Orgoglio tricolore nello spazio: Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III
Annuncio storico dell'ESA: l'astronauta italiano guiderà la capsula Orion nella cruciale missione di test in orbita terrestre. Ma come cambiano i piani per lo sbarco sulla Luna e le speranze per Samantha Cristoforetti?
La notizia che tutta l'Italia dello spazio attendeva è finalmente arrivata: Luca Parmitano volerà sulla missione Artemis III con il ruolo di pilota. L'annuncio ufficiale è stato rilasciato in queste ore dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), siglando un traguardo straordinario e senza precedenti: per la prima volta nella storia, un astronauta europeo viene assegnato all'equipaggio principale di una missione del programma Artemis.
Il veterano siciliano, già comandante della Stazione Spaziale Internazionale e Colonnello dell'Aeronautica Militare, siederà sul sedile di pilotaggio della navetta Orion, affiancando il comandante della NASA Randy Bresnik e gli specialisti di missione Frank Rubio (fresco detentore del record americano di permanenza nello spazio con 371 giorni consecutivi) e Andre Douglas. L'astronauta Bob Hines fungerà invece da riserva ufficiale.
"Da pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno," ha commentato a caldo Parmitano. "Ci permetterà di testare i sistemi e sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi oltre e riportare l'umanità sulla Luna".
Due settimane nello spazio: la complessa agenda di Artemis III
Il comunicato ufficiale della NASA fa luce sui dettagli operativi di Artemis III, pianificata per il 2027. Non sarà più la missione del primo allunaggio umano, bensì un volo di prova con equipaggio in orbita bassa terrestre (LEO) della durata stimata di circa due settimane.
Sarà una delle missioni più complesse e coreografiche della storia dell'astronautica, richiedendo una spietata coordinazione di lanci multipli ravvicinati dei razzi più potenti del pianeta:
Il lancio di Blue Origin: Per primo partirà il prototipo del lander Blue Moon di Blue Origin, capace di rimanere autonomamente in orbita per diverse settimane in attesa dell'equipaggio.
La partenza di Orion: Successivamente, il mega-razzo SLS (Space Launch System) della NASA decollerà da Cape Canaveral portando in orbita la capsula Orion con Parmitano ai comandi.
Il primo attracco (Blue Origin): Orion eseguirà una manovra di rendezvous e si aggancerà al lander di Blue Origin. I quattro astronauti passeranno circa due giorni agganciati, testando software, propulsione, comunicazioni ed entrando fisicamente all'interno del modulo di atterraggio.
Il secondo attracco (SpaceX): Una volta sganciatasi dal primo obiettivo, Orion si dirigerà verso il prototipo della Starship di SpaceX (in versione lunare), che nel frattempo avrà raggiunto l'orbita. La capsula e la Starship rimarranno connesse per circa un giorno per completare i check-out e i test dei sistemi di interfaccia integrati.
Il ritorno a casa: Terminata la fitta agenda di collaudi, la capsula Orion si separerà definitivamente per fare rotta verso casa, concludendo la missione con un ammaraggio controllato nell'Oceano Pacifico sotto la protezione della U.S. Navy.
Il cuore propulsivo e vitale di Orion sarà ancora una volta europeo: il modulo ESM-3, la cui struttura portante in alluminio è stata interamente realizzata negli stabilimenti di Thales Alenia Space a Torino. I tecnici integreranno la capsula e il modulo di servizio già questa estate, in vista dei test acustici e dell'installazione dei quattro iconici pannelli solari.
Samantha Cristoforetti e il sogno della prima donna sulla Luna
I nuovi dettagli della NASA confermano che il superamento dei test di Artemis III in orbita terrestre nel 2027 sarà il "passaporto" obbligatorio per sbloccare la missione Artemis IV, attualmente pianificata per il 2028, che effettuerà il reale sbarco umano al Polo Sud lunare.
L'accordo strategico tra NASA e ESA prevede l'assegnazione di tre seggi per astronauti europei nel corso del programma. L'Italia spera ardentemente che il palcoscenico per il prossimo grande primato spetti a Samantha Cristoforetti. L'obiettivo dell'ESA è fare in modo che "AstroSamantha" possa essere inserita in uno dei successivi equipaggi di allunaggio, diventando così la prima donna europea a camminare sul nostro satellite. La sua immensa esperienza tecnica e la sua popolarità globale la rendono la candidata naturale.
L'incastro geopolitico: un'ombra su Artemis IV?
Tuttavia, guardando l'assegnazione dei seggi con realismo politico, la presenza di Parmitano su Artemis III potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per le speranze italiane nell'immediato futuro.
Difficilmente la NASA e l'ESA concederanno a due astronauti della stessa nazionalità il privilegio di volare in due missioni Artemis consecutive. Se Artemis IV nel 2028 sarà la missione dello sbarco, è altamente probabile che quel seggio europeo venga assegnato a un astronauta di un altro Paese forte contributore dell'ESA, come la Francia (con Thomas Pesquet) o la Germania (con Matthias Maurer).
Se questa logica di alternanza geopolitica dovesse essere applicata, le speranze per vedere Samantha Cristoforetti lasciare le proprie impronte nella polvere lunare potrebbero slittare ad Artemis V o alle successive missioni di espansione della base permanente.
Per adesso, l'Italia si gode un primato indiscutibile: quando la capsula Orion accenderà i motori per l'esame più importante prima della Luna, ai comandi ci saranno i riflessi e l'esperienza di Luca Parmitano.
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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