Artemis II: il ritorno dell'umanità nell'Abisso Lunare
Record infranti, eclissi solari dallo spazio e uno sguardo inedito sulla faccia nascosta: la cronaca di una giornata che riscrive la storia dell'esplorazione spaziale.
MARTEDÌ, 7 APRILE 2026 – Ieri il mondo è rimasto con il fiato sospeso mentre la capsula Orion, con a bordo l'equipaggio di Artemis II, completava il suo storico flyby lunare. Non è stato solo un passaggio ravvicinato: è stato il momento in cui l'umanità ha ufficialmente riconquistato lo spazio profondo, spingendosi dove nessuno era mai arrivato prima.
Oltre ogni confine: il nuovo record di distanza
La giornata è iniziata con il superamento di un limite storico. Alle 13:56 EDT, gli astronauti NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l'astronauta CSA Jeremy Hansen hanno infranto il record stabilito dall'Apollo 13 nel 1970, diventando gli esseri umani ad essersi spinti più lontano dalla Terra.
"Scegliamo questo momento per sfidare questa generazione e la prossima affinché questo record non duri a lungo," ha dichiarato Jeremy Hansen, sottolineando come Artemis sia solo l'inizio di un'era di esplorazione costante.
Il bacino Orientale e il volto nascosto della Luna
Durante le sette ore di osservazione scientifica, l'equipaggio ha goduto di una vista privilegiata. La foto rilasciata dalla NASA (in allegato) mostra la Luna in una prospettiva impossibile da terra.
A destra, vediamo il volto familiare: le macchie scure dei mari lunari, antiche colate laviche di un passato geologicamente attivo. Al centro spicca il Bacino Orientale, un cratere da impatto largo quasi 1.000 chilometri che funge da cerniera tra la faccia vicina e quella lontana. Tutto ciò che si estende a sinistra di questo bacino è la faccia nascosta, un territorio selvaggio e privo dei grandi "mari" scuri, visibile solo agli occhi di chi lascia l'orbita terrestre.
Nuovi nomi per la mappa lunare
In un momento di profonda commozione, l'equipaggio ha proposto i nomi per due crateri osservati a occhio nudo:
Crater Integrity: in onore della navicella e della missione.
Crater Carroll: dedicato alla memoria di Carroll Taylor Wiseman, la defunta moglie del comandante Reid Wiseman (immagine allegata).
40 minuti di silenzio: il passaggio dietro la Luna
Alle 18:44 EDT, Orion è scivolata nell'ombra radio. Mentre sorvolava il lato lontano a soli 6.500 km dalla superficie, la massa lunare ha interrotto ogni comunicazione con la Terra. In quel silenzio cosmico, gli astronauti hanno assistito all'Earthset (il tramonto della Terra), vedendo il nostro "marmo blu" sparire dietro l'orizzonte desolato della Luna.
Il segnale è stato riacquisito alle 19:24 EDT, in concomitanza con una spettacolare Earthrise (l'alba della Terra), accolta con sollievo e gioia dal controllo missione a Houston.
Scienza nell'oscurità: l'eclissi solare e gli impatti meteoritici
Poco dopo il punto di massimo avvicinamento, l'equipaggio ha vissuto un evento rarissimo: un'eclissi solare durata circa un'ora, causata dall'allineamento perfetto tra Orion, la Luna e il Sole.
Sfruttando l'oscurità, gli astronauti hanno potuto:
-> Studiare la corona solare, l'atmosfera esterna del Sole, visibile come un alone luminoso attorno al disco lunare oscurato.
-> Cacciare meteoroidi: nel buio totale della parte non illuminata, l'equipaggio ha riportato l'avvistamento di sei lampi di luce, causati da piccoli meteoroidi che si schiantavano sulla superficie lunare a migliaia di chilometri orari.
Prossimi passi
Dopo aver completato il flyby, Artemis II ha sfruttato la gravità lunare come una fionda per immettersi nella traiettoria di ritorno. Orion uscirà dalla sfera di influenza lunare oggi, 7 aprile, alle 13:25 EDT.
I dati raccolti, le immagini ad alta risoluzione e le testimonianze degli astronauti saranno discussi oggi stesso con il team scientifico. La strada verso casa è tracciata, ma il segno lasciato ieri nel cielo rimarrà per sempre nei libri di storia.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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