Vai al contenuto principale

L'estate ci riprova

Continuano le montagne russe meteorologiche di questa movimentata estate 2024. Un'altalena di momenti caldi e momenti freschi che fanno sì che il primo mese estivo sia trascorso, tutto sommato, nella media. E già questo basta per fare notizia dopo tante annate di corse al rialzo con le estati più calde di sempre ... ma non cadiamo nell'errore di pensare che nel resto del Mondo le cose vadano allo stesso modo...

L'estate ci riprova

Siamo alle porte del quarto "rimbalzo" dall'inizio di questa irrequieta estate 2024. Ennesimo capriccio d'umore di una stagione che tra alti e bassi si assesta attorno alla media degli ultimi 30 anni. Non lo fa con linearità, ma con salti che cercano quasi di accontentare gli amanti del caldo e gli amanti del fresco.

E così, dopo l'ennesima fase instabile e perturbata che ha fatto tremare i più freddolosi nella giornata di mercoledì 3 luglio, torniamo a parlarvi di una rimonta del caldo africano. Nulla di repentino, ma una nuova corsa dei termometri che giorno dopo giorno risaliranno la china fino a toccare i 34°, forse anche 35°C a metà della prossima settimana.

Tutta colpa di un anticiclone Africano che anche in questa occasione proverà a fare la voce grossa, ma per la quarta volta con molta timidezza. Anche in questa occasione il promontorio prenderà forma tra Tunisia e Libia senza sfociare in pieno Mediterraneo o esattamente sulla nostra testa come faceva spesso fino all'anno scorso. Ancora una volta, quindi, si posizionerà ad una latitudine in cui può essere facilmente respinto o tenuto sotto controllo dalle varie basse pressioni che potrebbero formarsi nell'Atlantico tra Golfo di Biscaglia e penisola iberica.



Proprio per tale ragione possiamo dire che farà caldo, ma che potrebbe essere un caldo vincolato ai capricci dell'Atlantico che potrebbe scalzarlo nel medio-periodo. Un anticiclone che potrebbe avere una data di scadenza attorno alla metà del mese, ma quando si parla di periodi così lontanti non si hanno dati e certezze sufficienti.

Gli amanti del caldo, quindi, possono esultare per il ritorno del loro beniamino ma questa festa potrebbe essere rovinata dall'afa. Già, perchè se da un lato questa Estate ha un comportamento termico "nella media", a traboccare d'abbondanza (finalmente) è la quantità di acqua nel nostro suolo. Quest'acqua evaporando pervaderà la nostra Pianura rendendoci difficoltosa la sudorazione e la termoregolazione. Tutto ciò va di pari passo con il disagio bioclimatico che potrebbe farsi sentire a metà della prossima settimana. Ci auguriamo, però, che sia meno feroce di quanto visto nell'ultima ondata che ci siamo lasciati alle spalle alla fine della settimana scorsa con la complicità della polvere del deserto.

Torna la polvere del deserto?
Come detto l'anticiclone Africano torna a posizionarsi stabile tra Tunisia e Libia. Posizione perfetta per scagliare verso di noi altra polvere dal deserto del Sahara. Questa volta, però, manca un vortice di bassa pressione sulla Spagna sufficiente a sollevare grandi masse di polvere. Per tale motivo ci viene da pronosticare un sollevamento di polvere molto più contenuto rispetto al passato. Anche in questo caso occorre attendere qualche giorno per le conferme del caso, i modelli cambieranno e non è da escludersi che qualche vortice possa effettivamente manifestarsi ... tempo al tempo.

Allora quest'estate non sentiremo dire "l'estate più calda di sempre"?
Calma ... siamo ancora ad inizio stagione e soprattutto non dobbiamo cadere nella tentazione di pensare che se nella nostra Provincia fa fresco, lo stesso valga per il resto del Mondo.
La situazione sta progressivamente migliorando, ma arriviamo da 12 mesi di record su record. Il fatto che non ci sia più "El Nino" a gonfiare la bolla ci sta accompagnando sotto i valori registrati nel terribile 2023 (tradotto: "El Nino ci ha abbandonati da tempo, ma ancora sentiamo i suoi effetti"). 

Pur restando nell'orticello del nostro stivale, però, troviamo delle disparità immense. Ad un nord-Italia ricco di acqua e dalle temperature clementi si contrappone un meridione assetato e arso da un caldo che perdura da mesi. Insomma... non dobbiamo nemmeno fare molta strada per vedere che il quadro globale è ben diverso da quanto sta accadendo tra le mura del nostro "catino padano".

Per concludere, quindi, ritiriamo fuori dagli armadi gli abiti leggeri, torna il caldo e torna il Sole. Chi detesta il caldo può ancora crogiolarsi in questi ultimi giorni miti e ricordare i giorni passati nell'attesa del, non del tutto impossibile, nuovo calo termico di metà mese.

Ad maiora semper!

WWW.METEOREGGIO.IT
   Dott. Matteo Benevelli

Notizie correlate

Neve a maggio in Appennino: un classico "capriccio" di stagione che non ferma il riscaldamento globale

Neve a maggio in Appennino: un classico "capriccio" di stagione che non ferma il riscaldamento globale

Stamattina, chi ha dato un’occhiata alle nostre webcam del Monte La Nuda, a quota 1.700 metri (alle spalle di Cerreto Laghi), si è trovato davanti a uno scenario prettamente invernale. La neve è tornata a imbiancare le vette del nostro crinale oltre i 1.600 metri, offrendo uno spettacolo suggestivo che, puntualmente, riaccende il dibattito: "Ma se nevica a maggio, il riscaldamento globale dov'è?". Per rispondere correttamente, dobbiamo fare un passo indietro e distinguere tra episodi meteo locali e trend climatici globali.

Leggi tutto
Il "Ritorno alla Normalità" dopo la fiammata Afro-Azzorriana: niente gelo, solo Aprile

Il "Ritorno alla Normalità" dopo la fiammata Afro-Azzorriana: niente gelo, solo Aprile

Negli ultimi giorni, la provincia di Reggio Emilia ha vissuto un anticipo d'estate decisamente fuori stagione. L’anticiclone delle Azzorre, spingendo masse d’aria calda di origine nord-africana verso le nostre latitudini, ha fatto segnare picchi di 25°C in pianura e ben 19°C in alta quota. Temperature che, per il periodo pasquale, sono decisamente oltre la media. Tuttavia, l'ultima parte della settimana vedrà un cambiamento di rotta.

Leggi tutto
Ciclone "Erminio" in formazione: aria fredda e burrasca sul Crinale, ma Reggio resta ai margini

Ciclone "Erminio" in formazione: aria fredda e burrasca sul Crinale, ma Reggio resta ai margini

Mentre l’Appennino sta ancora smaltendo gli effetti del ciclone "Deborah", che ha riportato il bianco sulle nostre vette, l’atmosfera non sembra intenzionata a concedere tregua. Per la giornata di mercoledì 1° aprile, gli occhi dei meteorologi sono puntati sullo Ionio, dove prenderà vita una nuova e profonda struttura depressionaria: il ciclone "Erminio".

Leggi tutto