Bollettino solare: un enorme “foro coronale” sul Sole e due brillamenti solari, cosa sta succedendo?
Gli strumenti dell’osservatorio solare SDO (Solar Dynamics Observatory) della NASA hanno catturato oggi un’immagine spettacolare: un vasto foro coronale si estende al centro del disco solare, ben visibile come un’enorme regione scura. Questo evento, combinato con due recenti brillamenti solari di classe M, potrebbe avere effetti anche qui sulla Terra.
Gli strumenti dell’osservatorio solare SDO (Solar Dynamics Observatory) della NASA hanno catturato oggi un’immagine spettacolare: un vasto foro coronale si estende al centro del disco solare, ben visibile come un’enorme regione scura. Questo evento, combinato con due recenti brillamenti solari di classe M, potrebbe avere effetti anche qui sulla Terra.
Ma cos'è un foro coronale?
I fori coronali sono zone temporaneamente “aperte” nel campo magnetico solare, da cui fuoriescono getti di vento solare ad alta velocità. Queste regioni appaiono più scure nelle immagini ultraviolette estreme, come quella che vediamo oggi, perché emettono meno radiazione.
Il foro coronale attuale ha una forma allungata e si trova in una posizione centrale del Sole, il che significa che è perfettamente orientato verso la Terra: il vento solare che ne scaturisce ci raggiungerà con grande probabilità nei prossimi giorni, tra venerdì 30 e sabato 31 maggio.
E i brillamenti solari di questi giorni?
Il Sole è stato particolarmente attivo anche dal punto di vista dei brillamenti, ovvero esplosioni improvvise di energia:
-> Domenica 25 maggio: brillamento M 8.9 – molto vicino alla soglia X, con potenziale impatto radio su alcune bande HF.
-> Lunedì 26 maggio: brillamento M 2.9, di minore intensità ma comunque significativo.
Entrambi i brillamenti sono stati accompagnati da espulsioni di massa coronale (CME), ovvero gigantesche nubi di particelle solari che si propagano nello spazio.
Possibili effetti attesi sulla Terra?
- Tempeste geomagnetiche: il vento solare ad alta velocità proveniente dal foro coronale potrebbe disturbare la magnetosfera terrestre, provocando tempeste geomagnetiche di livello G1 o G2. Questi eventi possono causare disturbi alle comunicazioni radio HF, leggere fluttuazioni nella rete elettrica e aurore boreali visibili a latitudini insolitamente basse (non in Italia, ma nel Nord Europa o Canada)
- Effetti su GPS e satelliti: le particelle energetiche possono anche interferire con i satelliti in orbita e con i segnali GPS, soprattutto in alta quota o vicino ai poli.
E in Emilia?
Per la nostra zona, non sono attesi effetti visibili ad occhio nudo, ma è possibile che radioamatori e tecnici delle telecomunicazioni notino alcune interferenze di breve durata. Inoltre, gli appassionati di astronomia e scienze dello spazio potranno osservare, grazie a siti e app dedicate (come NOAA, SWPC, o SpaceWeatherLive), le fluttuazioni dell’indice Kp e seguire l’evoluzione della tempesta geomagnetica incrociando le dita!
Quindi, quello che stiamo osservando è un chiaro segno che il Sole si sta avvicinando al massimo del suo ciclo undecennale, previsto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. In questa fase, le tempeste solari diventano più frequenti, e anche noi sulla Terra possiamo sentirne gli effetti.
Continueremo a monitorare l’attività solare nei prossimi giorni su MeteoReggio.it, per fornirvi aggiornamenti puntuali e spiegazioni sempre chiare.
Immagine: NASA/SDO, AIA 193 Å – 28 maggio 2025, 16:08 UTC
METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli
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