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Dal tramonto all'alba

Giornata ricca di soddisfazioni per il nostro "cacciatore di tempeste". Ma in vero la sua speranza era quella di poter catturare la tempesta solare di questa notte. Ma ci piace molto questo confronto tra l'attività temporalesca ripresa di notte e di giorno. Due momenti diversi, ma uniti per meccanica atmosferica e per risultato finale.

Dal tramonto all'alba

Giornata ricca di soddisfazioni per il nostro "cacciatore di tempeste". Ma in vero la sua speranza era quella di poter catturare la tempesta solare di questa notte. Ma ci piace molto questo confronto tra l'attività temporalesca ripresa di notte e di giorno. Due momenti diversi, ma uniti per meccanica atmosferica e per risultato finale.
Viviamo in una vera e propria "palestra" meteorologica.

Il vento di Scirocco, risale il Mar Adriatico e trasporta con sé aria molto umida e calda. Quando questo flusso entra nella Pianura Padana e viene forzato a salire contro i rilievi (Appennino o Alpi), questo innesca moti verticali forzati. In quota abbiamo aria fredda in ingresso da sud. La spinta dell’aria umida verso l’alto lungo i rilievi provoca condensazione, formazione di nubi cumuliformi e successiva instabilità convettiva. Questo processo è stato particolarmente efficace in queste ultime ore, per la presenza di un’atmosfera instabile dovuta al ciclone "Hans".

Il risultato sono questi due temporali di forte intensità:
Il primo è un temporale notturno con intensa attività elettrica, con fulmini su un cielo violaceo (tipico dell’elevata umidità e delle nubi compatte).
Il secondo è un temporale diurno con “core precipitativo” ben definito, cioè una colonna di pioggia intensa che si riversa su un'area circoscritta della pianura.

Vi state chiedendo "perché lo Scirocco è un fattore critico?":
Perché è un vento che favorisce un accumulo eccezionale di umidità, che – quando viene sollevata – può dar luogo a veri e propri nubifragi. Nel nostro caso è canalizzato nella Pianura Padana, dove può persistere a lungo.
In questo modo può alimentare temporali autorigeneranti, in cui nuove celle si sviluppano a ripetizione nello stesso punto. Se poi siamo in presenza di un fronte freddo in arrivo da ovest, nord-ovest, o da dietro il Crinale, lo scontro tra masse d’aria può essere esplosivo.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

 

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