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La pioggia del 1° ottobre: quando entra in scena lo Stau

La giornata di oggi, 1° ottobre, ha riportato sulla provincia di Reggio Emilia un tipo di pioggia che non si vedeva da tempo: continua, diffusa e accompagnata da un cielo compatto, senza pause di sole. Non si tratta di un temporale violento, ma di precipitazioni persistenti e ben distribuite, capaci di inumidire a fondo il terreno.

La pioggia del 1° ottobre: quando entra in scena lo Stau

La giornata di oggi, 1° ottobre, ha riportato sulla provincia di Reggio Emilia un tipo di pioggia che non si vedeva da tempo: continua, diffusa e accompagnata da un cielo compatto, senza pause di sole. Non si tratta di un temporale violento, ma di precipitazioni persistenti e ben distribuite, capaci di inumidire a fondo il terreno.

Il protagonista è il vento di Bora, che nelle ultime ore ha fatto irruzione da nord-est dopo aver by-passato l’arco alpino. Questa corrente fredda e secca, giunta in una Pianura Padana ancora mite e umida, ha trovato davanti a sé la barriera naturale dell’Appennino reggiano.

Quando una massa d’aria incontra un rilievo montuoso, è costretta a salire. Durante l’ascesa, l’aria si raffredda e il vapore acqueo che contiene condensa, formando nuvole estese e favorendo precipitazioni. È questo il meccanismo che in meteorologia si chiama Stau (dal tedesco “ristagno” o “accumulo”), fenomeno tipico delle zone ai piedi delle catene montuose. Piogge si, ma questo fenomeno va a anche di pari passo con la nebbia in Collina e Montagna che limitra la visibilità.

Oggi, quindi, le piogge reggiane sono state più efficaci del solito proprio perché generate da questo “blocco orografico”. Diverso è il caso delle perturbazioni che arrivano da sud-ovest, da Liguria e Toscana che rappresentano la gran parte delle perturbazioni avute in questi ultimi mesi: lì le montagne dell’Appennino fanno da barriera opposta, spesso impedendo alle piogge di superare lo spartiacque o spezzettandole in rovesci discontinui e meno produttivi sul versante emiliano.

Questo episodio ci ricorda come l’Appennino non sia soltanto un confine geografico, ma un vero regista del nostro clima locale: può proteggere la pianura o, come oggi, trasformarsi in “ascensore atmosferico” capace di spremere le nuvole e distribuire pioggia benefica.

Un ritorno dell’autunno che, al di là dei tecnicismi meteorologici, ci regala un’atmosfera tipicamente stagionale: pioggia costante, aria più fresca e un paesaggio che si prepara lentamente ai colori e ai profumi dell’autunno pieno.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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