenino” di puntini luminosi allineati, che sono i satelliti Starlink appena rilasciati.
Per sapere in anticipo quando avvengono i lanci si possono consultare i calendari pubblici dei lanci spaziali. Se ne avete visto uno, mandateci foto e video: li pubblicheremo volentieri sul sito.
Video: Angie Away & Rae Away.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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