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Ancora una notte lampante

Cielo sereno sul reggiano ieri sera, ma con l’aria densa di elettricità e nubi cariche di energia, il cielo sopra la Lombardia si è acceso di luce: dalla prima collina reggiana lo spettacolo era straordinario. Gli scatti di Michele ci mostrano una delle forme più affascinanti della natura in movimento: i fulmini nube-terra e i cosiddetti ...

Ancora una notte lampante
 
 
Cielo sereno sul reggiano ieri sera, ma con l’aria densa di elettricità e nubi cariche di energia, il cielo sopra la Lombardia si è acceso di luce: dalla prima collina reggiana lo spettacolo era straordinario. Gli scatti di Michele ci mostrano una delle forme più affascinanti della natura in movimento: i fulmini nube-terra e i cosiddetti “ramificati” o “ramificati multipli”, tipici dei temporali serali estivi o prefrontali.
 
Dalle immagini si distinguono chiaramente due tipologie principali:
 
-> Fulmini nube-terra (cloud-to-ground, CG): sono i più energetici e pericolosi. Iniziano nelle nubi temporalesche e colpiscono il suolo. Nelle immagini, sono i lampi verticali o leggermente obliqui che scendono dal cielo verso la pianura, evidenziati nella parte inferiore dei cumulonembi.
 
-> Fulmini ramificati (branched lightning): si tratta di scariche che si ramificano in più direzioni, spesso visibili come un reticolo brillante e irregolare. Possono restare all’interno della nube oppure iniziare un percorso verso terra. Nelle immagini si vedono bene dei veri e propri “nervi elettrici” che si espandono in orizzontale sotto la base della nube.
 
Scattare dalla prima collina reggiana offre un vantaggio unico poiché si ha un’ampia visione della pianura, con l’orizzonte libero e il cielo ben visibile sopra le città lombarde illuminate. Le luci dei centri urbani come Reggio Emilia tracciano una linea luminosa che contrasta con le nubi temporalesche, evidenziando ogni scarica.
 
Inoltre, in notti limpide e umide, i fulmini sono ancora più fotogenici perché la luce si riflette sulle particelle di umidità in sospensione. Le scariche appaiono più “disegnate” e persistenti, perfette per essere catturate con lunghe esposizioni. Lo sapete che un singolo fulmine può contenere tra 100 milioni e 1 miliardo di volt, e una corrente di 30.000 ampere. Addirittura la temperatura del canale di un fulmine può raggiungere 30.000 °C, più del doppio della superficie del Sole.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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