Ex Uragano Erin: cosa arriverà davvero in Europa?
Negli ultimi giorni, diversi media hanno riportato con toni allarmistici la notizia dell’arrivo di un “uragano” sull’Europa. Ora che non si parla più di caldo, si cerca di tenere alta l'asticella con qualunque cosa. Ma quanto c’è di vero? Analizziamo i dati ufficiali e capiamo cosa ci attende...
Negli ultimi giorni, diversi media hanno riportato con toni allarmistici la notizia dell’arrivo di un “uragano” sull’Europa. Ora che non si parla più di caldo, si cerca di tenere alta l'asticella con qualunque cosa. Ma quanto c’è di vero? Analizziamo i dati ufficiali e capiamo cosa ci attende.
Dal massimo della potenza all’indebolimento
Erin è stato a tutti gli effetti un Uragano molto potente che ha sferzato l’Atlantico tra i Caraibi e gli Stati Uniti: il 16 agosto, nei pressi di Porto Rico, ha raggiunto la categoria 5 sulla scala Saffir-Simpson, con raffiche di vento fino a 260 km/h. Si tratta della massima intensità possibile per un uragano, capace di causare devastazioni estreme.
Successivamente, il sistema ha curvato verso nord-est, attraversando le acque più fresche dell’Atlantico settentrionale. Questo è un punto chiave: gli uragani si alimentano con il calore dell’oceano, e spostandosi verso latitudini più alte perdono rapidamente forza, trasformandosi in cicloni post-tropicali.
Cosa succederà sull’Europa?
Le mappe di previsione mostrano che Erin raggiungerà le coste dell’Irlanda nella serata di mercoledì 27 agosto. Ma non si tratterà più di un uragano: il sistema sarà post-tropicale, con venti stimati attorno ai 75-85 km/h (forza di burrasca) e una pressione molto bassa al centro. Insomma, sarà una profonda depressione atlantica, simile a quelle che già colpiscono il Nord Europa durante le tempeste autunnali.
Quindi "NO", niente uragano che devasterà l’Europa, ma piuttosto una perturbazione intensa, che potrà portare piogge abbondanti e venti sostenuti soprattutto tra Irlanda, Scozia e Islanda. Sul continente europeo, gli effetti saranno marginali: qualche rinforzo del vento e precipitazioni più probabili nel Regno Unito e in Scandinavia.
Perché non è un evento eccezionale?
Non è raro che i resti di cicloni tropicali raggiungano l’Europa: succede quasi ogni anno, specie a fine estate. La differenza è che questi sistemi arrivano molto indeboliti, senza le caratteristiche tipiche di un uragano (occhio ben definito, venti devastanti, mareggiate tropicali). Il loro impatto è paragonabile a quello delle forti depressioni extratropicali.
Pertanto i titoli sensazionalistici parlano di uragano sull’Europa, ma la realtà è diversa. Avremo una depressione atlantica intensa, certo, ma nulla di paragonabile alla fase tropicale del ciclone. Resterà però un promemoria del fatto che l’Atlantico è sempre più attivo e che questi fenomeni meritano attenzione, senza allarmismi. I mari e gli oceani sono sempre più caldi e ciò permette ad eventi del genere di diventare anno dopo anno sempre più frequenti.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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