Sembra un pesce ... ma non è ...
Titolo ironico, ma è esattamente ciò che appariva se dall'alto si dava un'occhiata verso il nostro territorio il 29 dicembre scorso.<br /><br />Un denso tappeto di nuvole dal Mediterraneo bussava contro il nostro Appennino e come sempre il nostro Gigante ci ha fatto "ombra". Un ombra che spesso vi raccontiamo a parole, ma quando è possibile vedrla concretamente ci schiarisce definitivamente le idee.<br /><br />In questo scatto, infatti, si esprime al meglio il concetto di ...<br />
Titolo ironico, ma è esattamente ciò che appariva se dall'alto si dava un'occhiata verso il nostro territorio il 29 dicembre scorso.
Un denso tappeto di nuvole dal Mediterraneo bussava contro il nostro Appennino e come sempre il nostro Gigante ci ha fatto "ombra". Un ombra che spesso vi raccontiamo a parole, ma quando è possibile vederla concretamente ci schiarisce definitivamente le idee.
In questo scatto, infatti, si esprime al meglio il concetto di "Muro Appenninico", quello scudo che devia molte delle perturbazioni che arrivano dal Mediterraneo e che spesso creano non pochi problemi sul versante ligure-toscano.

Quando un vento umido e tipicamente freddo risale una catena montuosa, si raffredda, causando la condensazione dell'umidità atmosferica. Questo processo genera condizioni meteorologiche avverse, come pioggia e/o neve, sul versante sopravvento. Questo vento ascendente è noto come Stau, termine tedesco che significa "ristagno" o "coda".
Dall'altro lato della catena montuosa, sul versante sottovento, si verifica un vento secco e caldo chiamato favonio o Föhn. Il favonio, attraverso la compressione adiabatica dell'aria, favorisce un aumento della temperatura, dissolvendo le nuvole e causando condizioni meteorologiche miti, stabili e cielo estremamente sereno. Questo fenomeno è più evidente quando l'aria ascendente è umida e la catena montuosa è più elevata.
Lungo la cresta, si forma un fronte nuvoloso chiamato muro del Föhn, spesso composto da nubi stratificate lenticolari. Un esempio di nuvole lenticolari è osservabile anche in questo scatto, le abiamo sottolineate con la dicitura "onde atmosferiche". Oscillazioni delle correnti d'aria dovute all'interazione del vento con le montagne.
Questo "gioco" funziona anche in presenza di perturbazioni temporalesche che interagiscono direttamente con le nostre Montagne che rappresentano una barriera orizzontale di 2.000 metri d'altezza. In virtù di questo ostacolo le nuvole deviano ai lati valicando l'Appennino Tosco-Emiliano dove questo è più basso, come nel parmense o nel modenese, dove l'ostacolo maggiore è il monte Cimone (che però rappresenta un unico sperone di roccia che supera i 2.000 metri di quota e, per tale ragione, facilmente aggirabile).
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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