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Quando dopo la pioggia torna il sereno, lo spettacolo è dietro l'angolo

Il ciclone Jana ha portato di nuovo la pioggia sul nostro territorio, ma tra una spira e l'altra del suo vortice si è infilato un po' di Sole questa mattina. Condizioni ideali per nebbie e foschie che hanno dato spettacolo.

Quando dopo la pioggia torna il sereno, lo spettacolo è dietro l'angolo
 
Dopo la pioggia, quando torna il sereno, lo spettacolo è sempre dietro l'angolo. Il primo giorno di questa settimana ha visto una notte di pioggia battente, il terreno si è saturato di umidità. All’alba il cielo sereno e il vento debole o assente, ha fatto sì che si verificassero le condizioni ideali per la formazione di foschie e nebbie.
 
 
Durante la notte, il suolo cede rapidamente calore per irraggiamento verso lo spazio, raffreddandosi. Questo abbassamento della temperatura porta l’aria a contatto con il suolo a raffreddarsi a sua volta. Se la temperatura scende fino al punto di rugiada, il vapore acqueo presente nell’aria condensa in minuscole goccioline, formando la nebbia.

Il punto di rugiada è la temperatura alla quale l'aria deve raffreddarsi affinché il vapore acqueo in essa contenuto condensi in goccioline d’acqua. Quando l’aria raggiunge questa temperatura, l’umidità relativa arriva al 100%, e il vapore acqueo si trasforma in nebbia, rugiada o brina (se la temperatura è sotto lo zero).

Maggiore è il contenuto di umidità nell’aria, più alto sarà il punto di rugiada. Ad esempio, in una notte umida dopo una pioggia, il punto di rugiada sarà più vicino alla temperatura reale, favorendo la condensazione e quindi la formazione di nebbia.

 
Le piogge abbondanti della notte forniscono un surplus di umidità, favorendo il fenomeno. La nebbia risulta più densa nelle valli e nei bassopiani, dove l’aria fredda tende a ristagnare. Con il sorgere del sole, il riscaldamento del suolo fa evaporare la nebbia, che si dissolve gradualmente nel corso della mattinata.

Le ultime precipitazioni, poi, ci hanno regalato anche qualche momento con l'arcobaleno. 

Un arcobaleno si forma quando la luce del Sole attraversa goccioline d'acqua sospese nell'aria, come dopo un temporale o vicino a una cascata. Il fenomeno avviene grazie a tre processi ottici principali:

-> Rifrazione – Quando la luce solare entra in una goccia d'acqua, cambia direzione (si piega) perché passa da un mezzo meno denso (aria) a uno più denso (acqua).
-> Riflessione interna – All'interno della goccia, la luce rimbalza sulla superficie interna.
-> Seconda rifrazione – Quando la luce esce dalla goccia, si rifrange di nuovo, scomponendosi nei suoi colori: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.

Ogni colore ha una lunghezza d’onda diversa: il rosso si piega di meno e si trova in alto, mentre il violetto si piega di più ed è in basso.

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