Vai al contenuto principale

Il Pianeta in fiamme

Non sono soltanto le temperature globali ad accendere la spia rossa dell'ambiente in crisi sul nostro Pianeta, ma anche le pessime notizie che come ogni anno si presentano puntuali alla voce "incendi". Sono ancora una volta numerosissimi i vasti focolai che vedono ardere intere foreste per centinaia di migliaia di chilometri quadrati tra emisfero boreale e fascia ...

Il Pianeta in fiamme

Non sono soltanto le temperature globali ad accendere la spia rossa dell'ambiente in crisi sul nostro Pianeta, ma anche le pessime notizie che come ogni anno si presentano puntuali alla voce "incendi".
Sono ancora una volta numerosissimi i vasti focolai che vedono ardere intere foreste per centinaia di migliaia di chilometri quadrati tra emisfero boreale e fascia tropicale.

Quello che ci impone di parlare di questa problematica apparentemente distante da noi è il fatto che nonostante la distanza di ben 7.000 km, il fumo di questi roghi ha raggiunto la nostra Penisola ed il nostro cielo. Una lunga scia di fumo denso che dal remoto Canada occidentale viaggia spinto dalle correnti d'aria e agevolato dagli anticicloni fino a noi. Correnti a getto che in alta quota si prendono in carico queste pesanti polveri sottili e che arrivano ad ingrigire il cielo anche nel Mediterraneo.

Lo si capisce bene da questa grafica, come il fumo venga trascinato dalle alte e basse pressioni, di come il gigantesco Anticiclone delle Azzorre favorisca l'attraversamento dell'Atlantico fino a scagliare il fumo fin nel vecchio continente.

Come vedete i focolai non sono limitati al solo nord-America, che di per sé rappresenta una fonte incredibile di CO2 che si disperde nell'ambiente, ma altri punti caldi sono presenti da una parte all'altra del globo.
Facciamo riferimento, ad esempio, alla Siberia che anche quest'anno vede enormi porzioni di foresta boreale ardere incontrollatamente. Già, perché soltanto la Natura con le sue piogge può arrestare incendi di queste proporzioni, non c'è intervento umano che possa agire su una scala così enorme di territorio in una zona così remota del Mondo. Anche in Canada e Stati Uniti i pompieri possono ben poco per controllare la stragrande maggioranza dei roghi in atto.



Stiamo parlando di una zona alle prese da tempo con una grave siccità e pare che la causa principale di questi roghi sia da imputare alle tempeste di fulmini e non solamente all'attività di piromani. Più di quattrocento incendi sono stati registrati nella provincia della British Columbia e 176 in quella dell’Alberta, tra cui più di dieci non lontano da Fort McMurray.
I vigili del fuoco impegnati sono oltre 1.900, ma come detto in precedenza questi roghi sono fuori controllo.


Ci spostiamo di latitudine, ma il risultato non cambia. Se porgiamo lo sguardo alla fascia dei tropici possiamo vedere che le foreste tropicali non se la passano di certo meglio delle cugine più settentrionali. Ovviamente parliamo della martoriata Amazzonia che sicuramente non è per via dei fulmini che vede i suoi alberi ardere, ma per lo sfruttamento intensivo del suo suolo al fine di ampliare i pascoli per l'allevamento della carne.



In fine non possiamo far finta di nulla e chiudere gli occhi sull'Africa, che ogni anno di questi tempi vede ampie porzioni di territorio bruciare. Parliamo delle foreste del Congo, santuari degli ultimi Gorilla che ancora calcano il suolo del nostro Pianeta, ma anche di altre riserve protette che vedono scomparire giorno dopo giorno chilometri e chilometri quadrati di habitat importanti per la biodiversità del continente. Anche qui si parla di roghi principalmente dolosi causati dall'uomo.



Tutto ciò si traduce in impressionanti quantità di anidride carbonica che si riversa nella nostra Atmosfera e che non fa che alimentare quel terribile "effetto serra" che sta surriscaldando il nostro Pianeta su valori mai toccati prima. A questo segue una enorme immissione di gas Metano (30 volte più dannoso dell'Anidride Carbonica), a causa dello scioglimento del "Permafrost" delle foreste boreali. Una catena di cause ed effetti che fanno sempre più temere, anno dopo anno, alla comunità scientifica che ormai si sia superato quel "punto di non ritorno" che vede la corsa dei termometri diventare inarrestabile.

WWW.METEOREGGIO.IT
   Dott. Matteo Benevelli

Notizie correlate

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Anatomia di un temporale perfetto: cos'è la "Shelf Cloud" che ha spaventato la pianura e perché non era una tromba d'aria

Il violento temporale che ieri, 1° Luglio, ha squarciato l'atmosfera reggiana non ci ha lasciato soltanto una straordinaria rinfrescata e purtroppo diversi danni, ma anche una delle immagini meteo più spettacolari dell'anno. La magnifica fotografia scattata da Michele dalle colline e arricchita dalla grafica didattica di Matteo mostra una monumentale "Shelf Cloud" (in italiano nube a mensola) che avanza minacciosa sulla nostra Pianura. Cerchiamo di capire insieme, con parole semplici, come si forma questo "mostro" di vapore e qual è la differenza fondamentale tra i venti che hanno flagellato la nostra provincia e una vera tromba d'aria.

Leggi tutto
Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Da 35°C a 20°C in due ore: la fisica dietro al crollo termico shock a Reggio Emilia. Ecco cosa è successo.

Lo avevamo ampiamente previsto negli scorsi giorni: lo sgonfiamento della bolla di calore africano sarebbe avvenuto con il "botto". E le promesse della vigilia sono state purtroppo e per fortuna mantenute. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° Luglio, un violento sistema temporalesco è arrivato da occidente investendo in pieno la nostra provincia, portando con sé piogge intense, qualche grandinata e danni localizzati, ma anche una rinfrescata di tutto rispetto. Il dato meteorologico più impressionante registrato dalla stazione urbana di Reggio Emilia riguarda il termometro: siamo passati dai 35,2°C delle ore 14:00 ai 20,1°C delle ore 17:30. Un crollo termico verticale con uno sbalzo pazzesco di ben 15,1°C in poco più di 2 ore. Ma come fa la temperatura a crollare così rapidamente in pieno giorno a inizio luglio? Facciamo un po' di chiarezza didattica.

Leggi tutto
Meteo Reggio diventa ufficialmente una community di "Fulminati": arriva il tracciamento delle scariche elettriche in tempo reale!

Meteo Reggio diventa ufficialmente una community di "Fulminati": arriva il tracciamento delle scariche elettriche in tempo reale!

Che la redazione di Meteo Reggio sia frequentata da gente con qualche valvola fusa, lo avevate intuito da tempo. Diciamoci la verità: l’ingresso ufficiale di Michele nel nostro staff ha tolto anche l’ultimo briciolo di dubbio residuo. Ma siccome le "malattie mentali meteorologiche" sono belle solo se condivise, abbiamo deciso di fare le cose in grande e contagiare definitivamente tutti i nostri lettori. Pochi giorni fa vi abbiamo presentato la totale rivoluzione della nostra sezione Radar, arricchita con i dati professionali del Dipartimento della Protezione Civile (dall'intensità di pioggia al suolo alla probabilità di grandine). Oggi aggiungiamo un altro tassello fondamentale per tutti i feticisti dei temporali: il tracciamento dei fulmini in tempo reale con contatore integrato!

Leggi tutto