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30 anni fa il terremoto di Correggio: cosa accadde e che legame c’è con il sisma del 2012

Il 15 ottobre 1996, poco prima di mezzogiorno, la pianura reggiana si scosse. Oggi, a trent’anni esatti, ripercorriamo quel giorno, spieghiamo perché il suolo sotto i nostri piedi può tremare e chiariamo se ci sia un legame con il terremoto dell’Emilia del maggio 2012.

30 anni fa il terremoto di Correggio: cosa accadde e che legame c’è con il sisma del 2012

Che cosa accadde

Il terremoto si verificò alle 09:55 UTC, cioè alle 11:56 ora italiana, con epicentro a circa 2 km a nord di Correggio. Gli studi dell’INGV gli attribuiscono una magnitudo Mw 5.4.

Non fu una scossa isolata. Diede inizio a una sequenza sismica importante, con più di cento eventi sopra magnitudo 2.5, tra cui diversi compresi tra 4.0 e 4.6. Lo sciame durò circa un mese e si concentrò in una piccola area lungo il margine esterno dell’Appennino settentrionale, tra i 10 e i 17 km di profondità.

Gli effetti furono pesanti. Un documento parlamentare dell’epoca parla di una scossa del settimo grado della scala Mercalli che colpì le province di Reggio Emilia e Modena. La Regione Emilia-Romagna riportò gravi danni nei territori di numerosi comuni delle due province.
Nel reggiano gli sfollati furono 800.

Il terremoto arrivò in un momento difficile: pochi giorni prima, il 7 e 8 ottobre, il territorio era stato interessato da forti precipitazioni, con un’emergenza alluvionale.

Perché la pianura trema

Sotto la pianura, nascosto da circa 2 km di sedimenti, c’è il fronte dell’Appennino. Le spinte compressive hanno prodotto pieghe, faglie inverse e sovrascorrimenti diretti verso nord-nord-est, sepolti sotto la copertura sedimentaria. Sono le cosiddette faglie cieche: non emergono in superficie e non si vedono, ma accumulano energia.

Il terremoto del 1996 si originò su una di queste strutture. Secondo uno studio dell’INGV, le scosse nacquero lungo un retroscorrimento immerso verso nord-ovest, legato a un sovrascorrimento principale orientato verso nord-est, nella parte occidentale del grande Arco ferrarese.

E non era la prima volta: nella provincia di Reggio Emilia furono stimati terremoti di magnitudo Mw 5.5 anche l’11 settembre 1831 e il 13 marzo 1832. Per questo la zona è considerata, da chi la studia, un’area a rischio ben nota.

1996 e 2012: parenti, non gemelli

Il 20 maggio 2012 il terremoto dell’Emilia colpì il Modenese e il Ferrarese. Alle 4:03 un evento di magnitudo Mw 5.8 causò gravi danni, e in tutto la sequenza provocò 27 vittime. Il 29 maggio una seconda scossa di ML 5.8 si verificò circa 10 km a sud-ovest della prima. La magnitudo del 20 maggio viene riportata come ML 5.9 e, a seconda della stima, come Mw tra 5.8 e 6.1.

Il legame c’è, ma è di famiglia, non di causa ed effetto. La sequenza del 2012 attivò il settore centrale dell’Arco ferrarese, mentre il settore occidentale, quello reggiano, fu attivato nel 1831 e nel 1832 e più di recente proprio dal terremoto di Reggio Emilia del 1996. Sono tratti diversi della stessa grande struttura, sottoposta alla stessa spinta. Nel 2012 i meccanismi focali indicarono una compressione quasi pura in direzione NNE-SSW, coerente con il quadro tettonico dell’Appennino.

Quindi guai a cadere nella tentazione di pensare che il terremoto del 1996 abbia “innescato” quello del 2012: sono faglie diverse e sedici anni li separano. Il quadro scientifico resta in evoluzione: alcuni studi suggeriscono che la sequenza del 2012 abbia attivato un sistema di deformazione nuovo, e che la sola posizione delle pieghe note non basti a stimare il potenziale sismico della zona.

Una zona ancora attiva

La stessa area ha ricordato di non essere “spenta”. Il 9 febbraio 2022 due scosse hanno avuto epicentro tra Bagnolo in Piano e Correggio, con profondità di circa 6-7 km. Le scosse furono magnitudo 4.0 e 4.3, con scuotimento fino al V-VI grado della scala Mercalli.

I terremoti non si possono prevedere, ma si può essere preparati: conoscere la storia sismica del proprio territorio è il primo passo. Sul sito INGV, inoltre, il questionario “Hai sentito il terremoto?” permette a tutti di contribuire alla ricostruzione degli effetti.

Dove eravate il 15 ottobre 1996? Se avete ricordi o fotografie, la redazione sarà felice di raccoglierli.

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

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