Il curioso caso della pioggia "a salti" sull'Appennino reggiano
Osservando il radar meteo del 24 luglio 2025, notiamo un comportamento curioso ma tipico delle giornate instabili estive sull'Appennino settentrionale: piogge e temporali attivi sul crinale tra Toscana ed Emilia, un'area centrale apparentemente asciutta tra collina e pedecollina, e nuove deboli precipitazioni che riappaiono lungo la fascia della Via Emilia. Un curioso evento favorito dalla conformazione peculiare del nostro territorio che vede una solida e compatta barriera a sud e una distesa pianeggiante a nord dopo un salto di 2.000 metri.
Osservando il radar meteo del 24 luglio 2025, notiamo un comportamento curioso ma tipico delle giornate instabili estive sull’Appennino settentrionale: piogge e temporali attivi sul crinale tra Toscana ed Emilia, un’area centrale apparentemente asciutta tra collina e pedecollina, e nuove deboli precipitazioni che riappaiono lungo la fascia della Via Emilia.
Un curioso evento favorito dalla conformazione peculiare del nostro territorio che vede una solida e compatta barriera a sud e una distesa pianeggiante a nord dopo un salto di 2.000 metri.
Ma perché nel mezzo… non piove?
Il ruolo chiave del crinale appenninico
Il crinale appenninico reggiano, con cime come il Monte Cusna che sfiorano i 2100 metri, agisce come una vera barriera orografica. Le correnti umide e instabili che salgono dalla Toscana, spesso spinte da sud-ovest, incontrano la montagna e sono costrette a sollevarsi rapidamente. Questo sollevamento forzato raffredda l’aria, ne condensa l’umidità e favorisce la formazione di nuvole temporalesche e rovesci, spesso intensi proprio a ridosso del crinale (vedi zone come Succiso, Ramiseto, Cerreto Laghi).
E a valle cosa succede?
Una volta superato il crinale, l’aria tende a discendere verso la pianura. Questo processo, noto come "effetto foehn" o subsidenza post-orografica, riscalda e asciuga l’aria in discesa. Il risultato? Un’area tra la collina e l’alta pianura, come le zone di Castelnovo ne’ Monti, Casina, Baiso, che rimane protetta dalle precipitazioni. Le nubi si dissolvono o si indeboliscono, e il cielo può persino mostrarsi più limpido.
Ma allora perché poi piove di nuovo sulla Via Emilia?
Una volta raggiunta la pianura, l’aria calda e umida presente nella bassa reggiana può interagire nuovamente con nuovi stimoli atmosferici: convergenze di brezza, riscaldamento del suolo, o piccoli nuclei convettivi residui. Ecco che può riattivarsi qualche rovescio debole o temporale isolato, come si osserva nel radar tra Scandiano, Reggio Emilia e Rubiera.
Un effetto “a sandwich” meteorologico
Possiamo immaginare la situazione così:
-> In alto (Appennino): piogge orografiche intense
-> Nel mezzo (collina): effetto foehn asciutto e stabilizzante
-> In basso (pianura): debole riattivazione convettiva
Ma si tratta comunque di un fenomeno più comune di quanto sembri
Questo comportamento a "salti di pioggia" è frequente durante i flussi sud-occidentali estivi, soprattutto con temporali da sconfinamento toscano. La topografia reggiana, con i suoi forti dislivelli in poco spazio, è un laboratorio naturale perfetto per osservare questi effetti.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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