Possibile aurora boreale questa sera/notte
Ve ne avevamo già parlato nei giorni scorsi ed ora arrivano le prime conferme. Siamo al cospetto di una tempesta geomagnetica potenzialmente in grado di dare spettacolo anche nel cielo reggiano ............ ma ..........
Nel corso della notte tra il 30 e il 31 maggio 2025, esattamente alle 00:00 UTC, dalla regione attiva AR 4100 del Sole è scaturito un potente brillamento solare di classe M 8.2. Questo evento ha generato una nube di plasma – una CME (espulsione di massa coronale) di tipo IV – che, spinta da un vento solare a oltre 1000 km/s, ha raggiunto la Terra con sorprendente anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Le prime manifestazioni della tempesta geomagnetica si stanno registrando proprio in queste ore.
Secondo il NOAA, l’agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani, ci troviamo di fronte a una tempesta geomagnetica di livello G4, con un indice Kp previsto intorno a 8: un valore molto alto, indicativo di una perturbazione magnetica estesa e intensa dell’ambiente circumterrestre.
Aurore visibili a latitudini insolitamente basse?
Le prime immagini confermano che spettacolari aurore boreali stanno già danzando sopra ampie regioni del Nord America, ben al di sotto delle consuete latitudini polari. E non è tutto: data la potenza dell’evento, c’è la concreta possibilità che queste luci celesti si spingano ancora più a sud, raggiungendo, in particolari condizioni, anche parti dell’Europa centrale.
In Italia, e in particolare nel reggiano, ci stiamo interrogando se sarà possibile osservare l’aurora boreale nel cielo di questa sera. Molto dipenderà da tre fattori: l’intensità effettiva del picco geomagnetico, la trasparenza del cielo – che oggi potrebbe essere offuscato da lievi velature alte – e, non da ultimo, l’orario del buio astronomico, che in questo periodo arriva molto tardi.
Tempesta a fasi alterne
Come accade spesso durante eventi di questa portata, l’attività geomagnetica tende a presentare un andamento “a impulsi”, con momenti di relativa quiete seguiti da nuovi picchi di intensità. Gli esperti prevedono un picco significativo intorno a metà pomeriggio e altri nelle ore notturne, passata la mezzanotte. Se l’energia della tempesta dovesse mantenersi viva fino a dopo il calar del sole, non è affatto da escludere che l’aurora possa essere visibile anche alle nostre latitudini, magari all’orizzonte settentrionale, con sfumature rosate o verdastre.
Una lezione dalla nostra stella
Oltre allo spettacolo, eventi come questo sono anche preziosi campanelli d’allarme scientifici. L’eruzione solare è stata accompagnata da un’emissione radio di tipo IV, segno che particelle ad altissima energia si sono propagate lungo le linee del campo magnetico solare, contribuendo alla rapidità e alla potenza della CME. Queste informazioni sono cruciali per la sicurezza dei satelliti, delle comunicazioni radio e delle reti elettriche, che potrebbero subire interferenze o blackout in caso di tempeste particolarmente forti.
In attesa di vedere se anche il cielo reggiano si tingerà di aurora, occhi puntati verso nord e fotocamere pronte: la notte potrebbe sorprenderci con un evento raro e memorabile.
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