Vai al contenuto principale

Il Sole si agita: in arrivo una tempesta solare moderata verso la Terra

Un vasto “foro coronale” e un brillamento di classe M: cosa sta succedendo sulla nostra stella e cosa potrebbe accadere anche alle nostre latitudini Nella giornata di oggi, giovedì 7 agosto, il Sole ha dato spettacolo con un evento imponente e potenzialmente significativo. Verso le ore 11 del mattino, UTC, dalla regione attiva AR4168 si è verificato un brillamento solare di classe M3.93, accompagnato da una CME (espulsione di massa coronale) diretta verso la Terra. Il tutto mentre un ampio foro coronale – un’area scura e aperta della corona solare – è orientato in modo da emettere vento solare ad alta velocità proprio nella nostra direzione...

Il Sole si agita: in arrivo una tempesta solare moderata verso la Terra

Un vasto “foro coronale” e un brillamento di classe M: cosa sta succedendo sulla nostra stella e cosa potrebbe accadere anche alle nostre latitudini

Nella giornata di oggi, giovedì 7 agosto, il Sole ha dato spettacolo con un evento imponente e potenzialmente significativo anche per chi vive a latitudini medie come quella di Reggio Emilia. Verso le ore 11 del mattino, ora italiana, dalla regione attiva AR4168 si è verificato un brillamento solare di classe M3.93, accompagnato da una CME (espulsione di massa coronale) diretta verso la Terra. Il tutto mentre un ampio foro coronale – un’area scura e aperta della corona solare – è orientato in modo da emettere vento solare ad alta velocità proprio nella nostra direzione.

Cos’è un brillamento solare?
Un brillamento solare è una sorta di “esplosione” sulla superficie del Sole, dovuta a improvvisi rilasci di energia nei campi magnetici delle macchie solari. I brillamenti sono classificati con una scala crescente: C, M e X. Questo evento, con una potenza M3.93, è di media intensità ma comunque in grado di generare interferenze radio e disturbi geomagnetici, specie se accompagnato da una CME, come in questo caso.

Cos’è una CME e perché ci riguarda?
Una CME (Coronal Mass Ejection) è una gigantesca nube di particelle cariche (protoni, elettroni, plasma solare) che viene espulsa nello spazio. Se la direzione è quella della Terra, la nube può colpire il nostro campo magnetico e provocare una tempesta geomagnetica, una sorta di scossa all’atmosfera terrestre. Gli effetti dipendono dall’intensità e dalla velocità dell’impatto.

Nel caso attuale, le prime analisi indicano che la CME potrebbe arrivare nel pomeriggio di venerdì 8 agosto, e che potrebbe trattarsi di un evento moderatamente intenso.

Cosa potrebbe succedere da noi?
A latitudini medio-alte come quella di Reggio Emilia non dobbiamo temere danni diretti, ma in caso di tempesta geomagnetica significativa potrebbero verificarsi alcuni effetti osservabili e strumentali, come:
-> Disturbi alle comunicazioni radio HF, soprattutto per velivoli o radioamatori.
-> Anomalie nei sistemi GPS, lievi ma misurabili.
-> Fluttuazioni nella rete elettrica, in casi estremi e se l’intensità fosse maggiore del previsto.
-> Aurore boreali visibili più a sud del solito, anche se è improbabile osservarle a occhio nudo nella nostra zona, se non in condizioni eccezionalmente favorevoli.

Più in generale, questi eventi ci ricordano quanto sia importante monitorare l’attività solare: non solo per ragioni scientifiche, ma anche per la protezione di satelliti, infrastrutture e tecnologie sempre più sensibili alle “bizze” della nostra stella.

E quel “foro coronale”?
Un foro coronale è una zona più scura del Sole da cui il campo magnetico si apre verso l’esterno, permettendo a flussi di vento solare di uscire più rapidamente e con maggiore intensità. Quando sono orientati verso la Terra, questi flussi possono rafforzare gli effetti di una CME, come accadrà nelle prossime ore. Insomma, un doppio colpo in arrivo: CME + vento solare veloce.

In conclusione
Nessun allarme per la popolazione
, ma grande attenzione da parte degli astronomi e dei centri di monitoraggio. L’arrivo della CME domani, venerdì 8 agosto, potrebbe regalare un aumento dell’attività geomagnetica e – per chi ha strumenti adeguati – dati interessanti da osservare e studiare.

Rimanete sintonizzati… anche il cielo può fare notizia!

METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Galleria

Notizie correlate

Spettacolo nei cieli reggiani: l’abbraccio tra Giove e Venere (con il tocco di Mercurio) al tramonto del 9 giugno

Spettacolo nei cieli reggiani: l’abbraccio tra Giove e Venere (con il tocco di Mercurio) al tramonto del 9 giugno

Se in queste ultime sere di cieli sereni avete allungato lo sguardo verso l'orizzonte subito dopo il tramonto, vi sarete sicuramente accorti di due "fari" luminosissimi che dominano il crepuscolo. Non si tratta di aerei né di satelliti artificiali: sono Venere e Giove, i due pianeti più brillanti del nostro Sistema Solare, che sera dopo sera si sono avvicinati sempre di più. Il culmine di questo lento valzer celeste avverrà nella serata di domani, martedì 9 giugno, quando assisteremo a una splendida congiunzione stretta. I due pianeti sembreranno quasi sfiorarsi in un bacio apparente, pronti al "sorpasso" astronomico, accompagnati a breve distanza da un terzo, timido ospite: il piccolo Mercurio.

Leggi tutto
Aggiornamento Space Weather: la tempesta solare è iniziata, ma niente aurore visibili in Italia. Ecco l'analisi dei dati

Aggiornamento Space Weather: la tempesta solare è iniziata, ma niente aurore visibili in Italia. Ecco l'analisi dei dati

Come ampiamente previsto dai bollettini dei giorni scorsi, il fronte di particelle solari (le espulsioni di massa coronale combinate) ha ufficialmente raggiunto il campo magnetico terrestre. L'impatto ha innescato una tempesta geomagnetica che è monitorata costantemente dai sistemi di rilevamento. Diciamolo subito chiaramente per evitare false speranze: nelle scorse ore non si sono registrate aurore boreali degne di nota alle nostre latitudini, e la situazione non è cambiata. Chi ha tentato l'osservazione nella notte è rimasto a bocca asciutta: oltre alla scarsa attività visiva, la copertura nuvolosa ci ha messo lo zampino anche sulle zone alpine, ma in ogni caso l'intensità del fenomeno non sarebbe stata sufficiente a mostrare uno spettacolo rilevabile dal Nord Italia. Vediamo insieme, grafici alla mano dal nostro pannello di monitoraggio, cosa sta succedendo nello spazio e cosa dicono i dati attuali.

Leggi tutto