Lo smog in Pianura Padana torna e torna alla mente il Passo del Turchino
Torna la stagione fredda, torna l'alta pressione e inevitabilmente tornano alla luce quei fisiologici problemi che attanagliano la Pianura Padana in questo periodo... lo smog. In questi giorni di stabilità duratura e alta pressione si accumulano, inevitabilmente, gas e particolato leggero in sospensione dentro quel catino padano che velocemente degrada giorno dopo giorno in termini di qualità dell'aria e subito torna alla mente Portobello di Enzo Tortora e quell'idea di spianare il passo del Turchino proposto dal Sig. Diacono.
Il foro nel Turchino, spesso evocato come soluzione per migliorare la qualità dell’aria nella Pianura Padana, è un progetto tanto affascinante quanto discusso. L’idea nacque diversi decenni fa — e divenne celebre dopo essere stata presentata nel programma televisivo Portobello condotto da Enzo Tortora — con l’intento di creare una sorta di “valvola di sfogo” naturale per il ristagno dell’aria in pianura.
La Pianura Padana, infatti, è una delle aree più inquinate d’Europa: circondata da Alpi e Appennini, funziona come una grande conca chiusa, in cui gli inquinanti prodotti da traffico, riscaldamento e attività industriali restano intrappolati per giorni o settimane, soprattutto in inverno, quando l’atmosfera è stabile e manca la ventilazione. Il concetto del traforo è semplice sulla carta: aprire un collegamento diretto tra la pianura e il mare, in questo caso il Mar Ligure, attraverso un varco al posto del passo del Turchino (tra Piemonte e Liguria), per permettere lo scambio d’aria e favorire una naturale ventilazione verso sud.
In teoria, l’aria più pesante e inquinata della Pianura Padana verrebbe spinta verso il mare, mentre quella più pulita e umida proveniente dal Mediterraneo potrebbe risalire verso nord, rinnovando l’aria stagnante. Un’idea suggestiva, che mescola ingegneria e meteorologia, ma molto complessa da realizzare.
In pratica, i modelli fisici e climatici mostrano che un varco del genere (circa 2 km quadrati di sezione), non sarebbe sufficiente a modificare dinamiche atmosferiche di scala così ampia. Lo smog padano dipende da un insieme di fattori: assenza di vento, inversioni termiche, urbanizzazione intensa e consumo energetico. La ventilazione naturale è debole non per mancanza di passaggi fisici, ma per una particolare configurazione meteorologica e geografica.
Facendo una semplice proporzione sarebbe come voler arieggiare una stanza di casa nostra con un foro di un paio di centimetri nel muro.
Insomma, il “varco del Turchino” resta un’idea affascinante, simbolo di un’Italia che sognava di risolvere con l’ingegno un problema complesso. Ma oggi gli esperti concordano: l’unico modo realistico per ridurre lo smog è diminuire le emissioni, migliorare la mobilità sostenibile e ripensare i modelli energetici. L’aria della Pianura Padana, più che un tunnel, ha bisogno di un profondo cambiamento culturale.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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